Archivio mensile:ottobre 2014

Eloisa e Abelardo a BOOKCITY!

Il 16 novembre 2014 alle ore 18:30 al Castello Sforzesco l’autrice Maria Teresa Fumagalli Beonio Brocchieri e Armando Torno, in occasione di BOOKCITY, presentano il romanzo Eloisa e Abelardo, che è uscito per Laterza lo scorso 9 ottobre.

Il romanzo racconta la storia di un amore doloroso, una passione tra le più affascinanti e tragiche della cultura occidentale, che ha ispirato Petrarca, Rousseau, Stendhal: quello fra Abelardo, celebre filosofo del XII secolo, ed Eloisa, sua allieva sapiente, graziosa, testarda. A partire da quella storia Maria Teresa Fumagalli Beonio Brocchieri e Armando Torno spalancano davanti ai nostri occhi il quadro di un’intera epoca.

Non mancate!

Carla Stampa

Carla Stampa

Carla Stampa oggi diventa mare. Sono stata a trovarla prima della sua partenza per l’Indonesia, ed era colma di gioia perché Giovanni, suo figlio, era venuto da molto lontano per portarla via: aveva lavorato e organizzato tutto per portarla con sé e con sua moglie Kristin, in Indonesia, in una casa grande e in mezzo a un bosco, pensata sin dall’inizio anche per lei. Una storia bella come una favola, una grande cambiamento che Carla aveva accolto come un’ennesima grande avventura.

Carla Stampa è stata una grande giornalista, innamorata del suo lavoro, per anni a Epoca, e poi impegnata politicamente, deputata, e poi di nuovo sempre attenta a tutto ciò che si muove. La sua voce bellissima mi aveva ingannata quando sentivo le sue rassegne stampa a radio popolare. Andai a conoscerla e trovai uno sguardo ancora più bello e vivace, e incredibilmente dei capelli bianchi.

Aveva inventato i suoi “straccetti di ottimismo” agli inizi del 2000 prima per GolemIndispensabile, poi quel prendere appunti da un gesto, da un incontro, era diventata una abitudine perfetta per facebook. Mai si è spenta quella sua capacità di incuriosirsi e interessarsi alle cose nella loro concretezza, e a vedere nel caso anche il movimento, la tendenza, la reazione, insomma, nel particolare l’universale, relativo, storico, il nostro oggi che è già domani. La realtà appariva ai suoi occhi come portatrice di un mistero e persino la politica ufficiale, con le sue inverosimili trovate, finiva per incantarla come il teatro delle possibilità infinite.

Il primo incontro dell’enciclopedia lo abbiamo fatto a casa sua: fu una festa, intima, carica di discussione: tante persone che stimiamo e Margherita e io a raccontare quello che avremmo voluto fare…Carla contestava il progetto con parole piene di novità, ma ci ha sostenuto sempre e ha scritto anche due voci belle, piene di notizie e visioni, dedicate a chi come lei sa scrivere e guardare: Camilla Cederna e Letizia Battaglia.
Accoglienza, amicizia, sorriso, attenzione. Carla, grazie di tutto. E un grande abbraccio
rossana

Girl Declaration

Il 15 ottobre 2014 a Roma AIDOS – Associazione italiana donne per lo sviluppo, ha presentato, in anteprima in Italia, la Girl Declaration.

E’ tempo di fermare la povertà prima che sia troppo tardi.

Gli sforzi per sradicare la povertà e realizzare così uno sviluppo umano sostenibile che includa il benessere economico, non andranno a buon fine sino a quando gli/le adolescenti, in particolare le ragazze, vedranno negati i propri diritti ed una equa partecipazione alla vita dei loro paesi. Considerando che il ruolo cruciale che le ragazze possono svolgere è stato ignorato dai precedenti Obiettivi di Sviluppo del Millennio, l’attuale lavoro sui nuovi obiettivi post – 2015 rappresenta un’opportunità per rispondere alle esigenze delle adolescenti e accelerare lo sviluppo globale. Tuttavia, vi è il rischio che il ruolo cruciale delle giovani venga nuovamente dimenticato. La Girl Declaration è stata scritta per evitare che ciò accada e come invito all’azione per mettere le ragazze al centro del programma di sviluppo post-2015. Le donne svolgono un ruolo fondamentale nel trasformare le comunità, le società e l’economia dei propri paesi, ma molto spesso non hanno le opportunità per farlo. Al fine di creare le condizioni necessarie affinché le donne siano in grado di dare il loro contributo prezioso allo sviluppo, bisogna iniziare a coinvolgerle quando sono ancora bambine. Persino frequentare pochi anni di scuola primaria di qualità aumenta nettamente le prospettive economiche, un livello di istruzione secondaria fornisce inoltre alle ragazze una maggiore autonomia decisionale.  Lavorare sull’empowerment delle giovani in diversi campi quali istruzione, salute ed economia ha effetti a catena estremamente positivi per le comunità di riferimento, più possibilità di prevenire i matrimoni precoci, le gravidanze adolescenziali, la trasmissione di Hiv/Aids e può rompere il ciclo intergenerazionale della povertà. Lasciare quindi lo sviluppo, l’empowerment e i diritti delle ragazze fuori dalle politiche volte a realizzare uno sviluppo sostenibile, vuol dire ignorare l’enorme potenziale di ben 250 milioni di ragazze che attualmente vivono in povertà.

Qui trovate l’intervento di Daniela Colombo, presidente di AIDOS e qui i principi guida della Girl Declaration.

“Le adolescenti infatti non sono una parte del problema, sono la chiave per ogni soluzione sostenibile.”

Premio Nobel per la pace all’attivista pakistana a Malala Yousafzay e all’indiano Kailash Satyarthi

Il premio Nobel per la pace è stato assegnato congiuntamente all’attivista indiano per i diritti dei bambini Kailash Satyarthi (Hindi, 1954) ed alla pachistana Malala Yousafzay (Mingora, 1997). Un riconoscimento che quest’anno è andato a chi lotta per tutelare i minori. Secondo il Comitato per il Nobel, il 60enne Satyarthi e la 17enne Malala sono stati premiati “per la loro battaglia contro la repressione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all’educazione”.

Malala, fin da piccola, si è impegnata per il riconoscimento del diritto allo studio per le bambine. A tredici anni ha iniziato a curare per la BBC un blog, in cui denunciava le repressioni dei talebani pakistani nella valle dello Swat, contrari ai diritti delle donne. Per questo motivo il 9 ottobre 2012, mentre tornava a casa da scuola, ha subito un attentato da parte di un gruppo di uomini armati. Sopravvissuta alle gravi ferite, ha continuato il suo attivismo ed è diventata uno dei simboli a livello internazionale della lotta per i diritti civili e il diritto all’istruzione. Nel 2013 ha tenuto un discorso durante l’Assemblea della gioventù delle Nazioni Unite, a New York. Il suo intervento, in cui aveva parlato soprattutto della condizione femminile nel suo paese, aveva raccolto un grande consenso ed era circolato molto online e sui principali media di tutto il mondo. Davanti all’assemblea, Malala aveva spiegato che “i libri e le penne sono le armi più potenti” e che “l’educazione è l’unica soluzione”. Parlando del suo attentato, si era anche rivolta direttamente ai talebani, chiarendo che “se pensavano di farci tacere con l’uso dei proiettili, non ci sono riusciti”.

E’ la più giovane ad aver ricevuto questo riconoscimento da quando il Premio Nobel fu istituito, nel 1901.

“Francesca da Rimini”: dal 22 al 26 ottobre al Teatro Verdi

Siamo liete di segnalarvi che la nuova stagione del Teatro Verdi sarà inaugurata il 22 ottobre 2014 con uno spettacolo scritto da Giuliano Turone e diretto da Igor Grčko:

Francesca da Rimini

Un contributo di Dante e Boccaccio alla lotta contro la violenza sulle donne

La storia di Francesca da Rimini è nota grazie ai versi del canto V dell’Inferno, alla tragedia di D’Annunzio e al capolavoro musicale di Čajkovskij. Questo spettacolo offre uno spunto per un teatro civile sulla violenza “di genere”: Francesca è vittima di un matrimonio imposto ed è costretta a subire le violenze di un marito tiranno. Francesca, antica vittima di quella violenza, ci rimanda alla contemporaneità di Lea Garofalo, sua figlia Denise e le giovani desaparecidas argentine abbracciando, grazie anche a Dante, poeta universale, la dimensione universale della violenza di genere.

Per saperne di più clicca qui.

Non mancate!

Omaggio a Grazietta Butazzi

Amici e amiche,

ci teniamo a segnalarvi il programma del primo ciclo di conferenze realizzate in onore di Grazietta Butazzi,  una delle più importanti storiche del costume e della moda italiana del dopoguerra, mancata lo scorso 1° dicembre.

Il calendario degli incontri lo trovate qui.

Non mancate, mi raccomando!

 

La Signorina Kores ce l’ha fatta!

LA SIGNORINA KORES E LE ALTRE CE L’HA FATTA!

Abbiamo raggiunto e superato il target della nostra campagna di crowfunding per realizzare la parte video della mostra, ovvero dieci video-interviste di donne che hanno vissuto il periodo del boom economico a Milano e hanno qualcosa di inedito da raccontare su un periodo storico condiviso da tutti.

Questo è il primo piccolo passo per la realizzazione della mostra La signorina Kores e, speriamo, per creare un Museo delle donne.

Siamo felicissime, e lo dobbiamo SOLO A VOI! GRAZIE A TUTTI COLORO CHE HANNO CREDUTO IN QUESTO PROGETTO E LO HANNO SOSTENUTO!

La redazione.