Adolpha Le Beau

Rastatt 25 aprile 1850 - Baden-Baden 17 luglio 1927
Download PDF

Nella prefazione alla sua autobiografia Memorie di una compositrice Luise Adolpha Le Beau riprende una similitudine di Hermann Ritter nella «Encyklopädie der Musikgeschichte»: “la scena musicale del diciannovesimo secolo è paragonabile ad una grande foresta che si presenta con ogni sorta di specie arboree, e non sono solo i pochi e grandi alberi a comporla, ma anche quelli piccoli; e tutti gli arbusti, le erbe, i fiori ed i muschi sono ad essa necessari”.

Eccellente pianista, dotata di grande talento, Luise Adolpha Le Beau riuscì ad emergere anche come compositrice in un secolo in cui la creatività femminile non veniva considerata ed era perciò difficile per una donna diffondere le proprie opere. Nacque in una famiglia che incoraggiò prestissimo i suoi studi; infatti il padre, alto ufficiale dell’esercito, aveva una preparazione musicale ed insegnò pianoforte alla sua unica figlia, fin da piccolissima e per circa una decina d’anni. Luise cominciò a comporre giovanissima, studiò anche il violino e debuttò a Karlsruhe come pianista nel 1868, con il Concerto in Mi bemolle maggiore di Beethoven ed il Concerto in Sol Minore di Mendelssohn.
L’ambiente musicale intorno a Luise e gli incontri di personalità artistiche di spicco contribuirono ad aprire le porte alla sua carriera: infatti conobbe Franz Liszt, frequentò Johannes Brahms, conobbe il musicologo Eduard Hanslick e nel 1873 trascorse un breve periodo a Baden Baden dove prese lezioni di pianoforte dall’eccellente virtuosa Clara Wieck Schumann. Nel 1876 si trasferì con la famiglia a Monaco dove fu molto apprezzata dal direttore d’orchestra Hans von Bulow, che segnalò le sue doti artistiche al compositore e stimato insegnante di contrappunto ed armonia Josef Rheinberger. Quest’ultimo, colpito positivamente soprattutto dalla Sonata per violino e pianoforte op. 10, decise di prenderla come allieva. La soprannominò “lady emancipata”, essendo appunto una delle poche compositrici che erano riuscite ad emergere, stimata dal pubblico e dalla critica. Il soggiorno a Monaco segnò un periodo davvero felice per la carriera: Luise ottenne molto successo con il suo Trio per archi e pianoforte op. 15 e vinse numerosi concorsi di composizione.
Dal 1878 iniziò la collaborazione con la rivista «Algemeine Deutsche Musik-Zeitung» di Berlino e si dedicò anche all’insegnamento. Importante e stimolante fu inoltre l’incontro con la scrittrice Luise Hitz di cui mise in musica alcune poesie. Nel 1882 vinse il primo premio con la Sonata per violoncello e pianoforte op.17 in un concorso di composizione internazionale.
Nel 1889 la rivista «Neue Musik Zeitung» le dedicò un articolo che ne valorizzava le doti:

Dobbiamo rilevare che la signora Le Beau non solo compone come un vero uomo, con una musicalità totale, ma anche che non si comporta come alcune compositrici che tentano di convincere gli uomini della loro originalità con il movimento dei capelli.

Chiaro in queste parole l’apprezzamento, ma allo stesso tempo evidente quanto poco considerata fosse la creatività femminile in questi anni.
Ventiquattro anni prima della sua morte si ritirò dalla carriera musicale. Durante un viaggio a Roma nel 1902 incontrò l’affermato cantante Alfredo De Giorgio. Successivamente si trasferì in Italia dove visse per circa quattro anni.
La compositrice ci ha lasciato molte notizie sulle sue opere, sui concerti e sulla critica nella sua autobiografia Memorie di una compositrice, pubblicata nel 1910. L’accoglienza della critica, come si legge nei suoi diari, fu generalmente amichevole ma non sempre incoraggiante, come sarebbe stato se si fosse trattato di un uomo. Trascorse gli ultimi anni della sua vita in Germania, a Baden Baden, dove morì a 77 anni. Venne sepolta nel cimitero della città che le intitolò in seguito la biblioteca musicale. Inoltre una targa commemorativa è stata installata in Lichtenaler Straße 46, l’edificio in cui visse e successivamente morì.
Le sue numerose composizioni spaziano tra vari generi: dai brani solistici per pianoforte a sonate e pezzi vari per strumenti ad arco e pianoforte, una sinfonia, un poema sinfonico Hohenbaden op. 43, un concerto e una fantasia per pianoforte ed orchestra, un’ouverture, due opere, molta musica corale e quarantasette lieder. Le sue composizioni mettono in evidenza una padronanza formale intrisa di un accentuato lirismo romantico. Una produzione ancora quasi del tutto dimenticata che meriterebbe sicuramente una più degna attenzione.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Adolpha Le Beau Trio op.15 prefazione a cura di H. Broszinski

Sitografia

http://www.sophie-drinker-institut.de/le-beau-luise-adolpha

http://www.epdlp.com/compclasico.php?id=10451

Katia Caradonna

Pianista e docente di pianoforte, si dedica da tempo all’ideazione di concerti tematici. Vincitrice di numerosi concorsi musicali, ha tenuto concerti sia come solista che in varie formazioni da camera in molte città. Ha collaborato con il cantante Elio (delle Storie Tese) nella realizzazione di diversi concerti/spettacoli, tra cui Storia di Babar e dei suoi amici e La musica dei numeri e con lui ha inciso due CD live. Ha collaborato con l’attrice teatrale Alessandra Faiella. Ha fondato l’Art Music Youkali, ensemble dinamico composto da musicisti ed artisti che hanno In comune l’interesse per repertori a tema poco conosciuti. Un progetto particolare è quello rivolto alla ricerca ed alla riscoperta delle musiche delle compositrici del passato, senza tralasciare quelle viventi. Suona stabilmente con il flautista Sergio Bonetti (Duo Art Music Youkali) con cui ha tenuto molti concerti tra cui Ritratto di donna, Omaggio all’ opera e…al palato, Emozioni sacre e profane, Un flauto all’opera, Musica in movimento, Ai confini del jazz, I bemolli sono blu. Omaggio a Claude Debussy. Il progetto Ritratti di eroine ha visto il duo esibirsi in trio col flautista di fama mondiale Mario Caroli. Crede nelle potenzialità terapeutiche della musica e da anni collabora con i “Donatori di musica” suonando negli ospedali.

Leggi tutte le voci scritte da Katia Caradonna