Anna Riwkin Brick

Surasz, Bielorussia 1908 - Tel Aviv 1970
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Anna Riwkin è stata una fotoreporter fra le più importanti del suo tempo, particolarmente sensibile alle forme in movimento – alla danza, basti ricordare le straordinarie fotografie del ballerino e coreografo tedesco Alexander von Swaine – ma anche a progetti educativi, come quelli svolti con Elise “Ottar” Ottesen-Jenses sulla diffusione dell’educazione sessuale femminile e con Astrid Lindgren per la serie di volumi dedicati ai “Bambini del mondo”, attenta in particolar modo alle realtà minoritarie ed emarginate della società, come la vita degli zingari in Svezia o quella degli ebrei immigrati in Palestina e Israele dai Paesi arabi.
Nasce in Russia, in una famiglia ebrea, e nel 1915 si sposta in Svezia con i genitori; studia danza fin dagli anni Venti, sotto la direzione della grande insegnante russa Vera Alexandrovna. Tuttavia si rende conto, come ha poi espressamente confessato, che non sarebbe mai diventata “una Pavlova” e comincia a interessarsi alla fotografia diventando l’assistente del fotografo Moisé Benkow nel 1927. Nel 1929 aprirà un proprio studio fotografico, a Stoccolma, Bellmonsgatan 20. Nello stesso anno sposa il giornalista e traduttore Daniel Brick e si dedica alla ritrattistica, fotografando scrittori e intellettuali della cerchia di suo marito, ma la passione per il mondo della danza e le forme in movimento non la abbandona. Nel 1931 la troviamo a Berlino a studiare la fotografia dedicata al balletto insieme ad Hans Robertson (1883-1950): le ricerche e le esperienze di questo periodo confluiscono in un primo libro illustrato dedicato alla danza pubblicato nel 1932, Danza svedese, mentre è del 1933 la sua prima esposizione alla Mostra collettiva La danza e il movimento, a Parigi.
Il suo interesse per il mondo della danza troverà di nuovo spazio solo molto più tardi, come testimonia il volume sul balletto del 1960 Scuola di Danza, corredato dai testi, fra gli altri, della coreografa svedese Birgit Cullberg (1908-1999) e dall’insegnante di danza Lilian Karina Vásárhelyi (1907-2007).
A partire dalla fine degli anni Trenta illustra réportages per le riviste «Se» e «Vi», per le quali compie numerosi viaggi attraverso la Svezia e all’estero, come in Giappone, Corea, India e Israele, e anche libri – come quelli di Elly Jannes (Elly Maria Jannes-Höjeberg 1907-2006).
Uno dei progetti più interessanti di questi anni è appunto legato alla missione dell’amica norvegese Elise “Ottar” Ottesen-Jensen (1886-1973) che Anna segue nel nord della Svezia per documentare un ciclo di conferenze dedicate all’educazione sessuale delle donne. Elise Ottar, giornalista, sindacalista e femminista, si impegnò radicalmente e con metodi spesso illegali per la divulgazione dell’educazione sessuale, sottolineando l’importanza dell’indipendenza economica, la necessità del ‘potere’ sul proprio corpo, il diritto alla contraccezione e all’aborto.
Nel 1955 Anna inizia la sua collaborazione con la casa editrice Rabén&Sjogren, fortemente voluta da Astrid Lindgren, all’epoca già nota scrittrice, che conosceva e apprezzava il lavoro della fotografa. Il primo volume di questo connubio è un volume dedicato alla vita degli zingari in Svezia con i testi dello scrittore Ivar Lo-Johansson (1901-1990). Ma è nel 1956 che Astrid Lindgren e Anna Riwkin-Brick realizzano lavorando in stretta collaborazione i volumi della serie “Children of the World” che hanno come protagonisti i bambini, i loro paesi, gli ambienti e differenti stili di vita. Visti oggi, si potrebbe rimproverare a questi libri l’aspetto idilliaco, folkloristico. Ma l’opera va considerata alla luce del contesto in cui nacque, e cioè il secondo dopoguerra, e il desiderio di costruire una pace duratura proprio attraverso l’educazione alla fratellanza. I libri ‘raccontano’ le vite, il quotidiano di bambini in paesi anche tanto lontani e all’epoca davvero poco conosciuti: il pregiudizio e l’ignoranza che portano al disprezzo, all’opposizione, alla guerra si possono combattere – ci dicono quelle pagine e quelle fotografie – solo con la conoscenza e il dialogo.
Le storie raccontate e il perfetto accordo tra fotografia e narrazione, che si pone subito quale collaborazione mai come giustapposizione, oltrepassano la visione ‘scolastica’ e non sono mai ovvie o didascaliche. I bambini dei differenti paesi (Giappone, Kenia, Svezia, Jugoslavia, Olanda, Norvegia, Thailandia, Finlandia) sono colti nella loro quotidianità. La serie si compone di nove volumetti: Eva va a trovare Noriko-San (1956), Sia vive sul Kilimangiaro (1958) I miei cugini svedesi (1959), Lilibet figlia del circo (1960), Marko vive in Jugoslavia (1962), Jackie vive in Olanda (1963), Randi vive in Norvegia (1966), Noy vive in Thailandia (1966), Matti vive in Finlandia (1968), che tuttavia, pur avendo goduto di un grandissimo successo e numerose traduzioni, scompaiono negli anni Settanta e non vengono, purtroppo, ripubblicati.
L’incontro con la scrittrice Lea Goldberg, nei primi anni Cinquanta, allarga l’orizzonte di Children of the World; alcuni volumi vengono tradotti in ebraico dalla stessa Goldberg, e dato il grande successo della serie, il progetto viene riproposto in Israele. Nascono così i volumi di collaborazione Piccola regina di Saba (la storia di una bambina immigrata dal Marocco e le sue difficoltà di adattamento in un kibbutz), Avventura del deserto (la storia di tre bambini del kibbutz Revivim) e Eli vive in Israele (1964). Riwkin illustra anche i volumi Palestina (1948) e Israele (1955), corredati dai testi del marito, Daniel Brick.
Nel 1958 vince, insieme ad Astrid Lindgren, il New York Herald-Tribune’s Spring Festival Award, (per la prima volta assegnato a un libro fotografico) per il volume Sia vive sul Kilimangiaro. Nel ’61 e ‘62 pubblica i due libri Hawai e Mokihana vive alle Hawai con i testi della sorella, la scrittrice e giornalista Eugénie Söderberg e nel 1963 viene insignita, in Svezia, del premio Elsa Beskow.
Nel 2004 il Moderna Museet di Stoccolma (a cui la stessa Anna Riwkin Brick, la sua famiglia e l’assistente e collega Lars Erik Brandius hanno donato gran parte del suo archivio fotografico) le dedica la grande retrospettiva dal titolo Anna Riwkin-Brick. Ritratto di una fotografa.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Bettina Kümmerling-Meibauer, Childhood an Modernist Art, in «Libri & Liberi», 2013, 2 (1), pp. 11-28

Helene Ehriander, Everyday and Exotic. Astrid Lindgren’s Co-operation with Anna Riwkin-Brik, in Beyond Pippi Longstocking. Intermedial and International Aspects of Astrid Lindgren’s Works, Edited by Bettina Kümmerling-Meibauer and Astrid Surmatz, Routledge Taylor&Francis Group, New York and London 2011, cit. pp. 155-171

Elina Druker, To Mirror the Real. Ideology and Aesthetics in Photographic Picturebooks, in Beyond Pippi Longstocking. Intermedial and International Aspects of Astrid Lindgren’s Works, Edited by Bettina Kümmerling-Meibauer and Astrid Surmatz, Routledge Taylor&Francis Group, New York and London 2011, pp. 173-183

Bettina Kümmerling-Meibauer, The Idea of a Better World. Astrid Lindgren’s and Anna Riwkin-Brick’s photobooks of children, Conferenza dell’aprile 2010 presso il Centro Astrid Lindgren, Näs, Svezia.
Bettina Kümmerling-Meibauer, Der Blick auf das Fremde. Astrid Lindgrens und Anna Riwkin-Bricks Fotobiderbücher, in Blume Svenja, Kümmerling-Meibauer Bettina, Nix Angelika (Hrg.), Astrid Lindgren Werk und Wirkung: interkulturelle und internationale Perspektiven, Peter Lag, Frankfurt 2009, pp. 235-251

Pär Rittsel, « Riwkin-Brick, Anna », in Svenskt biografiskt lexikon, 30, pp. 243–246.
Siv Hackzell, Una vita all’opera: Elise Ottesen-Jensen e l’RFSU, fotografie di Anna Riwkin-Brick, Stoccolma 1986

Catalogo della personale: Anna Riwkin-Brick. A Trip around the World through the Eye of the Camera, Museum Tel-Aviv, Beit Dizengoff, Feb.-March 1969

Catalogo della mostra «Anna Riwkin. Ritratto di una fotografa», Moderna Museet, Stoccolma 2004 : http://www.modernamuseet.se/stockholm/sv/utstallningar/anna-riwkin/

World Zionist Organization. The Central Zionist Archives: http://www.zionistarchives.org.il/en/AttheCZA/AdditionalArticles/Pages/AnnaRivkin.aspx

«Anna Riwkin. Ritratto di una fotografa», Moderna Museet, Stoccolma 2004: http://www.modernamuseet.se/stockholm/sv/utstallningar/anna-riwkin/

«A good home for everyone : Anna Riwkin-Brick e Björn Laghammer», Moderna Museet, Stoccolma 2015-2016 : http://www.modernamuseet.se/stockholm/en/exhibitions/a-good-home-for-everyone/

Bibliografia
Danza svedese, fotografie di Anna Riwkin-Brick, Ed. Spektrum, 1932
Le renne indicano la strada, testi di Elly Jannes, fotografie di Anna Riwkin-Brick, 1942
Palestina, testi di Daniel Brick, fotografie di Anna Riwkin-Brick, 1947
Israele, testi di Daniel Brick, fotografie di Anna Riwkin-Brick, 1948.
Nomadi del Nord, testi di Elly Jannes, fotografie di Anna Riwkin-Brick, 1950.
Elle Kari, testi di Elly Jannes, fotografie di Anna Riwkin-Brick, 1952.
La Grecia eterna, testi di Gösta Säflund, fotografie di Anna Riwkin-Brick, 1954.
Lo scultore Mills, testi di Karl Axel Arvidsson, fotografie di Anna Riwkin-Brick (sullo scultore svedese Carl Mills), 1954.
Abitanti della Grecia, testi e fotografie di Anna Riwkin-Brick, 1955.
Israele, testi di Daniel Brick, fotografie di Anna Riwkin-Brick, 1955.
Zingari, testi di Ivan Lo-Johansson, fotografie di Anna Riwkin-Brick, 1955.
Trulsa con la nonna, testi di Märta de Laval, fotografie di Anna Riwkin-Brick, 1955.
Abitanti di Corea, testi di Astrid Ljungström, fotografie di Anna Riwkin-Brick, 1956.
Piccola regina di Saba, testi di Lea Goldberg, fotografie di Anna Riwkin-Brick, 1959.
Il compleanno della mamma, testi di Inga Tobiasson, fotografie di Anna Riwkin-Brick, 1959.
Scuola di Danza, testi di Birgit Cullberg, fotografie di Anna Riwkin-Brick, 1960.
Hawai, testi di Eugénie Söderberg, fotografie di Anna Riwkin-Brick, 1961.
Mokihana vive alle Hawai, testi di Eugénie Söderberg, fotografie di Anna Riwkin-Brick,1962
Fotografie di Anna Riwkin-Brick, testi di Åke Meyersson e Barbro Alving, 1962.
La campagna costruita, testi di Henry Pundik, fotografie di Anna Riwkin-Brick, 1963.
Eli vive in Israele, testi di Lea Goldberg, fotografie di Anna Riwkin-Brick 1964.
Gennet vive in Etiopia , testi di Vera Forbes, fotografie di Anna Riwkin-Brick, 1968.
Chiese della Terrasanta, testi di Gerard Bushell, fotografie di Anna Riwkin-Brick, 1969.
Miriam vive in un kibbutz, testi di Cordella Edwardson, fotografie di Anna Riwkin-Brick, 1969.
Salima vive in Kashmir, testi di, fotografie di Anna Riwkin-Brick, 1970.
Gaddi e il suo asinello, testi di Lea Goldberg, fotografie di Anna Riwkin-Brick, inedito (reso pubblico nel corso dell’esposizione: «In Detail, from the collections of Arnie Druck», Haifa Museum of Art, 2010).

Alcune delle più importanti esposizioni personali e collettive
Partecipazione alla mostra collettiva «La danza e il movimento», Parigi 1933.
Partecipazione alla Mostra Internazionale della Fotografia, Liljevalch, Stoccolma 1934.
Mostra personale, Forsners Exhibition Hall, Stoccolma 1938.
Partecipazione alla mostra collettiva « Il nuovo occhio. 100 anni di fotografie », Liljevalch, Stoccolma 1939.
Partecipazione alla 37a Mostra collettiva, London Salon of Photography, 1946.
Partecipazione alla mostra collettiva « La Famiglia dell’Uomo », organizzata da Edward Steichen a New York e presentata poi in tutto il mondo Museo di Arte Moderna, New York 1955.
Partecipazione alla mostra collettiva dell’Unione Internazionale per l’Infanzia Welfare, Stati Uniti, 1956.
Partecipazione alla mostra collettiva dell’Unesco «International World Exposition», Bruxelles 1958.
Retrospettiva personale « Gente del nostro tempo », Stoccolma, 1962.
Partecipazione alla mostra collettiva « Future Face », Stoccolma 1968.
Personale «Anna riwkin Brick. Un viaggio attorno al mondo attraverso l’occhio della macchina fotografica», Museum Tel-Aviv 1969: http://studio16mmjackinthebooks.blogspot.fr/2012/06/blog-post_21.html

Annalisa Comes

Nata a Firenze nel 1967 vive tra la Francia e l’Italia. Filologa - ha curato l’edizione critica del poeta siciliano Rinaldo d’Aquino (in Poeti della Scuola Siciliana, Mondadori, I Meridiani, Milano 2008) e collaborato all’edizione dell’opera poetica di P.P. Pasolini (I Meridiani 2003); specializzata in Giornalismo e comunicazione presso L’Università di Roma Tre, attualmente svolge attività di ricerca fra l’Università di Nancy e Verona con una tesi di dottorato sulla poesia italiana nella letteratura per l’infanzia e traduce dal francese per diverse case editrici. Ha pubblicato saggi e articoli su riviste italiane e straniere occupandosi di letteratura medievale e contemporanea, di poesia e traduzione - e di arte contemporanea. Allieva di Amelia Rosselli, ha pubblicato diverse raccolte di poesia (l’ultima Il corpo eterno, con tre fotografie di Vasco Ascolini, Gazebo, Firenze 2015) e vinto diversi premi, tra i quali il Premio Internazionale Eugenio Montale, Dario Bellezza e nel 2007 il Premio Speciale Città di Roma per la poesia. Nel 2014 ha vinto una Résidence d’écrivain per la poesia di quattro mesi presso il Sémaphore de Créac’h, sull’isola di Ouessant (Associazione C.A.L.I., DRAC Bretagna, Consiglio Regionale della Bretagna).
www.annalisacomes.com

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