Astrid Lindgren (Astrid Anna Emilia Ericsson)

VImmerby, 1907 - Stoccolma, 2002
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Astrid Lindgren è una delle scrittrici per l’infanzia più conosciute al mondo, ma il suo impegno si è speso anche nella difesa dei diritti dei bambini, degli animali, della pace e della convivenza, contro ogni forma di sopraffazione.
Il romanzo Pippi Calzelunghe ha lasciato un segno indelebile, tanto forte da aver dato il nome, in Italia, a quella «generazione Pippi» (come è stata felicemente definita da Donatella Ziliotto, prima editrice italiana del romanzo) che vedeva finalmente riconosciuto quel ribaltamento degli stereotipi dell’eroina femminile che aspettava davvero da tempo… 

Astrid Anna Emilia Ericsson detta “Bee” dal nome del suo cavallo preferito alla fattoria, nasce a Näs il 14 novembre 1907. Seconda di quattro figli, trascorre la sua infanzia nella fattoria di famiglia, una vita semplice, senza troppi agi. Il clima familiare è molto sereno e la sua infanzia felice, spensierata e circondata da affetti, è stata la principale fonte d’ispirazione per i suoi libri, come più volte ha raccontato lei stessa. I suoi romanzi non sono autobiografici in senso stretto, ma la casa, la libertà, i giochi, l’atmosfera allegra e la grande attenzione a ogni piccolo fatto della natura si ritrovano in quasi tutti i suoi racconti. Fin da piccolissima Astrid ama ascoltare storie e inizia a scrivere molto presto. Nel 1944 partecipa a un concorso di narrativa per ragazze indetto dalla casa editrice Rabén&Sjögren con il libro Britt-Mari, che vince il secondo premio e un contratto per la pubblicazione; prima di questo però era gia nato Pippi Calzelunghe: nel 1941, la figlia Karin è costretta a letto per una brutta polmonite. Ogni sera la madre per distrarla le si siede accanto e inventa storie e fiabe. Una sera Karin le chiede: «Mamma, raccontami la storia di Pippi Calzelunghe», un nome che si era inventata al momento: vista la stranezza del nome, la mamma decide che anche la storia della bambina dovesse essere fuori dal comune. A Karin piace così tanto che Pippi diventa l’eroina dei racconti di casa. Una bambina tanto forte da poter sollevare un cavallo, che viveva tutta sola in una grande casa, Villa Villacolle.
Nel 1944 a Stoccolma, a causa di una brutta caduta sul ghiaccio, Astrid Lindgren è costretta a letto. Per far passare il tempo stenografa le storie di Pippi, che successivamente trascrive in un manoscritto, da lei anche illustrato, che dona alla figlia per il suo decimo compleanno. A fine novembre del 1945 Lindgren pubblica il romanzo presso la casa editrice Rabén&Sjögren con le straordinarie illustrazioni di Ingrid Vang Nyman. Il successo di lettori è immediato– in due settimane il libro vende circa 20.000 copie! –, ma la critica si divide in due.
Astrid Lindgren ha dato vita ad almeno due altri personaggi femminili animati da un grande senso di indipendenza: Martina di Poggio di Giugno e la piccola Lotta; ma i suoi personaggi sono numerosissimi: da Emil di Lönneberga, – una sorta di alter ego maschile di Pippi, di cui il papà di Astrid, Samuel August (morto nel 1969) aveva fatto in tempo ad ascoltare tutte le avventure, che in parte ricordavano le sue – a Karlsson sul tetto (che “prende il volo” nel 1955, con un séguito di altre due avventure: Karlsson vola ancora, del 1962, e Karlsson sul tetto si nasconde un’altra volta del 1968); dai monelli di via dei Monelli (i libri di Bullerby), ai bambini protagonisti di albi illustrati, racconti e fiabe, da cui negli anni Ottanta e nei primi anni Novanta sono stati tratti film e cortometraggi. Si è cimentata in generi anche molto diversi, come il giallo per ragazzi, con le avventure del giovane detective Kalle Blomkvist. Una menzione particolare meritano gli albi fotografici in collaborazione con le due grandi fotografe Ylla (Camilla Koffler) e Anna Riwkin-Brick: con Riwkin Brick, in particolare, nascono nove libri dedicati alla vita quotidiana dei bambini di tutto il mondo, come un antidoto contro l’ignoranza e il pregiudizio all’origine di tutti i conflitti.
L’attività di Astrid Lindgren prosegue con i romanzi fantastici Mio piccolo Mio, (1954), I fratelli Cuordileone (1973) e l’ultimo Ronja (1981), ambientato in un medioevo di briganti, castelli e foreste incantate. Molte le sceneggiature per il grande e piccolo schermo, come Rasmus e il vagabondo (1955, regia di Rolf Husberg) e Vacanze all’Isola dei Gabbiani (1964, la regia di Olle Hellbom), di cui in séguito scriverà i romanzi.
Contemporaneamente diventa responsabile della sezione infanzia della casa editrice Rabén&Sjögren, e per quasi trent’anni, fino al 1970, si occuperà di libri per bambini. Fa tradurre e pubblicare libri di grande successo, come le storie di Homer Price dello scrittore e illustratore Robert McCloskey e La tela di Carlotta di Elwyn Brooks White. Redige l’adattamento in svedese di albi e piccoli volumi e sotto vari pseudonimi, traduce lei stessa numerosi volumi, come Il matrimonio dei conigli di Garth Williams, Dov’è il mio bambino? e Vedere il circo di Hans Augusto Rey. I suoi libri preferiti sono le storie di Winnie the Pooh di Alan Alexander Milne e la serie dei Mumin della scrittrice e pittrice finlandese Tove Jansson. E’ lei che cerca e vuole “a tutti i costi” per le illustrazioni dell’edizione svedese de Lo Hobbit di Tolkien.

Nel 1967, per il suo 60° compleanno, Rabén&Sjögren inaugura un premio a suo nome (ancora oggi assegnato in Svezia ogni anno).
Non meno importante della scrittura è per Astrid Lindgren l’impegno civile. Si è scagliata contro la guerra in Vietnam, si è battuta per i diritti dei neri in America (come per esempio nel romanzo Kati in America), contro le armi nucleari (1980), e ha lucidamente analizzato il nazionalsocialismo e il comunismo. Nel 1978 Astrid Lindgren viene insignita del premio Friedenspreis des Deutschen Buchhandels, il prestigioso premio degli editori tedeschi. Nel discorso che Astrid Lindgren tiene alla cerimonia presenta lucidamente non solo la sua netta opposizione contro la guerra, ma anche contro ogni tipo di violenza, e contro le punizioni corporali inflitte ai bambini da un’educazione oppressiva e arcaica. In Svezia, l’anno successivo le punizioni corporali inflitte ai bambini saranno considerate un crimine e come tali punite:

«A tutti coloro che invocano una disciplina più rigida e freni stretti, vorrei raccontare un episodio che una volta mi raccontò un’anziana signora. Era una giovane madre al tempo in cui si credeva ancora al concetto “chi risparmia la verga rovina suo figlio” – o quasi –; lei non ci credeva tanto, ma un giorno il suo figlioletto ne combinò una e lei decise che doveva avere una buona legnata, la prima della sua vita. Disse al ragazzino di andare fuori a cercare un bastone o una verga. Il ragazzino stette via parecchio. Alla fine tornò in lacrime e disse: “Non ho trovato nessuna verga, ma ho trovato una pietra, me la puoi tirare”. A quel punto anche la madre scoppiò in lacrime, perché improvvisamente aveva capito come il suo figlioletto doveva aver considerato ciò che stava per accadere. Doveva aver pensato: “Mia mamma vuole farmi male e lo può fare anche tirandomi una pietra”. Lo circondò con le sue braccia e passarono un buon momento a piangere insieme. Poi posarono la pietra su uno scaffale della cucina e là rimase, come perpetuo monito della promessa che si erano scambiati quel giorno: mai violenza!» (Astrid Lindgren, Friedenspreis des Deutschen Buchhandels).

In tutti i romanzi di Astrid Lindgren il tema della natura occupa un posto privilegiato:

«Che cosa vuoi, figlia di brigante?».
«Voglio che lasci stare le mie volpi e che sparisca dal mio bosco!». Birk si alzò e le si mise proprio di fronte.
«Le volpi tue! Il bosco tuo! Le volpi non sono di nessuno, capisci? E vivono nel loro bosco, che è anche il bosco dei lupi, degli orsi, degli alci e dei cavalli selvaggi. E il bosco del gufo, della poiana, del piccione selvatico, degli sparvieri, dei cuculi, delle lumache, dei ragni e delle formiche». (Ronja)

E questo mondo è popolato di animali di ogni genere: accanto a cani e gatti ci sono vermi, conigli, cavalli, foche, maiali. Non stupisce allora che nel 1985, sollecitata da Kristina Forslund, veterinaria e professore associato presso il Dipartimento di Scienze cliniche dell’Università Svedese di Scienze Agricole (Slu) di Uppsala, Svezia cominci la sua protesta contro i maltrattamenti inflitti agli animali da macello. Nel 1988 viene infine approvata una legge riguardante la protezione degli animali, chiamata “legge Lindgren” .
Per chi si reca in Svezia sono almeno due le tappe in cerca di Astrid Lindgren. A Stoccolma il parco di Junibacken: una grande “casa” per bambini con ambientazioni ricavate da racconti e fiabe. Poi il centro Astrid Lindgren di Näs (Vimmerby, www.astridlindgrensnas.se), che comprende vari edifici, fra cui la casa natale di Astrid Lingren. Qui viene annunciato il più importante premio per la letteratura per bambini e ragazzi, The Astrid Lindgren Memorial Award (Alma), istituito dal governo svedese nel 2002.
Astrid Lindgren si è spenta, serenamente, nel sonno, a novantaquattro anni, il 28 gennaio 2002, nella sua casa al 46 di via Dalagatan a Stoccolma. Il giorno dei funerali una folla immensa ha invaso le strade e raggiunto la cattedrale di Gamla Stan. In molti, grandi e piccoli, avevano sotto il braccio un suo libro, un albo illustrato, un disegno, una lettera: il popolo svedese rendeva omaggio non solo alla grande scrittrice, ma quasi a un’amica, a una confidente che a lungo, di generazione in generazione, aveva accompagnato la loro vita.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

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F. Lazzarato, D. Ziliotto (a cura di), Bimbe, donne e bambole. Protagoniste bambine nei libri per l’infanzia, Artemide, Roma, 1987.
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S. Blezza Picherle, Astrid Lindgren. Una scrittrice senza tempo e confini, Pensa MultiMedia Editore, Lecce, 2016.
A. Comes, Astrid Lindgren. Una vita dalla parte dei bambini, Castelvecchi, Roma 2017.
I libri di Astrid Lindgren sono pubblicati in Italia da Feltrinelli, Salani, Mondadori, La Nuova Frontiera, Motta Junior, Il Gioco di Leggere.
Sito ufficiale dedicato ad Astrid Lindgren: www.astridlindgren.se
Sito della Astrid Lindgren Company: www.saltkrakan.com
The Astrid Lindgren Society: www.astridlindgrensallskapet.se
Sito dedicato al premio Astrid Lindgren Memorial Award, Alma: www.alma.se
Il mondo di Astrid Lindgren, parco di Vimmerby: www.alv.se
Il «parco delle Favole», Junibacken sull’isola di Djurgården a Stoccolma: www.junibacken.se
Sito dedicato a Vimmerby e ad Astrid Lingren: www.vimmerbyturistbyra.se

Annalisa Comes

Nata a Firenze nel 1967 vive tra la Francia e l’Italia. Filologa - ha curato l’edizione critica del poeta siciliano Rinaldo d’Aquino (in Poeti della Scuola Siciliana, Mondadori, I Meridiani, Milano 2008) e collaborato all’edizione dell’opera poetica di P.P. Pasolini (I Meridiani 2003); specializzata in Giornalismo e comunicazione presso L’Università di Roma Tre, attualmente svolge attività di ricerca fra l’Università di Nancy e Verona con una tesi di dottorato sulla poesia italiana nella letteratura per l’infanzia e traduce dal francese per diverse case editrici. Ha pubblicato saggi e articoli su riviste italiane e straniere occupandosi di letteratura medievale e contemporanea, di poesia e traduzione - e di arte contemporanea. Allieva di Amelia Rosselli, ha pubblicato diverse raccolte di poesia (l’ultima Il corpo eterno, con tre fotografie di Vasco Ascolini, Gazebo, Firenze 2015) e vinto diversi premi, tra i quali il Premio Internazionale Eugenio Montale, Dario Bellezza e nel 2007 il Premio Speciale Città di Roma per la poesia. Nel 2014 ha vinto una Résidence d’écrivain per la poesia di quattro mesi presso il Sémaphore de Créac’h, sull’isola di Ouessant (Associazione C.A.L.I., DRAC Bretagna, Consiglio Regionale della Bretagna).
www.annalisacomes.com

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