Cleopatra

Alessandria d'Egitto 69 a.C. - 30 a.C
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Cleopatra VII porta il nome illustre dell’unica sorella legittima di Alessandro Magno. La sua fama è imbrigliata in una idea stereotipata e ferma: quella della seduttrice senza scrupoli, della regina orientale capace, con arti magiche, di condurre lontano dalla retta via non uno, ma ben due Romani di chiara fama: Giulio Cesare e Antonio. In realtà, Cleopatra è l’ultima grande regina di Egitto, erede della dinastia tolemaica; l’unica in grado di conservare abilmente trono e regno per vent’anni, nonostante le crescenti e sempre più ostili pressioni di Roma. Quando il padre (Tolomeo Aulete) muore, nel 51 a.C., Cleopatra eredita il regno con il fratello Tolomeo XII. A quel tempo ha 18 anni, mentre il fratello ne ha soltanto 10: la consuetudine del palazzo vorrebbe che si facesse da parte, che lasciasse ai ministri più esperti la gestione dello stato, ma, anche se molto giovane, la nuova regina non è per nulla disposta a rinunciare al potere. Mostra, fin da subito, un ottimo istinto che la guiderà fino alla fine e che la porta a comprendere quanto la componente egiziana del suo popolo andasse lusingata e assecondata, per essere di fatto controllata; e quanto contasse, da questo punto di vista, la capacità di restaurare, nel pieno del suo fasto, l’antico modello di sovranità egizia, che vedeva nel faraone la perfetta incarnazione di una divinità. Questa declinazione della regalità, terrena e divina nel contempo, sarà la chiave con cui Cleopatra arriverà al cuore non solo dei suoi sudditi, ma anche dei generali romani di cui sarà la compagna. Dotata di una straordinaria conoscenza delle lingue – solo per pochissimi dialetti aveva bisogno di un interprete – rappresenta una novità nell’ambito di una dinastia in cui nessuno sapeva parlare l’Egiziano e tutti avevano quasi totalmente dimenticato il Macedone, la lingua degli antenati e, soprattutto, di Alessandro.
Guardata con crescente ostilità dalla corte, che voleva la corona sul capo di Tolomeo XII, giovane e facilmente controllabile, Cleopatra è costretta a fuggire verso Oriente: farà ritorno, come vuole l’aneddotica, avvolta nei tappeti, per presentarsi, in segreto, a Cesare, giunto ad Alessandria per diventare arbitro nella contesa fra i due fratelli. A quel tempo la regina ha solo ventun anni; Cesare, ormai maturo, è il più grande generale che Roma abbia mai conosciuto. Rimarranno insieme fino alla morte di Cesare nel 44 a.C. (nelle Idi di Marzo), vivendo a Roma, oltre il Tevere, negli splendidi giardini in cui il generale romano l’ha condotta con Cesarione, il figlio nato dalla loro relazione nel 47. Nel 44, priva della protezione dell’amante, ritorna in gran fretta ad Alessandria, palcoscenico da cui, con cautela, osserva la delicata situazione creatasi all’indomani della fine di Cesare. Quando Antonio diventa padrone dell’Oriente, dopo l’uccisione dei Cesaricidi, Bruto e Cassio, Cleopatra lo raggiunge a Tarso, dove il generale l’ha convocata, sperando, a torto, di poterne controllare le ambizioni politiche. La regina gli va incontro su una barca coperta d’oro che scorre lungo il fiume, incarnazione perfetta della dea Afrodite (l’Iside dei Greci); circondata da ancelle che impersonano le Grazie e da giovani che spingono lentamente l’imbarcazione, Cleopatra-Afrodite va così a raggiungere Antonio-Dioniso, il suo prossimo amante, il cui destino sarà irrimediabilmente stravolto. Cleopatra e Antonio, salvo un breve intervallo dal 40 al 37, staranno insieme fino alla morte di entrambi. Per Cleopatra, Antonio entrerà in conflitto con Roma e con Ottaviano in particolare, di cui aveva sposato la sorella, la bellissima e saggia Ottavia. Autoproclamatosi signore d’Oriente, logorerà lentamente ma inesorabilmente i rapporti con la madrepatria, anche grazie alla campagna d’odio scatenatagli contro dall’amico di un tempo, Ottaviano. Il conflitto culmina nella celebre battaglia navale di Azio, nel golfo di Ambracia (31 a.C.): uno scontro decisivo per le sorti dell’impero romano, ma la cui dinamica è piuttosto misteriosa. Sappiamo con certezza che a un certo punto le navi di Cleopatra, collocate in una posizione centrale ma defilata, improvvisamente fanno vela verso sud. Le ragioni di quella che è apparsa a molti una fuga non sono note, ma Antonio la segue a breve distanza e le sorti della guerra paiono a quel punto segnate. L’esercito in rotta, gli alleati sempre più disorientati, i due amanti si separano. Si ritroveranno entrambi nella morte: l’uno si suicida nell’agosto del 30, dopo che gli era pervenuta la notizia, falsa, del suicidio di Cleopatra. La leggenda vuole che la morte sia arrivata a Cleopatra poco dopo, per un morso di aspide, nascosta in un cesto di fichi, e che le due ancelle fedeli si siano tolte la vita con lei, cantandone le lodi prima di morire.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

M. Clauss, Cleopatra, (tr. it. L. Argentieri, Roma 2002

C. Melani, Il fascino del potere: Cleopatra, Firenze 1998

Silvia Romani

Milanese, è ricercatrice di Letteratura Greca all'Universitàdi Torino. Fra i suo interessi principali vi sono i personaggi femminilidella mitologia greca, la commedia antica e l'epica arcaica. Ha lavoratosulla figura di Arianna e pubblicato il volume Nascite speciali, Alessandria 2004.

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