Dassine

Hoggar 1885 - 1930
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Dassine è stata una poetessa e musicista Tuareg nata e cresciuta nell’Hoggar, una zona montuosa del Sahara algerino. Viene considerata “Gran Sultana del deserto” e “Gran Sultana d’amore” perché è stata una messaggera di pace tra i Tuareg dissidenti durante la colonizzazione francese. Il suo vero nome era Oult Yemma Dassine. Dassine è considerata dal suo popolo una vera regina. Sorella maggiore di Axamuk (fu uno dei capi della Kel-Ghela, la tribù più importante e nobile dell’Hoggar), visse tra il 1885 e il 1930. Il suo nome, come uso dei Tuareg, è il nome di un animale e significa “zanzara”. Nel suo caso l’associazione indicava una donna piccola e leggiadra.
La sua storia è stata documentata e testimoniata grazie al beato francese Charles de Foucauld, che ha vissuto la sua vita in mezzo ai Tuareg dell’Hoggar.
«Nell’Hoggar, non c’è nessuna donna che sorpassi Dassine in bellezza. Lei è una grande donna: ha la carnagione chiara, leggermente marrone. Il viso è bello. I suoi occhi sono magnifici: ridenti ed espressivi. Ha i denti di un bianco brillante. Elegante e raffinata, sa suonare l’imzad (lo strumento tipico delle donne Tuareg). È piacevole conversare con lei perché è molto intelligente. Non vi è alcun uomo nell’Hoggar – o quasi nessuno – che ha tanto spirito come Dassine».
Dassine fu data in sposa dai genitori ad Afélan, nonostante fosse innamorata di Moussa ad Amastan, Amenukal (capo) dell’Hoggar, suo cugino di primo grado. Moussa, guerriero e poeta, era innamorato di Dassine e scrisse per lei diversi poemi. Egli la descrive in tanti modi, per esempio “Rosa dell’Hoggar”. Per Dassine Moussa è “Il leone”:
«Che importano tutti i veli sotto ai quali ti nascondi, ne rido come il sole ride delle nuvole; i tuoi pensieri veri escono sempre dal tuo cuore e dal tuo respiro».
Dassine continuò a vivere nell’Hoggar anche dopo che il marito Afèlan (della fazione opposta a Moussa) perse in battaglia e dovette lasciare il paese. Dassine si rifiutò di seguirlo e continuò a vivere con i suoi servi tra Abalessa, Tit e Tamanrasset. E quando suo figlio Sidi Moussa, che nel frattempo era diventato anch’egli guerriero, ebbe sedici anni, Dassine lo affidò a Moussa. Ma Sidi morirà due anni dopo in battaglia e lei, per il dolore, sceglierà per sempre la solitudine.
I poemi di Dassine e Moussa sono scritti nel linguaggio ancestrale del popolo Tuareg, il Tifinagh, composto di aste, cerchi, puntini. Dassine ne parla così:
«La nostra scrittura è una scrittura di nomadi, perché tutto ha la forma di “bastoni” che rappresentano le gambe di tutte le nostre greggi. Sono le gambe di uomini, di cammelli, zebù, gazzelle, di tutti coloro che vagano nel deserto. Poi le croci dicono se avete bisogno di andare a destra o a sinistra, e i puntini, ci sono un sacco di punti. Sono le stelle che ci guidano di notte perché noi, gli abitanti del deserto, conosciamo solo il percorso, il percorso che ha come guida a sua volta il sole e le stelle. Cominciamo il viaggio dal nostro cuore, e ci muoviamo intorno in cerchi sempre maggiori al fine di attirare altri cuori in un cerchio di vita, proprio come l’orizzonte disegna un cerchio intorno al tuo gregge e a te stesso».
Moussa e Dassine rappresentano, per la prima metà del ventesimo secolo, l’esempio più limpido dei valori cavallereschi e letterari della civiltà dei Tuareg dell’Hoggar.
Le loro tombe si trovano a Tamanrasset, fianco a fianco nel deserto.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Su ArtBlog: L'Histoire de Dassine et Moussa en pays targui

Sul Web: Histoire touaregue e Voyage dans le haggar, les amour de Dassine

Voci dell'Hoggar - Dassine Oult Yemma, Moussa ag Amastan, Charles de Foucauld, Universal Book, 2012

Rossella Grenci

Logopedista e autrice di libri riguardanti il tema della dislessia e non solo: ha pubblicato anche poesie, un manuale sulla poesia e un romanzo.

Biofila e appassionata di Sacro Femminino.

I suoi blog:

www.rossellagrenci.com

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