Doris Lessing

Kermanshah (Iran) 1919 - Londra 2013
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«In poche parole, avevo cominciato a colorare la mappa del mondo con le tinte e i colori della letteratura. Questo produce due effetti (almeno). Uno è quello di perfezionare la conoscenza che si ha dei propri simili, gli essere umani. L’altro è quello di farti conoscere società, paesi, classi sociali, modi di vivere.»[1]

Doris May Tayler nasce il 22 ottobre 1919 in Persia. Il padre, Alfred Cook Tayler, era stato ufficiale dell’esercito britannico nella prima guerra mondiale e, dopo aver sposato la madre di Doris, infermiera, si trasferisce nell’attuale Iran dove lavora come impiegato in banca. Dopo pochi anni, la famiglia si trasferisce nella colonia britannica della Rhodesia meridionale (l’attuale Repubblica dello Zimbabwe, indipendente dal 1965) dove gestisce, con scarso successo, una coltivazione di mais. Doris Lessing trascorre l’infanzia in fattoria e riceve una breve formazione scolastica, prima in un convento cattolico (nonostante la famiglia sia protestante) poi in una scuola femminile, ma l’esperienza educativa è per lei sgradevole e deludente. A tredici anni, quindi, decide di abbandonare l’istruzione ufficiale e prosegue, da quel momento, da autodidatta.
Il 1932 è l’anno in cui Lessing combatte – questi sono i termini in cui ne parla – per difendere la propria vita da sua madre: ha 14 anni e l’ingresso effettivo nell’adolescenza non fa che accentuare quei contrasti che caratterizzano da sempre la relazione tra le due (tema centrale poi in molti suoi romanzi). L’anno successivo, nel 1933, lascia la fattoria e si trasferisce a Salisbury dove trova un impiego come bambinaia. La famiglia presso la quale lavora si fa arrivare dall’Inghilterra libri di politica e di sociologia che Doris ha la possibilità di leggere. Il suo interesse per questioni sociali e politiche (si scaglia contro la segregazione razziale e contro le consuetudini discriminatorie dei colonizzatori verso la popolazione indigena), fino ad allora solo frutto di un’inclinazione emotiva, trova finalmente fondamento razionale. In quei giorni ha inizio anche ciò che lei stessa definisce come un periodo «in balia di un ardente desiderio erotico, che aveva preso il posto delle passioni romantiche della [sua] infanzia»[2]. A questo desiderio si accompagna una crescita nella consapevolezza matura del proprio corpo: sia i risvolti sessuali della sua esistenza, sia il rapporto non sempre sereno con il proprio fisico ritornano prepotentemente nell’opera di Lessing che non manca di includere nei suoi romanzi anche gli aspetti corporei della crescita dei personaggi, evidenziando la possibilità di restituire loro quella naturalezza soffocata dalla società moderna.
Dopo un periodo di lavoro come centralinista, si sposa nel 1939 con Frank Charles Wisdom. Nascono due bambini, John e Jean, ma il matrimonio si rivela un fallimento al quale essa stessa decide di porre fine nel 1943 lasciando marito e figli. In quello stesso periodo nasce in lei il fervore politico che la porta a tesserarsi al Partito Comunista.

«Si diventava comunisti per una forma di cinismo nei confronti del proprio governo – questa era la prima cosa. O perché ti eri innamorato di una comunista, com’era successo a Gottfried Lessing. O perché qualcuno ti portava a un raduno e ti sentivi travolto da un’emozione collettiva. Perché ti avevano portato a un raduno di partito e avevi trovato affascinante l’atmosfera di cospirazione. O per l’idealismo che c’era nel partito. Perché avevi una predilezione per l’eroismo o la sofferenza. Nel mio caso fu perché per la prima volta nella mia vita incontrai un gruppo di persone (e non individui isolati) che leggevano di tutto, non pensavano che leggere fosse una cosa straordinaria, e per le quali alcune mie riflessioni sulla questione indigena, che a stento avevo osato esprimere ad alta voce, erano semplici luoghi comuni. Diventai comunista a causa dello spirito dei tempi. A causa dello Zeitgeist.»[3]

Lessing si adopera in particolare per la causa africana a favore della quale continuerà a battersi anche dopo aver lasciato il Partito, nel 1954.
Sempre nel 1943 sposa Gottfried Lessing, dal quale prende il cognome. I due hanno un figlio, ma anche questa relazione finisce rapidamente; una volta ottenuta l’autorizzazione a trasferirsi in Inghilterra, nel 1949, si separano e lei va a Londra portando con sé il figlio Peter. È solo allora che ha inizio la sua carriera di scrittrice; già molti anni prima si era cimentata in un paio di romanzi ma il risultato era stato insoddisfacente.
Ha inizio insomma il lavoro di una fra le più grandi scrittrici del Novecento, prolifica per quantità e ricchezza tematica e stilistica. Doris Lessing ha anticipato temi e discorsi che sarebbero diventati centrali nella società solo tempo più tardi, quelle crisi che hanno poi determinato nuovi orientamenti sociali e culturali: la donna in relazione alla società, alla famiglia e alla politica; la questione delle condizioni sociali e politiche degli africani nelle colonie e l’ingiustizia del sistema di potere politico dei bianchi (per queste critiche, nel 1956 viene bandita da Zimbabwe e Sudafrica dove fa ritorno solo nel 1995); il coinvolgimento politico individuale e il rapporto del singolo nella società.
Nel 1946, incinta del terzo figlio, scrive il primo romanzo L’erba canta – contro la segregazione razziale in Rhodesia – e lo pubblica nel 1949. Ne segue Martha Quest, il primo volume della serie Figli della violenza composta da cinque romanzi (Martha Quest, Un matrimonio per bene, Echi della tempesta, Landlocked e The Four-Gated City) che escono tra il 1952 e il 1969. In questo arco di tempo scrive altre opere tra le quali spicca Il taccuino d’oro del 1962: documento e testimonianza del clima intellettuale e morale dell’Inghilterra della metà del Novecento.[4]
Negli anni Settanta la produzione di Doris Lessing si sposta dalla condizione sociale dell’individuo alla condizione mentale delle donne e degli uomini che vivono in una società tecnologicamente avanzata[5]: Discesa all’inferno, Memorie di una sopravvissuta e Summer Before the Dark esplorano il confine tra la normalità e la follia e lo sviluppo di facoltà extrasensoriali.
Cruciale è la riflessione sul linguaggio: nelle opere precedenti usato come veicolo onesto e naturale per comunicare un significato, qui invece oggetto stesso della narrazione che diventa un viaggio alla ricerca di significato.
Nelle opere pubblicate tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, Doris Lessing sperimenta il genere della fantascienza: nei cinque romanzi della serie Canopus in Argo: Archives series l’autrice reinventa la storia della Terra, dalle origini all’età contemporanea, attingendo anche a elementi fantasy d’ambientazione medievale, ricostruendo un mondo fatto di re, regine, matrimoni e missioni avventurose.
Solo nel 1985, con la pubblicazione de La brava terrorista, e nel 1988 con Il quinto figlio, la scrittrice ritorna alle origini realiste: anche se gli ideali del dopoguerra si sono rivelati puramente utopici e hanno fallito nella loro missione (sia quelli politici – l’occupazione di una casa a Londra ne La brava terrorista – sia quelli familiari – i due protagonisti de Il quinto figlio che decidono di dedicarsi esclusivamente all’educazione dei figli), ciò che conta è la possibilità individuale di agire per ricostruire una dimensione sociale e politica di umanità, fondata sulle relazioni, sia nel piccolo ma quanto mai articolato e complicato universo familiare (La cosa più dolce), sia in quello collettivo più ampiamente inteso. Proprio le relazioni umane, descritte nei dettaglio attraverso i gesti della quotidianità, diventano rimedio, rifugio e riscatto a fronte di una storia o un destino – anche biologico, come in Se gioventù sapesse – segnati dalla tragedia, ma che a essa non si arrendono. La sua scrittura, senza apparire mai pretenziosa né alla ricerca di uno stile letterario, restituisce il complesso di questa specie di eroismo che è la vita stessa come in un velo impalpabile che si carica, per il lettore, di una straordinaria consistenza: è una tessitura fitta e lieve, instancabile, nella quale ogni dimensione dell’esistenza viene evocata e collegata alle altre, senza possibilità di districare l’una dall’altra: i gesti, come abbiamo detto, ma anche le sensazioni, i pensieri, le cornici cognitive entro cui si srotolano le esperienze e gli accadimenti cui vanno incontro i suoi personaggi.
Nel 1994 e nel 1997 Doris Lessing pubblica due volumi della sua autobiografia: Sotto la pelle (1919-1949) e Camminando nell’ombra (1949-1962) ma non scrive il terzo e ultimo, come aveva progettato in un primo tempo. Nel 2000 esce il seguito de Il quinto figlio, Ben nel mondo e nel 2001 Il sogno più dolce. L’ultimo romanzo, pubblicato nel 2008 è Alfred e Emily che racconta la storia dei genitori dell’autrice.
Ha pubblicato anche numerose raccolte di racconti, tra cui: L’abitudine di amare (1957), Racconti africani (1964), Gatti molto speciali (1967); La storia di un uomo che non si sposava (1972); Racconti londinesi (1992) e Le nonne (2003); ha scritto anche saggi sociopolitici come Le prigioni che abbiamo dentro (1987) e Sorriso africano. Quattro visite nello Zimbabwe (1992).
Nel corso della sua carriera è stata oggetto delle attenzioni di un pubblico internazionale, attraverso le numerose traduzioni delle sue opere, ma anche a livello accademico già a partire dagli anni Cinquanta con il premio Somerset Maugham, il primo di una serie nutrita di riconoscimenti: nel 1995 riceve una laurea ad honorem dall’Università di Harvard, nel 1999 viene proclamata Companion of Honour, onore attribuito dal Regno Unito a chi ha svolto un servizio nazionale di particolare rilievo, nella stessa occasione rifiuta la carica di Dama dell’Impero Britannico, mettendo in discussione l’effettiva esistenza di tale Impero, coerente con la propria convinzione politica di tutta la vita. Nel 2001 vince il Premio Principe de Asturias per le sue opere in difesa della libertà e del Terzo mondo, lo stesso anno viene premiata con il Grinzane Cavour e riceve anche il premio letterario britannico David Cohen. Nel 2007 riceve il Premio Nobel per la Letteratura con questa motivazione:«Questa cantrice dell’esperienza femminile, con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa»[6]

NOTE
1. Doris Lessing, Sotto la pelle. La mia autobiografia. Primo volume. 1919-1949, 1 ed. nell’Universale Economica, Milano, Feltrinelli, 2007, p. 110.
2. Ivi., p. 221.
3. Doris Lessing, Sotto la pelle. La mia autobiografia. Primo volume. 1919-1949, 1997, Milano, Giangiacomo Feltrinelli
4. Paola Splendore, Doris Lessing in Letteratura inglese. I contemporanei, vol. ii/2, Lucarini Editore, Roma, 1987, p. 530.
5. Ivi., p. 532.
6. Motivazione ufficiale per il conferimento alla scrittrice del Premio Nobel per la Letteratura, 2007.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Paola Splendore, Doris Lessing, in Letteratura inglese. I contemporanei, vol. II/2, 1987, Roma, Lucarini Editore

Doris Lessing, Sotto la pelle. La mia autobiografia. Primo volume. 1919-1949, trad. di Maria Antonietta Saracino, 1997, Milano, Giangiacomo Feltrinelli Editore

Louise Yelin, From the Margins of Empire. Christina Stead, Doris Lessing, Nadine
Gordimer
, I ed, 1998, New York, Cornwell University Press

Doris Lessing, Camminando nell'ombra. La mia autobiografia. Secondo volume. 1949-1962, trad. di Andrea Buzzi, 1999, Milano, Giangiacomo Feltrinelli Editore

Marina Mercuriali (NOE Università statale di Milano coordinato da Franca Cavagnoli)

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