Elke Mascha Blankenburg

Colonia 1943 - 2012
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«Quando ho deciso di studiare per divenire direttrice d’orchestra mio padre mi ha detto se un giorno vuoi essere infelice scegli questa professione. Perché mai troverai un lavoro, tu conosci un’altra direttrice? No. Allora se non esiste una direttrice d’orchestra come potrai diventarlo?»

Così racconta la sua infanzia: «Mia madre era pianista, così sono cresciuta nella sua pancia con la musica. Mio padre mi ha insegnato cinquanta poemi, ha letto per me pezzi di teatro, mia nonna era cantante, morì quando avevo 12 anni, cantava operette nella città di nascita. Era la sua professione. Così la mia adolescenza era molto ricca di arte, anche i miei genitori quando non hanno avuto tanti soldi, hanno comprato arte, altri quadri, più dei vestiti, come un nuovo mantello»[1] .
La prima lingua della musica è la lingua della madre, perché E. M. Blankenburg ottiene i primi strumenti di giudizio e di interpretazione musicale dalla madre; in seguito preferisce specializzarsi in musica sacra come doppio legame empatico con la spiritualità: la musica per lei è amore, è incontro con gli altri, è fusione di anime, è dono dell’emozione, della bellezza, da realizzare attraverso l’orchestra per gli ascoltatori.
«Nella musica sacra la direzione del coro è molto importante e il mio professore mi disse che avevo un grande talento per la direzione, mi consigliò di continuare diplomandomi in direzione d’orchestra. Così ho deciso. Ai miei primi concerti in Germania, ero sempre presentata come la prima e sola direttrice d’orchestra, questo trenta anni fa».
Diplomata nel 1969 in musica sacra, direzione di coro e direzione d’orchestra presso i conservatori di Heidelberg e Colonia, perfezionandosi a Vienna con Hans Swarowski, nel 1970 ha fondato a Colonia il coro “Koelner Kurrende”, con cui ha vinto vari premi.
La ricerca sulla presenza delle donne nella musica avviene per vicende personali quando entra nei primi movimenti femministi degli anni Settanta. In quegli anni sorge la curiosità di scoprire la presenza e il valore musicale delle donne: trascrivere per esempio le partiture di Fanny Mendhelsson viene raccontato come un grande impatto emotivo oltre che intellettuale: «Dunque ho pensato che non era possibile che non ci fossero musiciste. Dove cercare? Sono andata all’Istituto Musicologico di Colonia, il più grande dopo quello di Berlino, e ho lavorato dalle otto fino alle cinque del pomeriggio al catalogo per scoprire i nomi: Francesca Caccini, Lili Boulanger… vedevo solo i nomi, tanti, e scrivevo senza sapere delle loro musiche. Dopo dieci giorni ho trovato 112 nomi. Non hanno scritto solo musica per pianoforte o canzoni, quella permessa per una donna, no! Hanno scritto sinfonie, opere. In quel momento ho scoperto un nuovo mondo che ha cambiato la mia vita. Divenne una mania, per 15 anni, dovevo sapere chi erano queste donne, cosa hanno scritto, come hanno vissuto. E se quello che hanno scritto è buono. Perché siamo pieni di dubbi verso la qualità delle donne?».
Il suo repertorio includeva soprattutto i grandi Oratori di Bach, Haendel, Mozart, Brhams, Mendelssohn, Verdi e Orff. Ma nel 1978 fonda il circolo culturale “Donna e Musica”, che ha come scopo la pubblicazione e l’esecuzione di musiche per coro e orchestra di donne compositrici, tra cui Fanny Mendelssohn e Marianna Martinez, scoperte dalla stessa direttrice, poi riunite in una biblioteca Internazionale di Musica di Compositrici, sempre fondata da lei. Nel 1986 dà vita alla “Clara Schumann Orchester Koeln”, la prima orchestra sinfonica interamente femminile della Repubblica Federale. Nel 1996 dà vita all’Accademia Europea Francesca Caccini e l’Orchestra Clara Schumann, con sede a Roma. Con l’Ensemble da lei creato ha svolto tournée in Europa e programmi radio televisivi.
Dal 1999 si occupa di riunire le testimonianze delle attuali direttrici d’orchestra nel mondo e nel 2003 ha pubblicato con la casa editrice EVA (Europaeische Verlagsanstalt Hamburg) il volume Direttrici d’orchestra nel Ventesimo Secolo nel quale Blankenburg presenta 80 biografie di direttrici d’orchestra nel mondo divenendo, ad oggi, un’opera unica di riferimento.
Dal 2007 Elke Mascha Blankenburg vive a Berlino dove ha fondato il Forum Artistico -Berlino e dove organizza rappresentazioni di tutte le discipline artistiche.
Nel 2009 ha pubblicato il suo saggio Rose per Fanny Mendelssohn con la casa editrice Bertelsmann.
Nel 2011 è stato pubblicato il suo primo romanzo Tastenfieber (Febbre da Tastiera), una storia tratta dalla sua biografia. E. M. Blankenburg si dedica ora totalmente alla scrittura, in seguito a un grave crollo dell’udito (colpita dal Tinnitus nel 1999), per cui non può più lavorare come direttrice d’orchestra. Attualmente si sta dedicando alla scrittura della sua autobiografia.
Blankenburg scrive sulla sua vita che: «Guardo indietro con riconoscenza ai 30 anni di professione che mi hanno gratificata, esibendomi in meravigliose chiese e in magnifiche sale da concerto, regalandomi molti successi, permettendomi di incontrare persone creative e di portare gioia a gente di tutte le età. La musica è e rimane la fonte della mia vita».
Potremmo dire «Senza la musica tutto sarebbe niente», come diceva Wolfgang Amadeus Mozart, o come Nietszche: «Senza la musica la vita sarebbe uno sbaglio».

NOTE

1. Le dichiarazioni di Elke Mascha Blankenburg sono estratte dal saggio a cura di M. Gammaitoni, Amore ed empatia nella storia di vita di E. M. Blankenburg, pubblicato in Amore ed empatia a cura di F. Brezzi, Franco Angeli, 2002.
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Desidero ringraziare Gabriella Pallenberg per le traduzioni curriculari dal tedesco all’italiano.

Milena Gammaitoni

È ricercatrice nell’ambito di Sociologia Generale, presso l’Università di Roma Tre, Facoltà di Scienze della Formazione. Ha svolto il dottorato di ricerca in Teoria e Ricerca Sociale (Università La Sapienza) e un post-dottorato presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi; si è perfezionata sulla ricerca qualitativa nelle scienze sociali (Università La Sapienza) e su pari opportunità e storia del pensiero femminile (Università di Roma Tre).
È docente di discipline sociologiche presso le Università di RomaTre, Università Jagellonica di Cracovia, Sorbonne Nouvelle di Parigi, Ecole Nationale Supérieure des Arts Decoratifs di Parigi.
I suoi temi di studio riguardano la condizione sociale degli artisti contemporanei, la metodologia della ricerca sociale di tipo qualitativo e complementare.
È autrice di tre volumi monografici (L’agire sociale del poeta, W. Szymborska nella vita dei lettori in Polonia e in Italia; La funzione sociale del musicista, Storie di vita di artiste europee, dal medioevo alla contemporaneità), e di numerosi saggi in volumi collettanei e riviste scientifiche.

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