Emily Alice Haigh*

detta Beatrice Hastings

Londra 1879 - Londra 1943
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Emily Alice Haigh è la quinta di sette figli di una famiglia benestante.
Il padre, John Walker Haigh, è un commerciante di lana mentre della madre non abbiamo molte notizie.

Nel 1880 si trasferisce con la famiglia in Sudafrica, a Port Elizabeth, per i commerci del padre. Nel 1891 torna in Inghilterra, dove si stabilisce nella cittadina di Hastings e frequenta la scuola media a Pevensey. Probabilmente prende il cognome Hastings da questa cittadina; altre ipotesi dicono che lo abbia acquisito dal suo primo marito in Sudafrica, un uomo di nome Alexander Hastings che Beatrice definiva un “pugile”, dal quale divorziò poco dopo le nozze. Non ci sono, però, documenti che accertino la veridicità di questo matrimonio.

Nel 1893 torna in Sudafrica con la sorella maggiore e trascorre lì la sua adolescenza. Allo scoppio della seconda guerra boera (1899-1902) Beatrice decide di restare in Sudafrica, dove lavora come infermiera per soccorrere le vittime della guerra. Nei primi anni del Novecento torna in Inghilterra, dopo essersi imbarcata come capo infermiera su una nave ospedaliera britannica. Senza dubbio, la sua famiglia ha fatto in modo che fosse inviata il più lontano possibile da Città del Capo, realizzando così il sogno della ragazza di vivere nella nativa Britannia.

Per molti anni la Hastings ha inviato un’indennità mensile ai suoi parenti, per garantire loro una vita pacifica in Sudafrica. Ha inventato diversi miti su se stessa: ha detto, per esempio, che uno dei suoi fratelli era un editore di giornali a Città del Capo e che un altro era un eroe e scrittore di guerra; tuttavia, non sono state trovate prove a riguardo. Secondo i documenti ufficiali trovati dopo la sua morte, Beatrice era la vedova del pugile Lachie Thomson. Queste fonti hanno spinto gli studiosi a concludere che si fosse risposata poco dopo il suo arrivo in Inghilterra.

A Londra studia per tre anni all’Università di Oxford, dal 1906 al 1909, e durante una conferenza sulla teosofia conosce Alfred Orange, editore capo del giornale socialista inglese «The New Age»; tra i due nasce una relazione che dura dal 1906 al 1914. Beatrice aveva sempre sognato di dedicarsi alla scrittura, ragione per cui probabilmente si lega ad un editore come Orange. Alfred Orange era nato in un paese dello Yorkshire; ha contribuito al «New Age» anche come scrittore di diversi saggi e quando ha conosciuto Beatrice è subito rimasto colpito dall’intelligenza della donna. Filosofia, letteratura e teosofia erano gli interessi che li hanno uniti sia nel lavoro, che nella loro relazione.

Con il «New Age» Beatrice pubblica circa 48 poesie, alcune delle quali firmate con pseudonimi anche maschili, e numerosi altri articoli. Utilizzò questo giornale come un mezzo per esprimere i suoi giudizi sulla libertà della donna, scandalizzando così i lettori del «New Age». Sullo stesso giornale pubblicarono Bernard Shaw, Arnold Bennett, Ezra Pound, Herbert Wells, Katherine Mansfield, Henry Miller e altri scrittori che sarebbero diventati famosi. Successivamente apparvero articoli di Picasso, riproduzioni di quadri cubisti e il testo integrale del Manifesto del Futurismo di Marinetti.
La relazione tra Beatrice e Alfred finisce probabilmente quando la donna rivela la sua bisessualità, fuggendo successivamente a Parigi. In questo stesso periodo la Hastings ha avuto relazioni segrete con Katherine Mansfield, giovane scrittrice neozelandese con la quale ha collaborato per articoli del «New Age», e con Wyndham Lewis, pittore britannico della corrente del Vorticismo.

Beatrice è una donna intelligente, colta, con passioni per la letteratura e l’arte, ma anche per la teosofia. Questo suo ultimo interesse la porterà a incontrare Madame Helena Blavatsky, intellettuale russa fondatrice di questa dottrina filosofica, e a dedicarle l’opera Difesa di Madame Blavatsky del 1937 e numerosi altri opuscoli. Oltre a scrivere poesie, Beatrice ama andare a cavallo, manifesta uno straordinario talento nel cantare – dal più alto soprano al basso – e impara a suonare il piano, talento che le porterà una serie di elogi.

Ha un carattere forte, egocentrico e pieno di sé, tanto che la gente di quartiere la soprannomina “Lady Virgo” per la sua aria maestosa. Le è sempre piaciuto che si parlasse di lei e, soprattutto, delle sue conquiste amorose con entrambi i sessi. Aspetto da ragazza nordica, pallida in viso, lo sguardo acceso sempre attento e due begli occhi chiari. Focosa e sensuale, non si è mai preoccupata minimamente delle apparenze e ancor meno delle regole e del ritegno femminile.

Lavora come attivista, promuovendo soprattutto i diritti delle donne: in particolare, sostiene che ci debbano essere più tutele e assistenza durante parti e aborti. Si fa portatrice del diritto di voto per le donne inglesi; propone riforme per rendere meno rigido il sistema giudiziario britannico e lotta per l’abolizione della pena di morte; sostiene, inoltre, le tutele di rifugiati e feriti di guerra negli ospedali.

Nel 1914 va a Parigi in qualità di corrispondente del «New Age», dopo aver terminato la relazione con Orange. Nello stesso periodo inizia la sua carriera giornalistica e letteraria: il suo compito è, infatti, quello di raccontare, sotto forma di pagine di diario nella rubrica Paris Impressions, come cambia la vita nella capitale francese durante la guerra. Pubblica anche articoli per recensire i quadri di Picasso.

A Parigi conosce intellettuali come Jean Cocteau e Max Jacob, ma anche lo scultore russo Ossip Zadkine, che la presenterà ad Amedeo Modigliani. Incontra il pittore e scultore italiano prima al Café Rosalie e poi al Café La Rotonde, e sarà la sua amante dal 1914 al 1916. Modigliani era solito sedersi ai tavoli di sconosciuti per fare loro degli schizzi da scambiare con un bicchiere di vino. I due si conoscono quando egli ha 30 anni ed ella 35. Il loro primo incontro in un pub vede Beatrice che fissa irritata quello che le sembra uno dei tanti bohémiens del quartiere: “Non sapevo chi fosse. Lo trovai brutto, feroce e ingordo”, dice la donna riferendosi a lui.
La seconda volta, però, Modigliani ha un aspetto curato (a differenza del primo incontro) e sembra più affascinante, tanto che Beatrice accetta l’invito a vedere le sue opere.

La relazione con Modigliani è nota per le numerose liti in pubblico, per gelosia o per tradimento, che vanno dagli insulti alla violenza fisica.
Gli anni della loro relazione sono stati un periodo molto delicato. Beatrice inizialmente prova ad aiutare il pittore, frenando i suoi eccessi alcolici per farlo concentrare sull’arte; poi, stanca di doversi sempre sottomettere all’amante, inizia a vivere come lui, bevendo e facendo largo uso di droghe (oppio e hashish). In questo periodo i due vivranno nell’appartamento di lei in Montparnasse fino al 1916, anno in cui la relazione termina con una gravidanza seguita da un aborto. Contemporaneamente Beatrice smette di pubblicare articoli per il «New Age».

Verrà raffigurata da Modigliani in numerosi disegni e in 14 dipinti su tela. Alcuni di questi riflettono lo sguardo fiero e altri l’ironia del carattere della donna, come il dipinto olio su tela realizzato nel 1915 e ora conservato nel Museo del Novecento a Milano. La relazione con Beatrice è stata una delle più significative dell’artista livornese; l’altra storia, molto più serena e passionale, fu con la giovane pittrice francese Jeanne Hébuterne, con la quale ha convissuto fino alla morte, dal 1917 al 1920.

A Parigi, dopo Modigliani, la Hastings ha prima una relazione con Alfredo Pina, scultore italiano, e poi nel 1920 con Raymond Radiguet, scrittore francese di vent’anni più giovane e allievo dell’amico Jean Cocteau. Nel 1923, quando muore Radiguet, lascia Parigi per fare diversi viaggi in Europa a trovare i parenti.

Nel 1931 torna a Londra e scrive il suo ultimo articolo The Old New Age – Orange and the Others, in cui critica il giornale e il suo capo editore, lamentandosi del fatto che nessuno le abbia riconosciuto abbastanza meriti per il lavoro fatto con il «New Age». In questo ultimo periodo ha relazioni con diverse altre donne.

Il 30 ottobre 1943 si suicida con il suo animale domestico, un topolino bianco, col gas nella sua casa di Worthing, dopo aver bruciato ogni lettera. Secondo alcuni era depressa, perché negli ultimi anni nessuno si ricordava più di lei; secondo altri era affetta da cancro.

Beatrice Hastings è stata l’unica vera intellettuale che Modigliani abbia mai ritratto nella sua cerchia di amanti. Le aveva affidato il soprannome di “La Poétesse Anglaise” che significa “La Poetessa Inglese”. Attualmente, a Londra, un ritratto sconosciuto di donna del pittore è stato scoperto sotto uno dei più celebri capolavori dell’artista livornese. L’opera in questione è Ritratto di ragazza, dipinto nel 1917 e conservato alla Tate Gallery di Londra.
Attraverso una serie di esami scientifici non invasivi del quadro, è emerso sotto lo strato di vernice il ritratto femminile nascosto: secondo gli esperti del museo londinese, potrebbe essere quello della scrittrice, poetessa e giornalista inglese Beatrice Hastings.

* Voce redatta dagli alunni della classe 2MB per il Noe (Nucleo Operativo Enciclopedia) dell’I.I.S. Galilei-Luxemburg di Milano, con al supervisione della Prof.ssa Sara Mastropaolo.

NOE IIS Galilei-Luxemburg (coordinato dalla prof. Beatrice Rossi)

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