Erinna di Telo

Telo/Teno? (Grecia) - IV-III secolo a.C. ca
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Erinna, una fanciulla vissuta nel IV secolo a. C. 1, si rivela essere una figura chiave nel panorama letterario dell’antica Grecia per vari motivi: da un lato, è la prima poetessa dopo Saffo a riscuotere tanto successo, dando il via al boom di poetesse in età ellenistica, dall’altro, nella medesima epoca, si trova sotto i riflettori come protagonista di una diatriba poetica, che vede schierati i “grandi poeti” contro i fautori dell’oligostichia 2.
Le fonti, specialmente epigrammatiche 3), la descrivono come una talentuosa poetessa diciannovenne, morta giovanissima, autrice di un frammentario poemetto esametrico, La Conocchia, in cui attua molte innovazioni rispetto alla tradizione. Erinna, infatti, svincola il sottogenere del lamento epico dalla dimensione pubblica e lo rende un genere autonomo caratterizzato da un io soggettivo femminile. Nella fattispecie l’autrice piange la morte dell’amica Baucide poco dopo le nozze, rievocando la loro infanzia insieme, i giochi e i consigli materni, e presentando così la prima descrizione dell’oikos dall’interno:

O Bauci infelice, al ricordo gemendo io piango! Nel mio cuore ancora hanno calore queste cose della fanciullezza, e quelle che di gioia non furono cenere sono ormai. Riverse le bambole sui letti nuziali stanno e presso il mattino cantando più non reca la madre il filo sulla rocca e i dolci di sale cosparsi.

La conocchia del titolo, infatti, non è altro che lo strumento utilizzato in coppia col fuso per filare, attività tipicamente muliebre, che caratterizzava la buona sposa a partire dalla figura di Penelope nell’Odissea omerica. Il grande rimpianto di Erinna sembrerebbe quello di non poter partecipare al funerale dell’amica: secondo certa critica, proprio quel pudore che veniva insegnato alle donne greche come virtù imprescindibile l’avrebbe trattenuta dal lamentare pubblicamente la morte di Baucide. D’altra parte, se la poetessa si presenta come parthenos al telaio, molto forte si rivela l’amarezza nei confronti della compagna di giochi, proiettata verso il matrimonio e dunque dimentica dell’infanzia: obliata da Afrodite come tutte le donne innamorate, per questo abbandono viene punita dal Fato con una morte precoce. Se i tre epigrammi attribuiti alla poetessa nell’Antologia Palatina non sono spuri, Erinna si rivelerebbe un’innovatrice anche in questo genere letterario, che conoscerà grande fortuna nell’età ellenistica: i primi due componimenti (A.P. VII, 710; VII, 712) presentano infatti l’epigramma letterario sotto l’antica veste di iscrizione funeraria e sono dedicati ancora alla morte di Baucide; il terzo (A.P. VI, 352) sarebbe invece uno dei primi esempi di epigramma ecfrastico, ovvero descrittivo, che presenta lo sguardo femminile sull’arte:

Mani leggere han fatto questo quadro: ci sono uomini, ottimo Prometeo, capaci di eguagliar la tua perizia. Se chi raffigurò questa ragazza le avesse dato anche la voce, allora Agatarchide avremmo in carne ed ossa.

Nonostante le scarse notizie biografiche e la frammentarietà della sua opera, Erinna rimane un punto di riferimento per la generazione successiva di poeti e poetesse, offrendo alle colleghe Anite e Nosside un modello di voce femminile oltre a Saffo e ai poeti innovazioni letterarie che saranno apprezzate e sviluppate, come il lamento femminile privato proposto da Callimaco ne La Chioma di Berenice.

  1. Rimando al prezioso volume di Neri (in bibliografia) per le questioni concernenti la patria d’origine di Erinna e il periodo storico in cui visse  ^
  2. Antifane scrive “Tronfi per Erinna, scagnozzi acidi e secchi di Callimaco” (A.P. XI, 332, vv. 3-4). Il poeta alessandrino sarà famoso in età ellenistica per la promozione di una nuova poetica basata sulla brevitas, contro la “roboante” tradizione letteraria  ^
  3. Erinna è menzionata nella lista di poeti stilata da Meleagro nella Corona (A.P. IV,1) e in quella delle poetesse di Antipatro di Tessalonica (A.P. IX, 26  ^

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Neri, C., Erinna. Testimonianze e frammenti, Bologna 2003

Manwell, E., Erinna's voice and poetic reality in Greene, E., Women poets in ancient Greece and Rome, University of Oklahoma Press 2005, pp 72-90

Alessia Pizzi

Nata a Roma nel 1988, si è laureata in Filologia Classica presso l'Università di Roma Tre dopo un soggiorno di ricerca ad Oxford dedicato allo studio delle voci femminili in età ellenistica. Attualmente scrive per alcune testate giornalistiche e lavora per un'agenzia di comunicazione. Nel 2015 ha fondato un sito dedicato interamente alla cultura, Culturamente.it. Ha pubblicato Teorema del Corpo-Donne scrivono l'eros (2015) e Haiku tra meridiani e paralleli-Terza stagione (2016) con Fusibilia Libri.

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