Ernesta Legnani Bisi

Milano o Losanna 1788 - Milano o Cormeno 1859
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Anche un ritratto sommario di Ernesta Legnani Bisi restituisce l’insieme della sua persona: ogni aspetto rilevante della sua memoria infatti sfiora ambiti diversi di una vita, ma in un certo senso, tutti: pittrice, insegnante di disegno; sensibile e attiva nei circoli culturali e politici della Milano anti asburgica. Vicina alle Giardiniere e maestra di Cristina di Belgioso. E madre di cinque figli, due delle quali diverranno come lei, e suo marito, pittrici.
Ernesta studia all’Accademia di Brera e suo maestro è il celebre incisore Giuseppe Longhi; nel 1810, a 22 anni, vince il premio per il disegno. L’anno dopo sposa Giuseppe Bisi, pittore genovese e professore presso la stessa Accademia. Ernesta con questo matrimonio entra in una vera e propria famiglia di artisti: il padre del marito è Tommaso Bisi, detto Bizzarri, il cognato Michele è pittore, così come il nipote Luigi, figlio di Michele. E i Bisi sono artisti di successo, hanno una bottega in Brera molto rinomata: i loro clienti sono nobili, re e imperatori: è del 1838 la commissione a Giuseppe Bisi della Veduta del Palazzo Raimondo da parte, ironia della sorte, dello stesso Imperatore d’Austria che Ernestina contesterà aspramente. Francesco Hayez, trentenne, sarà ospitato dai Bisi con affettuosa sollecitudine presso il loro studio. Nel 1829 i due compiono un viaggio a Roma che offre nuovi stimoli per soggetti paesaggistici; tornati a Milano, Giuseppe ottiene nel 1838 la cattedra di Pittura del paesaggio, appena istituita all’Accademia di Brera. Ernesta invece coniuga la famiglia, l’amicizia, l’attività artistica e l’insegnamento: è incisora, acquerellista, pittrice e predilige la ritrattistica. Realizza cinque lastre di rame, “i rami” per la Pinacoteca di Palazzo Reale di Milano, poi pubblicate dal cognato Michele. Educa all’arte le due figlie Antonietta e Fulvia. Antonietta (Milano 1813–1866) sarà allieva di Hayez, con una predilezione per il ritratto, e, come la madre, si dimostrerà una convinta e ardente patriota partecipando alle Cinque Giornate di Milano. Fulvia (Milano 1818–1911) invece opterà per la pittura paesista di impronta romantica.
Un’altra allieva di Ernesta è anche la brillante Camilla Guiscardi Gandolfi, che quindicenne già espone a Brera e diverrà poi “pittrice onoraria” di Carlo Alberto. Ma l’allieva più cara (alla quale dedicherà un ritratto), sarà, per Ernesta, Cristina Belgioioso, con la quale condivide gli ideali e la determinazione delle Giardiniere. Come la combattiva e straordinaria amica pittrice di Cristina, Bianca Milesi Moyon: entrambe saranno ricordate dal Porta tra le donne celebri di Milano «È in tra i donn la Milesi, la Legnana».

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Rachele Farina (a cura di), Dizionario delle donne lombarde, Baldini&Castoldi 1995

M. Monteverdi, Donne di Quadri, Milano 1981-83

L. Servolini, Dizionario illustrato degli incisori italiani moderni e contemporanei, Milano 1955

AM Comanducci, Dizionario illustrato dei pittori, disegnatori e incisori italiani moderni e contemporanei, Milano 1970-72

Sulle Giardiniere (link)

Laura Di Fazio

Vive e lavora a Milano. Laureata in Lingue e Letterature Straniere, si è poi diplomata in Archivistica, Paleografia e Diplomatica. Da sempre interessata al disegno e alle discipline artistiche, dal 1990 si dedica con passione all'incisione ed alcuni suoi lavori sono presenti presso la Civica Raccolta di Stampe Bertarelli di Milano. Sito all'indirizzo lauradifazio.it

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