Fang Fang 方方

Nanjing (Nanchino) 1955 - vivente
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Le annotazioni giornaliere di Fang Fang, cominciate il 25 gennaio 2020, testimoniano l’iniziale diffusione del virus che tutto il mondo conoscerà come Covid 19. Terminate il 24 marzo dopo sessanta giorni di quarantena, sono state riunite in un libro: Wuhan, Diari di una città chiusa1.

“[…] sentivo la necessità di annotare ciò che stava succedendo, dato che il lockdown era una situazione senza precedenti ed io ero bloccata in città. È stato così che ho mandato il primo messaggio sul mio blog. Non sapevo neanche se il mio blog fosse ancora utilizzabile o no, ho dovuto chiederlo agli altri.2

Wang Fang 汪芳 è il vero nome della scrittrice, ed è interessante notare che mentre il carattere fang 芳 del nome proprio scelto per lei dai genitori ha una sfumatura delicatamente femminile (significa “profumato” oppure “di buona reputazione”), il fang 方 ripetuto scelto dalla nostra (letteralmente “quadrato” o anche “metodo”), contiene decisamente un risvolto di rispetto delle regole, di “quadratezza” appunto. Ed è di “genere” neutro. Fang Fang 方方 dunque, come ha scelto di chiamarsi, è nata a Nanjing (Nanchino) nel maggio del 1955, ma a due anni si è trasferita con la famiglia a Wuhan, da dove non si è più mossa3.

Dopo aver terminato la scuola superiore nel 1974, in piena Rivoluzione Culturale (1966-1976), inizia a lavorare in una ditta di trasporti come magazziniera e nel 1975 scrive le prime poesie. Nel 1978, dopo la salita al potere di Deng Xiaoping e l’inizio dell’era delle riforme e dell’apertura4 (改革开放 gaige kaifang), viene ammessa alla Facoltà di Lingua Cinese dell’Università di Wuhan, una delle più importanti e storiche della Cina, immersa in un esteso campus pieno di verde e di acqua. Dal 1982 comincia a lavorare alla Televisione dello Hubei in qualità di sceneggiatrice e scrittrice di copioni. Nel 1989 entra a far parte degli scrittori professionisti dello Hubei e diventa redattrice della rivista «Celebrità d’oggi» (今日名流 Jinri mingliu).È dell’inizio degli anni Ottanta la pubblicazione del primo romanzo, Sul carro coperto da un grande telo (大篷车上 Dapeng che shang), che viene considerato una delle opere rappresentative del “neorealismo” letterario cinese (新写实主义 xin xieshi zhuyi).

Fang Fang ha un “background” (背景 beijing) impegnativo per l’epoca storica in cui è nata perché proviene da una famiglia di intellettuali (知识分子 zhishifenzi 5). I genitori sono entrambi laureati mentre il nonno era stato un alto quadro del Guomindang e protagonista della scena politica e amministrativa. Fang Fang ha tre fratelli maggiori che hanno conseguito un’istruzione di alto livello e sono diventati professori universitari6.

Da quando è diventata scrittrice professionista7 nel 19898, Fang Fang ha scritto un centinaio di libri: romanzi brevi (短篇小说 duanpian xiaoshuo), romanzi lunghi (长篇小说 changpian xiaoshuo), collezioni di racconti (文集 wenji), saggi e scritti vari (随笔,散文 suibi, sanwen) e un libro per bambini (儿童小说 ertong xiaoshuo)9. Fra essi mi limiterò a citare il romanzo lungo 乌泥湖年谱 Wuni hu nianpu 10 nonché la raccolta di scritti vari A Lushan a vedere le vecchie ville11.

Uno dei primi romanzi brevi di Fang Fang tradotti in una lingua occidentale è Paesaggio12, che in patria fu premiato come la migliore “novella” a livello nazionale nel 1987. Il sole del crepuscolo13 (落日Luori) risale al 199114 e viene definito dal critico francese Bertrand Mialaret piuttosto cupo, ma riscattato da molto senso dell’umorismo – ovviamente nero. È del 1998 Inizio fatale (Debut Fatal), come il precedente tradotto in lingua francese15. Seguono opere come Giunge la primavera a Tanhualin (春天来到 昙华林 Chuntian lai dao Tanhualin), dedicato al rapporto di intimità fra due ragazzi di etnie diverse, Han e Tujia, e il diverso modo di considerare la morte. Nel 2008 esce Acqua sotto il tempo (水在时间之下 Shui zai shijian zhi xia), che fu pluripremiato e “racconta la storia di una cantante lirica di Hankou”16. È del 2011 Città di Wuchang (武昌城 Wuchang cheng), che “ripercorre eventi storici accaduti in città prima e dopo il 1927 attraverso la storia di due ragazzi […] che diventano maggiorenni in un contesto di guerra e di violenza17”.

Nel 2010 Fang Fang viene insignita del prestigioso premio letterario Lu Xun, ed è membro della giuria che presiede al premio letterario dello Hubei Fiume Azzurro (长江杯 Changjiang bei), dedicato a romanzi online18. Dal romanzo Diecimila frecce che trafiggono il cuore, 2009, (万箭穿心 Wan jian chuan xin) è stato tratto nel 2012 l’omonimo film girato dal regista Wang Jing 19, che ha ottenuto un vasto riconoscimento e numerosi premi in Cina.

Nell’agosto del 2016 esce il romanzo Ruanmai (软埋)20, il cui titolo viene tradotto in inglese con Soft Burial21, in francese con Funérailles Molles22, mentre in italiano preferisco utilizzare la traduzione scelta da Virginia Bianchi23, Memoria sepolta, forse meno letterale ma decisamente più poetica e metaforica. Il romanzo vince nello stesso anno di pubblicazione un altro premio letterario, il Luyao (路遥文学奖 Luyao Wenxue Jiang).

Da tre anni (2013) però è cominciato per il Paese il periodo guidato dal “leader maximo” Xi Jingping, in cui ritornano espressioni e modalità che riportano agli anni della Rivoluzione Culturale. Alla voce “Fang Fang”, sul motore di ricerca Baidu (百度 il Google cinese) ci sono un elenco interminabile di piattaforme e forum, nei quali si dibatte se sia stato più o meno lecito il tentativo dell’autrice di trattare temi tanto delicati come la riforma agraria del 1950. Sulla piattaforma Weibo24 non solo compaiono post e commenti dell’autrice stessa, attivamente impegnata nella difesa del romanzo e della libertà di parola, ma sono numerosissimi anche quelli degli utenti cinesi che sottopongono la loro personale opinione, sia in difesa che a sfavore. Il romanzo non era “più disponibile alla vendita né in versione cartacea né in versione digitale” perché in seguito alla “spaccatura che ha creato nella audience”, nel maggio del 2017 “il romanzo è stato bandito dal governo cinese25”.

Memoria sepolta è un romanzo ispirato alla paura della madre di un amico della scrittrice di venire seppellita senza bara (da cui il termine “sepoltura morbida”) perché nella credenza popolare una sepoltura di questo tipo impedisce di reincarnarsi. È ambientato nel periodo della riforma agraria, negli anni Cinquanta, e affronta, seppur in maniera indiretta, alcune questioni scottanti e irrisolte legate a quegli anni: l’espropriazione del terreno di dieci milioni di latifondisti (circa il 40% del totale della terra), a prezzo della morte di un numero di persone imprecisato, oscillante fra il milione e mezzo e i due, nel giro di pochi anni (1947-1952)26. Nel romanzo i personaggi scelgono se “ricordare”, confrontandosi con il riaffiorare della memoria e di testimonianze che rievocano ingiustizie e violenze, o di “dimenticare” come unica scelta possibile per continuare a vivere. Ruanmai, dopo aver vinto il premio, è stato preso di mira da gruppi di “estremisti di sinistra”(极左分子 ji zuo fenzi, più simili ai nostri estremisti di destra)27 in quanto colpevole di aver presumibilmente “mostrato simpatia nei confronti dei latifondisti e di voler screditare la riforma agraria e di conseguenza la legittimità del Partito Comunista Cinese”. Per queste persone “Il libro non dovrebbe essere mai stato pubblicato28”. A tale proposito, Fang Fang ricorda quando era

membro della società letteraria dell’università. […] Continuavamo a chiederci se la letteratura dovesse soltanto produrre opere che esprimessero apprezzamento, commedie oppure scritti che mettessero in luce i lati positivi della società. E ci chiedevamo se gli scrittori che denunciavano i problemi sociali, che raccontavano la tragicità dell’esistenza umana e rivelavano i lati oscuri della società fossero dei reazionari. Questo accadeva tra il 1978 e il 1979. Dal momento che non riuscivamo a giungere a una conclusione, alla fine abbiamo smesso di parlarne. […] Poi un giorno ho capito che […] l’intero mondo letterario aveva già trovato una risposta comune alla domanda: si può scrivere di tutto ciò che si vuole? La vera questione riguardava la qualità della scrittura. Perciò […] dico che sono molte le questioni di cui non è necessario discutere, perché sarà il tempo a fornirci la risposta. Ma ora ho capito che mi sbagliavo. Nonostante siano passati quarantadue anni, il tempo non ci ha fornito risposte esaustive. Le nostre idee sulla letteratura sembrano tornate di nuovo a quelle vecchie domande. Le persone che mi attaccano di continuo non lo fanno forse perché mi rifiuto di raccontare la catastrofe facendo encomi, di buttarla sul ridere e di mettere in luce gli aspetti positivi di questa situazione? Quando penso alla circolarità degli eventi provo una sensazione piuttosto strana29”.


Wuhan, Diari da una città chiusa
武汉日记 Wuhan riji: scritti su supporto digitale e postati sul social medium cinese Weibo (inizialmente sulla pagina di Fang Fang e, dopo la forzata chiusura il giorno della morte del medico Li Wenliang30, dell’amica scrittrice Er Xiang o in forma di messaggi WeChat), sono stati letti inizialmente da quasi quattro milioni di iscritti e, dopo che si è iniziato a cancellarli attivamente (per vie “istituzionali”), sono stati diffusi grazie al tempestivo inoltro degli utenti di internet. I Diari vengono da alcuni considerati un “libro post-digitale”31. Esistono come libro cartaceo solo fuori dalla Cina, in varie lingue ma non nella loro versione originale32, mentre in Cina sono reperibili solo da fonti clandestine e/o private33.

Fang Fang inizia dunque il 25 gennaio ad annotare fatti, informazioni mediche, umori, sensazioni, notizie meteorologiche…

[…] si trattava in realtà di una semplice raccolta di appunti di ciò che vedevo e sentivo. Ho scritto in modo scorrevole, e inizialmente non volevo neanche farlo tutti i giorni. […] Volevo solo annotare i fatti per poi trasformarli in articoli veri e propri, perciò scrivevo in maniera disinvolta senza correggere, spesso commettevo sviste ed errori. Ciò mi pesava un po’ sulla coscienza, alcuni lettori mi insegnarono come correggere il blog34”.

Sembra che il blog di Fang Fang abbia visto aumentare gli iscritti35 in maniera esponenziale. Come dice Manya Koetse36: “Nel panico e nell’incertezza dei primi giorni del lockdown, i social media erano invasi da notizie tendenziose e false, e c’era tanta informazione scorretta. Gli utenti del web cinese erano alla ricerca di fonti alternative affidabili per capire cosa stava succedendo a Wuhan. [Fang Fang] divenne quindi presto una fonte di informazioni di prima mano su ciò che stava succedendo in città […] Il fatto che Fang Fang sia un’autrice rispettata contribuì alla popolarità dei suoi scritti online37”.

I sessanta scritti si sono trasformati in un resoconto che la scrittrice fa anche per se stessa, per cercare di chiarirsi le idee sulla situazione, mettere insieme informazioni che possano darle una visione più obiettiva, e anche come sfogo – seppure sottoposto a un vaglio – delle sue emozioni e umori. Il fatto di condividerli su internet credo sia servito anche a filtrare (come dice la scrittrice) le notizie più tristi e concentrarsi di preferenza su quelle utili. Tenere stabile l’umore delle persone, lei compresa, è stato sicuramente un fattore molto importante per resistere alle difficoltà e all’incertezza della situazione.

Leggendo i Diari la sensazione che si ha è di una personalità molto pacata, che col passare dei giorni sente sempre più la responsabilità di informare e sostenere i suoi concittadini e di far avere ai connazionali un quadro il più possibile veritiero della situazione. Ma c’è una questione su cui Fang Fang non demorde, e che ritorna spesso dall’inizio alla fine: il fatto che, mentre lei stessa già il 31 dicembre era al corrente38 che il virus si diffondeva da uomo a uomo, questa notizia sia stata diffusa ufficialmente solo il 20 gennaio in seguito alla visita del più affermato epidemiologo cinese, Zhong Nanshan 钟南山. Il pensiero di quante morti, quante malattie, quante tragedie personali e sociali avrebbero potuto essere evitate se le autorità avessero affrontato in un altro modo la situazione – non cercando di salvare la faccia e continuare i festeggiamenti in corso per le assemblee generali in programma, ma agendo con tempismo e con le dovute precauzioni – pervade giornata dopo giornata, culminando nel giorno della morte dell’oftalmologo Li Wenliang, a suo tempo allertato dalla direttrice del reparto di pronto soccorso Ai Fen 艾芬, la prima ad aver capito la gravità della situazione.

La frustrazione e la rabbia di Fang Fang si esprimono senza veli, in maniera molto diretta, chiedendo a gran voce che i responsabili esprimano pentimento e vengano puniti.

“A volte penso che se il governo non pone i cittadini al primo posto, la prossima volta che scoppierà un’epidemia assisteremo a una catastrofe come questa39”.

A tali esternazioni ben poco diffuse nel panorama cinese si uniscono però, frequenti, inviti a fidarsi del governo e a collaborare con le direttive. Non per piaggeria, a mio parere, ma perché è senz’altro vero che da un certo momento in poi le indicazioni governative si sono rivelate adeguate e utili, e anche per il desiderio, penso sincero, di poter continuare a credere – insieme ai milioni di lettori – nelle massime istituzioni del paese.

Da un certo momento in poi, però (aprile 2020) i post di Fang Fang40 diventano sempre più scomodi, e la scrittrice inizia a ricevere pesanti attacchi su internet. Attacchi che lei riconosce subito come provenienti da quegli “estremisti di sinistra” con cui aveva già avuto a che fare. Questa volta le aggressioni verbali diventano più violente e fanno leva su un tema molto “sensibile”: la presunta “collusione” di Fang Fang con l’Occidente, nella fattispecie con una casa editrice alla quale la scrittrice avrebbe ceduto i diritti della pubblicazione dei Diari vendendo così la dignità e la faccia della propria patria per soldi , e per il presunto possesso di ville di lusso41. Fang Fang diviene così una “traditrice” della Cina, qualcuno che lava i panni sporchi in pubblico pur di trarne un profitto. Questo argomento diventa vieppiù condiviso perché, con la diffusione del Covid 19 nel mondo, cresce un sentimento di ostilità nei confronti della Cina: la reazione più istintiva è quella di riaggregarsi in un nazionalismo che metta tutti gli altri problemi in secondo piano.

Passata in Cina l’emergenza Covid 19 (peraltro molto limitata nelle altre zone del Paese), le voci contro la scrittrice, chiaramente sostenute da un background istituzionale, hanno sovrastato quelle a favore, di pochi accademici (che sono stati puniti anche con la perdita del lavoro) e di cittadini comuni ormai abituati a non veder contare il proprio parere. Su Baidu (il più importante motore di ricerca cinese) oggi alla voce Fang Fang riguardo ai Diari di Wuhan si dice che l’autrice vi ha scritto parecchie cose “non vere”, che non hanno fatto che consolidare i pregiudizi stranieri nei confronti della Cina42. Come ha scritto Marco Fumian in un importante saggio43, la scelta fondamentale ora in Cina, per ogni persona che senta una responsabilità sociale, è fra “servire il popolo” o “servire il governo”, ed è chiaro che chiunque scelga la prima ipotesi “rischia di essere messo sulla gogna ed esposto alle vendette dei nuovi tribunali popolari”. Rispondendo a una presunta studentessa di scuola superiore, che la taccia di mancanza di gratitudine (nei confronti del suo paese) e di essere portatrice di energia “negativa”, Fang Fang risponde così:

“Anche voi un giorno dovrete combattere contro voi stessi per purificarvi dalla spazzatura e dal veleno che vi hanno infettato il cervello da bambini. È un processo doloroso, ma è come una sorta di liberazione. E questa liberazione gradualmente vi trasformerà da ingranaggi morti, fossilizzati, arrugginiti, in persone vere44”.

(Grazie a LCC, HJZ, LZ, LYQ, SD)

  1. 武汉日记Wuhan riji, Wuhan Diary: Dispatches from a Quarantined City, traduzione inglese di Michael Berry (sua è la postfazione), Harper & Collins, 2020. Trad. it. dall’inglese di Caterina Chiappa: Wuhan, Diari da una città chiusa, Rizzoli, 2020.  ^
  2. Fang Fang scrive ai lettori per spiegare i motivi per cui è stata attaccata, traduzione di LYQ e MD.  ^
  3. “Il Fiume Azzurro (长江 Changjiang, fiume lungo) e il fiume Han (汉江 Hanjiang) dividono Wuhan in tre distretti: Hankou, Wuchang e Hanyang (汉口,武昌,汉阳). Queste tre zone sono sorte sulle rive dei due fiumi, progettate per seguire le curve disegnate dall’acqua”, da Fang Fang, Wuhan Diari, p. 383.  ^
  4. È anche il secondo anno in cui, dopo una lunga pausa dovuta alla Rivoluzione Culturale, si sono riaperti gli esami (molto selettivi) di ammissione all’Università.  ^
  5. Letteralmente elementi di/con conoscenza, a volte visti con sospetto.  ^
  6. Anche l’ex marito di Fang Fang è un professore universitario.  ^
  7. Nel senso che venne così riconosciuta a livello istituzionale.  ^
  8. Anno, va ricordato, in cui ebbero luogo le proteste di studenti e operai in Piazza Tian An Men a Pechino, soffocate con la forza il 4 giugno. Dopo questa decisione presa dal governo molti artisti, scrittori, intellettuali persero la speranza di essere considerati parte costruttiva e partecipe della guida del loro paese.  ^
  9. Il libro si intitola C’è un bambino chiamato Dong Dong (有个孩子叫冬冬,You ge haizi jiao Dong Dong, 1999, 湖北少儿出版社Hubei Shaoer Chubanshe Casa Editrice per l’Infanzia dello Hubei.  ^
  10. Riguarda la vita di un gruppo di intellettuali, fra cui il padre di Fang Fang, riuniti a vivere in un luogo chiamato Wunihu (lago dal fango nero). Il padre morì improvvisamente in situazioni poco chiare dentro un cinematografo nel 1972. Pubblicato nel 2000 dalla 人民文学出版社 Renmin Wenxue Chubanshe Casa Editrice del Popolo  ^
  11. 到庐山去看老别墅 Dao Lushan qu kan lao bieshu, 2001, 湖北美术出版社 Casa Editrice d’Arte dello Hubei  ^
  12. 风景 Fengjing, Landscape, in Contemporary Chinese Women Writers 2 – Panda Books 1991, poi pubblicato anche in lingua francese come Une vue splendide, tradotto da Dany Filion, Editions Philippe Picquier, 1995.  ^
  13. Tradotto in italiano e pubblicato da Garzanti nel 2001, è di difficile reperimento.  ^
  14. Soleil du crepuscule, tradotto in francese da Geneviève Imbot-Bichet, Stock, 1999.  ^
  15. tradotto da Geneviève Imbot-Bichet, Stock, 2001.  ^
  16. Fang Fang, Wuhan Diari, pag. 229.  ^
  17. Da Fang Fang, Wuhan Diari, pag. 57.  ^
  18. Nel 2012 viene scelta di nuovo come presidente dell’Associazione degli Scrittori dello Hubei (湖北省作家协会 Hubei Sheng Zuojia Xiehui) ed è membro dell’Associazione Nazionale degli Scrittori Cinesi (中国作家协会 Zhongguo Zuojia Xiehui.  ^
  19. Fu presentato in Italia al Far East Film Festival di Udine nel 2013, con il titolo Fengshui (风水, Geomanzia; letteralmente vento e acqua). Si veda l’intervista al regista su https://www.fareastfilm.com/archivio/catalogo/2013/larte-del-vento-e-dellacqua-intervista-con-wang-jing/?IDLYT=31549.  ^
  20. Casa Editrice di Letteratura del Popolo 人民文学出版社 Renmin Wenxue Chubanshe.  ^
  21. In corso di traduzione da parte di Michael Berry, traduttore e direttore del Center for Chinese Studies della University of California, Los Angeles.  ^
  22. Tradotto da Brigitte Duzan e Zhang Xiaoqiu, e pubblicato da Asiateque, 2019.  ^
  23. Nella tesi di laurea La memoria sepolta. Proposta di traduzione di alcuni capitoli del romanzo Ruanmai di Fang Fang, Corso di Laurea in Interpretariato e Traduzione editoriale, settoriale, Università di Ca’ Foscari, Venezia, anno accademico 2017/2018 http://dspace.unive.it/handle/10579/12677?show=full.  ^
  24. 新浪微薄 Xinlang Weibo un sito di microblogging cinese, ibrido fra Twitter e Facebook, uno dei più frequentati della Cina, usato da circa il 30% degli utenti di internet. Consente la pubblicazione di massimo 9 immagini e circa 160 parole per volta.  ^
  25. Virginia Bianchi, op. cit.  ^
  26. Si veda: Dikoetter, Frank The Tragedy of Liberation, a History of the Chinese Revolution 1945-57, Bloomsbury, 2013.  ^
  27. Fang Fang scrive ai lettori per spiegare i motivi per cui è stata attaccata (traduzione in italiano di LYQ e MD): “Nella primavera del 2017, non so perché, il mio romanzo è stato criticato […]. Come se si fossero messi d’accordo, mi hanno sferrato un attacco collettivo. Quell’anno ero un po’ disorientata, non sapevo come mai tutte quelle critiche e da chi. […] Certi amici mi hanno riferito che le critiche partivano da un sito chiamato Utopia (乌有之乡) e mi hanno spiegato che si trattava di un sito di sinistra. Soltanto in quell’occasione ho saputo che esistono dei siti di sinistra e uno di questi si chiama Utopia”.  ^
  28. Bertrand Mialaret in “Soft Burial”, novelist Fang Fang and land reform in China https://mychinesebooks.com/soft-burial-novelist-fang-fang-land-reform-china/.  ^
  29. Fang Fang, Wuhan Diari, p. 341-342.  ^
  30. 李文亮, oculista dell’Ospedale centrale di Wuhan, […] accusato dalla polizia di diffondere informazioni false via internet e costretto a firmare un’ammissione di colpa, […] ha contratto il virus ed è deceduto il 7 febbraio 2020. Fang Fang, Wuhan Diari, pag 71.  ^
  31. Petar Jandric, Review of Fang Fang (2020)…  ^
  32. Nemmeno a Taiwan i Diari sono stati stampati.  ^
  33. Si possono trovare i 60 giorni del diario sul blog di Caixin, un’importante ditta di comunicazione che ha diffuso anche l’intervista alla dottoressa Ai Fen http://m.app.caixin.com/m_topic_detail/1489.html, e su qualche altro blog privato.  ^
  34. Fang Fang scrive ai lettori… cit., Trad. di QYL, MD.  ^
  35. Petar Jandric, Review of Fang Fang (2020)… cit.  ^
  36. China Books & Literature From “Voice of the People” to “Traitor of China”: The Rise and Fall of Fang Fang’s Wuhan Diary https://www.whatsonweibo.com/from-voice-of-the-people-to-traitor-of-china-the-rise-and-fall-of-fang-fangs-wuhan-diary/.  ^
  37. Fang Fang è stata inclusa dalla BBC nelle lista delle Cento donne dell’anno 2020, BBC’s 100 Women Team.  ^
  38. Su informazione privata ricevuta da uno dei suoi fratelli.  ^
  39. Fang Fang, Wuhan Diari, p.300.  ^
  40. “Non sono un funzionario del governo! Non sono un funzionario del governo! Non sono un funzionario del governo! Poiché si tratta di una cosa importante, lo ripeto tre volte! Non sono più nemmeno un’impiegata pubblica! Perciò non possiedo alcuno status speciale [termine scelto dal curatore della voce] (级别 jibie). […] Dopo che sono andata in pensione sono tornata a essere un comune cittadino. E ovviamente ( 当然 dangran) non ho mai fatto parte del Partito comunista cinese. Sono sempre stata una del popolo” da Fang Fang, Wuhan Diari, p.292.  ^
  41. Fang Fang ha dichiarato che tutti i proventi ricavati dalla vendita del libro verranno devoluti agli abitanti bisognosi della città di Wuhan.  ^
  42. https://baike.baidu.com/item/%E6%96%B9%E6%96%B9/3371604.  ^
  43. http://sinosfere.com/2020/04/16/marco-fumian-servire-il-popolo-o-servire-il-partito-il-diario-di-fang-fang-e-i-dilemmi-degli-scrittori-nella-cina-di-oggi/.  ^
  44. Fang Fang, Wuhan Diari, p. 337.  ^

Monica Dematté

Nata a Trento, cresce sull’altipiano di Pinè (Trento), si istruisce a Bologna e in Cina. Si dedica alla scoperta e al sostegno di artisti viventi, alla cura di mostre, alla scrittura. Coltiva la memoria.

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