Fatima bint Muhammad

605 ca. - 632
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Figlia prediletta del Profeta Muhammad (Maometto) Fatima ha avuto il singolare destino di una straordinaria fortuna postuma, sebbene della sua breve vita non sappiamo moltissimo e sebbene, di primo acchito, appaia una figura scialba se paragonata a sua madre, Khadija, e soprattutto a un’altra moglie del Profeta, ‘Aisha. Di fatto, si può paragonarla a Maria madre di Gesù, essa stessa di modesta rilevanza nei Vangeli canonici ma in seguito oggetto di un culto universale.
La tradizione più accreditata afferma che Fatima nacque nel 605, ultima di quattro figlie femmine di Muhammad e Khadija (tutti i figli maschi del Profeta morirono in tenera età). Fu fatta sposare al cugino del padre, ‘Ali, e dal matrimonio nacquero Hasan nel 625 e Husayn nel 626, i due unici discendenti maschi del Profeta, oltre a due femmine. Toccò a Fatima e al marito ‘Ali seppellire Muhammad subito dopo la sua morte nel giugno 632, ma la giovane non gli sopravvisse a lungo, morendo a sua volta pochissimi mesi dopo o al più tardi all’inizio del 633. Le testimonianze le attribuiscono un carattere malinconico e riservato, nonostante l’affetto privilegiato di cotanto genitore che giunse perfino a proibire ad ‘Ali di prendere una seconda moglie onde non arrecarle dolore.

Questi i dati scarni, sicuri, di una biografia che si è aureolata di leggenda. Fatima è stata infatti descritta innanzi tutto come madre e moglie esemplare, come il modello della moglie e della madre, senza derogare al posto a lei dovuto all’interno della società. Il grande pensatore sciita rivoluzionario ‘Ali Shariati (1933-1977) così ne parla: “Che cosa ha da offrire l’Islam al tempo presente? Il volto di Fatima, il volto di una donna che ha vissuto, parlato, svolto un ruolo nella moschea, nella società, nella formazione dei figli, nella famiglia, nell’impegno sociale”. È stata Fatima ad aver scelto ‘Ali, non subì l’imposizione dei costumi patriarcali, sebbene altri maggiorenti di Mecca la desiderassero. Si trattava di una scelta predestinata per il bene dell’umanità, ma comunque effettuata nella piena consapevolezza della speciale statura del suo sposo.

L’aspetto più caratterizzante è in ogni caso quello che ne fa il personaggio femminile della “famiglia del Profeta”, gli ahl al-bayt, venerata dai sunniti ma esaltata al massimo grado dagli sciiti che, come noto, riconoscono in ‘Ali il primo imam e l’autentico successore designato di Muhammad. Il Corano nel versetto 33,33 accenna all’eccellenza degli ahl al-bayt, che Dio accredita di speciale purezza, pur senza citarli per nome, ed è la tradizione successiva che fa di Muhammad, Fatima, ‘Ali, Hasan e Husayn i “cinque puri”, coloro i quali furono insieme avvolti per protezione e distinzione dal mantello del Profeta. La cerchia ristretta perciò non comprende Zaynab, figlia di ‘Ali e Fatima e dunque sorella di Hasan e Husayn. Ma Zaynab pure è veneratissima, perché fu lei nel 680 a Kerbelà a raccogliere le reliquie del corpo scempiato di Husayn, ucciso dagli Omayyadi, e a lei è dedicato un celebre frequentatissimo santuario al Cairo nel popolare quartiere di Sayyida Zaynab.

Fatima venne poi denominata “la splendente” (al-zahra) ed è attributo quanto mai appropriato se si pensa a una interpretazione mistica sciita del famoso versetto coranico “della Luce” (24,35) che contiene un’allegoria della Luce di Dio come di una nicchia in cui vi è una lampada, contenuta in un cristallo, che brilla come stella lucente. Ebbene, la nicchia indicherebbe proprio Fatima, figlia di Muhammad e moglie di ‘Ali, ricettacolo della vita; il cristallo rappresenterebbe Hasan, il primo figlio di Fatima e ‘Ali, la cui fragilità era simile a quella di un vetro; Husayn, il secondo e più celebre figlio di Fatima e ‘Ali, sarebbe raffigurato dalla stella lucente, essendo luce e guida degli uomini, esempio per tutti col suo martirio.

Su Fatima sono state scritte innumerevoli laudi e poemi, esaltandone l’eccezionalità e l’immacolatezza, e il suo nome è oggetto di preghiere e fonte di protezione. La “mano di Fatima” è un amuleto che si vende in tutti i mercatini delle città arabo-islamiche e che moltissime donne portano al collo o al polso. A forma, appunto, di mano, iscritto di versetti coranici, giaculatorie e scongiuri, è ritenuto assai efficace contro il malocchio. Una delle più importanti dinastie sciite che abbiano regnato sul mondo musulmano, sia pure ismailita e non imamita maggioritaria, è stata quella dei Fatimidi che facevano risalire alla discendenza di Fatima la loro origine e che istituirono un califfato in Nord Africa e in Egitto tra il 909 e il 1171.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

L. Capezzone e M. Salati, Gli sciiti. Storia di una minoranza, Edizioni Lavoro, Roma 2007

Encyclopedie de l’Islam, 2° ed., Brill, Leiden-Boston 1960-2001

Ali Shariati, Fatema Fatema ist (Fatima è Fatima), in www.shariati.net  e in R. Cristiano, Ali Shariati, un’utopia soppressa, Jouvence, Roma 2006, pp. 129-136

M. Lecker e R. Tottoli (a cura di), Vite antiche di Maometto¸ Mondadori, Milano 2007

Massimo Campanini

Ha insegnato nelle Università di Urbino, Milano, Napoli l’Orientale e attualmente è professore di Storia dei paesi islamici all’Università di Trento. Si occupa prevalentemente di studi coranici, di pensiero politico e di movimenti islamici radicali. Tra le sue pubblicazioni: la curatela dell’Incoerenza dell’incoerenza di Averroè (Utet 1997) e gli Scritti politici di Alfarabi (Utet 2005); The Qur’an: Modern Muslim Interpretationsz (Routledge 2010); Ideologia e politica nell’Islam (Mulino 2008); L’alternativa islamica (Bruno Mondadori 2012).

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