Florence T. Trevelyan

Newcastle upon Tyne 1852 - Taormina 1907
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Florence Trevelyan Trevelyan nasce in Inghilterra nel 1852, unica figlia di Edward Spencer Trevelyan che nel 1833 sposa Catherine Ann Forster. I Trevelyan discendono da Sir Trevillian, leggendario cavaliere di re Artù.

Nel 1879, già orfana di padre e due anni dopo la morte della mamma, Florence e sua cugina Louise Harriet Perceval intraprendono un lungo viaggio tra Nord Africa ed Europa. Giunte nel Nord Italia, ad Alassio (SV) sono ospitate dalla famiglia del generale britannico Montagu Scott McMurdo, proprietario del Parco Fuor del Vento e del Molino di Sopra, da lui progettato terrazzando la collina, piantumando uliveti, aranceti, palme e cipressi, edificando anche quattro pagode in stile orientale. McMurdo in gioventù aveva comandato la colonia inglese a Madras, in India, dove l’amico fraterno e cugino di Florence, l’ingegnere Charles Edward Trevelyan, aveva progettato opere pubbliche. Dal Parco si scorge ancora oggi l’Isola Gallinara, dimora di gabbiani reali e Riserva naturale protetta.

Nel 1881 le due ragazze giungono in Sicilia e si fermano a Taormina, ormai semi desertificata dopo che i disordini antecedenti la proclamazione dell’Unità d’Italia del 1861, le tensioni sociali e l’arretratezza dell’agricoltura avevano causato l’emigrazione di massa e l’abbandono del territorio. Florence è stupita dalla somiglianza del luogo con Alassio, ma soprattutto dalla similitudine dell’Isola ligure di Gallinara con il piccolo scoglio roccioso di S. Stefano, regalato nel 1806 a Taormina da Ferdinando I di Borbone.

Le due cugine rientrano in Inghilterra, ma nel 1885 ritornano a Taormina e alloggiano nella casa padronale La Floresta, dal 1873 proprietari del piccolo albergo Timeo, ma i cagnolini al seguito delle due ragazze disturbano i clienti dell’unica locanda taorminese e così Florence fa ampliare a proprie spese la struttura con un piano rialzato per andarci a vivere senza molestare nessuno.

Il 23 giugno 1890 Florence acquista lo scoglio di S. Stefano, in seguito chiamato Isola Bella, per poi piantumarlo con cipressi, pini marittimi e tante piante, riuscendo miracolosamente a farne un giardino rigoglioso, dal 1984 “Monumento d’interesse storico-artistico di particolare pregio” nonché “Riserva Naturale Orientata”, oggi gestita dall’Università di Catania.

Florence si fidanza con il ricco e colto Sindaco di Taormina, Salvatore Cacciola, gran maestro massone, a capo della maggioranza cittadina chiamati “sucalori”, in quanto fumatori della tradizionale pipa in terracotta dal lungo cannello, ai quali si oppongono i “surici” (topi) capeggiati dal politico romano Giovanni Antonio Colonna duca di Cesarò, che vorrebbero gestire la cosa pubblica più per curare i propri interessi che per quelli della comunità. Sia surici che sucalori sono membri della massoneria, che anche in Sicilia raduna ceti alti di ecclesiastici, magistrati, commercianti, possidenti e professionisti.

Florence, benvoluta da tutti, istituisce un fondo in denaro per le doti nuziali delle tante povere ragazze taorminesi figlie di pescatori e contadini, sposa Cacciola il 13 Luglio 1890 e si trasferisce nella sua Villa che ha un giardino notevolmente esteso grazie alle donazioni dei taorminesi. Dal 1890 al 1894 la generosa inglese acquista ottantasette lotti di terreno incolto e fa demolire ottantadue fatiscenti baracche per realizzare strutture in stile orientale, costruite con materiali di risulta trovati durante i lavori e per realizzare un grandissimo giardino esteso su terreno in ripido pendio, come quello visto ed apprezzato ad Alassio, dove le differenze di livello vengono colmate da terrazzamenti in pietra e scalinate. Piantuma uliveti, aranceti, palme, cipressi, aiutata da quarantadue contadini, ai quali impartisce personalmente lezioni di giardino all’inglese, corrispondendo loro una cospicua retribuzione mensile. Nasce così la prima vera Garden City europea, che Florence chiama ”Hallington siculo“, in onore della sua tenuta inglese di Hallington. Ospita personalità importanti e tanti amici del marito appartenenti alla massoneria, tra i quali D’Annunzio, De Amicis, Nietzsche, Oscar Wilde, Franca Florio e suo marito Ignazio, i Rothschild, Guglielmo II, Tina Scalia e suo marito Joseph Whitaker, Eugenia di Montijo vedova di Napoleone III, il duca Emanuele Filiberto di Savoia e la moglie Elena d’Orleans, la Regina del Portogallo Amélie d’Orléans e tanti altri.

L’8 novembre 1891 durante il parto muore suo figlio, che lei avrebbe voluto chiamare Edward in onore del suo papà, deceduto quando lei aveva solo due anni. Addolorata e in disaccordo con il marito, abbandona Villa Cacciola, si ritira sul Monte Venere in contrada “a francisa”, dove acquista altri terreni incolti, fa realizzare la sua casetta e un mausoleo funebre, bonifica terreni a Mola, Monte Porretta, Monte Croce, Monte Paradiso e crea una strada panoramica che da Monte Venere arriva a Taormina. Purtroppo si ammala di “glicosuria” (l’attuale diabete) e usufruisce delle competenze mediche di Carlo Cacciola, maestro massone come suo fratello Sindaco Salvatore e unico farmacista taorminese, che le somministra stricnina, all’epoca usata per curare qualsiasi malattia.

Nella primavera 1906 Edward VII, re del Regno Unito, giunge nella baia di Giardini Naxos con la nave Victoria and Albert, avvistata da Florence che nonostante non possa più camminare, arriva al porto con un’improvvisata portantina, ossia una sedia legata con due bastoni laterali e trasportata da due giovani aiutanti. Inizia così la calunnia paesana che in gioventù re Edward e Florence fossero stati amanti e che la regina d’Inghilterra Victoria l’avesse allontanata dall’Inghilterra.

Nel settembre del 1907 l’aggravarsi delle condizioni di Florence ne inducono il trasferimento forzato ancora una volta a Villa Cacciola, dove spira dopo qualche giorno. Il fulmineo decesso della filantropa inglese alimenta molti sospetti, soprattutto perché nel suo testamento lascia tutti i suoi averi alla propria famiglia inglese e nulla ai Cacciola, anche se il marito diventa usufruttuario dell’Isola Bella, di Hallington Siculo e dei terreni su Monte Venere. Il sindaco, dopo la morte della moglie si risposa con la sua cameriera Ida Mosca e adotta il piccolo Cesare Acrosso, che diventa in seguito avvocato e segretario particolare del deputato Colonna duca di Cesarò. Cacciola, non potendo vendere alcun bene della defunta consorte, tramite Acrosso chiede aiuto al duca di Cesarò, fino ad allora suo acerrimo nemico politico, il quale dovrebbe far espropriare Hallington Siculo in cambio del ritiro definitivo dalla politica cittadina del Cacciola, sempre trionfante sulla “clientela” del duca.

Nel 1921, avvalendosi di una legge del 1885, il deputato Colonna duca di Cesarò, che nel 1923 diventerà Ministro delle Poste, propone alla Camera “il miglioramento del luogo di soggiorno per i forestieri” di Giardino Trevelyan di Taormina, nel 1923 espropriato per “pubblica utilità”. Hallington Siculo smembrato, rimpicciolito, affogato dal cemento dei tanti alberghi, verrà immeritatamente denominato “Parco Giovanni Antonio Colonna duca di Cesarò”. Ma finalmente il 19 febbraio 2019, ai sensi della DGC 13/2019, sarà intitolato “Parco Florence Trevelyan”.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Chirico D.G.C.M., Misteri e segreti di Florence T. Trevelyan, Massa, Memoranda 2015

Chirico D.G.C.M., Tra la vita e la morte nel Paradiso perduto, Antipodes 2016

Mola A.A., Storia della Massoneria ital. dall'Unità alla Repubblica, Milano, 1976

Roccuzzo T., Taormina, l’isola nel cielo. Come Taormina divenne Taormina, Catania 1995

Trevelyan L., Una famiglia molto britannica. I Trevelyan ed il loro mondo, pp. 19-21, Londra IB Tauris & Co Ltd 2006

Travelyan R., Principi sotto il vulcano, Milano, Rizzoli 1977

Bartoli A., Un sogno inglese in Riviera. Le stagioni di Villa della Pergola, Milano, Mondadori Electa 2012

Daniele Chirico

Daniele Giuseppe Carlo Maria Chirico, plasmato da studi classici e umanistici, attratto dall’arte, dall’architettura e dal disegno, laureato con lode, appassionato di crittografia e di storia, ambientalista e animalista, studioso di etologia e convinto assertore della tutela giuridica ed etica delle specie animali, ricercatore di scienze esoteriche e dello gnosticismo quale “dottrina della salvezza tramite la conoscenza”, un tempo celate dietro allegorie per non subire reazioni dalla Chiesa.

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