Giuseppina Re

Pieve Porto Morone (Pavia) 1913 - Cinisello Balsamo (Milano) 2007
Download PDF

La formazione di Pina Re iniziò in tenera età, con i racconti paterni sugli anarchici Sacco e Vanzetti, condannati innocenti in America e con le feste del Primo Maggio, un giorno solenne anche per i bambini nella sua famiglia. Il padre Luigi, detto Bigio, collaborava infatti con gli esponenti più illustri del socialismo pavese di inizio Novecento tra i quali Alcide Malagugini e Emilio Canevari, che spesso frequentavano casa Re.
Il mutamento del clima politico e l’arrivo del fascismo sconvolsero l’esistenza di Pina, che aveva allora solo 8 anni, dal momento in cui colpirono direttamente i suoi familiari. Nel 1921, per via della militanza socialista e delle difficoltà economiche, i Re furono costretti a lasciare l’Oltrepò, e da emigranti sui generis, a stabilirsi presso Isola del Gran Sasso, in provincia di Teramo, dove rimasero fino al loro trasferimento a Milano nel 1931.
Giuseppina Re trovò lavoro nel capoluogo lombardo come commessa, prima ai Magazzini Duomo e successivamente nella drogheria di piazzale Lagosta dove rimase fino alla fine della guerra. Proprio in piazzale Lagosta, teatro di azioni partigiane, entrò in contatto coi Gruppi di difesa della donna e aderì attivamente alla lotta di liberazione: raccoglieva e distribuiva viveri, diffondeva volantini di propaganda. Iniziò il lavoro tra le donne al termine della guerra e in particolare seguiva le mondine come funzionaria del Pci e della Federterra. Fu candidata dal Partito comunista alle elezioni del 1948 e fu tra le prime donne elette al Parlamento italiano, seppur costretta dopo pochi mesi alle dimissioni per problemi di salute e motivi di partito: i comunisti avevano preso molti più voti dei socialisti, ma si presentarono nella stessa lista “fronte popolare” – e bisognava riequilibrare le presenze… Si occupò, quindi, della formazione dei quadri femminili comunisti come direttrice della Scuola femminile di partito «Anita Garibaldi». Fu rieletta al Parlamento per tre legislature consecutive, ricoprendo la carica di deputata dal 1958 al 1972. Si è occupata delle riforme della giustizia minorile, del diritto di famiglia, della questione della casa e dei servizi per l’infanzia. È stata la prima firmataria della legge contro i licenziamenti per matrimonio approvata nel 1963. Conclusa l’avventura parlamentare confluì nel movimento sindacale, fondando il sindacato degli inquilini (Sunia), e si rese protagonista di alcune battaglie territoriali come l’istituzione del parco nord alla periferia di Milano.
Morì il 14 agosto 2007 a Cinisello Balsamo.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

foto @Archivio Storico Unità

Debora Migliucci

Storica, collabora con la cattedra di Diritto costituzionale all'Università degli Studi di Milano. È vicedirettrice dell’Archivio del Lavoro, centro di documentazione e di ricerca della Camera del Lavoro di Milano. Ha pubblicato studi di storia costituzionale con particolare attenzione all’evoluzione dei diritti. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Per il voto alle donne. Dieci anni di battaglie suffragiste in Italia (Bruno Mondadori, 2006); La politica come vita. Storia di Giuseppina Re, “deputato” al Parlamento italiano (Archivio del Lavoro, 2008).

Leggi tutte le voci scritte da Debora Migliucci