Helen Beatrix Potter*

Londra 1866 - Sawrey 1943
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C’è qualcosa di delizioso nella scrittura delle prime parole di una storia. Non si può mai dire con precisione dove essa ti porterà. La mia mi ha portato qui, luogo al quale appartengo.

Vogliamo raccontarvi l’incredibile storia di una donna anticonformista, che rifiutava di vestirsi in modo consueto e che rimase nubile fino a 30 anni, sfidando il perbenismo vittoriano.

Helen Beatrix Potter nasce a Londra nel 1866. Sceglie di seguire la sua passione per le scienze naturali e il disegno, imponendosi, nonostante i molti pregiudizi, in un panorama accademico prettamente maschile. Fin da piccola dimostra grande interesse per il disegno e la natura, dedicando molto tempo, insieme al fratellino minore, all’osservazione diretta e alla realizzazione di dettagliatissimi schizzi di animali e piante. Questa passione è sostenuta anche dai genitori, che coltivano le arti a livello amatoriale e dai frequenti viaggi della famiglia di origine nelle proprietà in Scozia e nella regione dei Grandi Laghi. Ciononostante, l’Accademia di Scienze britannica, la Royal Society, rifiuta di pubblicare le sue illustrazioni scientifiche in quanto donna e in seguito, per lo stesso motivo, la Linnean Society di Londra non le permetterà di presentare al proprio consiglio di scienziati la sua teoria sulla germinazione delle spore fungine.

È, quindi, con la carriera letteraria che Beatrix giungerà alla fama, come autrice di testi e illustrazioni di libri per l’infanzia, un ambito nel quale un’opera femminile poteva essere accettata più facilmente.

Nel frattempo comincia a scrivere un diario e, nelle lettere che spedisce a una delle sue governanti, quelle in particolar modo indirizzate al figlio maggiore di lei, comincia ad abbozzare i suoi personaggi in racconti popolari abitati da conigli e scoiattoli; è proprio la stessa governante, Annie Moore, a suggerirle di pubblicarli. Dapprima l’autrice sceglie la strada più economica dell’autopubblicazione, ma in un secondo momento il libro The Tale of Peter Rabbit finisce sulla scrivania di un editore, Norman Warne, che decide di pubblicarlo. L’amore che nasce fra autrice e editore è ostacolato dalla famiglia di lei, che non ritiene onorevole il matrimonio con un uomo che lavora per vivere. Beatrix, in aperta ribellione con i genitori, decide comunque di sposarlo. Warne, però, si ammala di una grave forma di leucemia e muore poco prima delle nozze; Beatrix tronca allora i rapporti con i suoi genitori, salvo il fatto di beneficiare dell’eredità alla loro morte.

Nel frattempo ha già raggiunto l’indipendenza economica attraverso la pubblicazione di numerosi libri che hanno avuto molto successo, vendendo oltre ventotto mila copie in soli sei mesi, anche grazie al piccolo formato scelto, che ben si adatta alle manine dei bambini. Oltre ai libri, Beatrice progetta numerosi gadget: pupazzi dei personaggi dei suoi racconti, giochi da tavolo, coperte per bambini, carta da parati, servizi da tè. Nei suoi libri le illustrazioni originariamente sono in bianco e nero, ma ad un certo punto può permettersi di pubblicarle a colori. All’età di quarantasette anni sposa l’avvocato William Heelis. Dopo la storia del coniglio Peter, a oggi tradotta in venti lingue (ha venduto più di ottanta milioni di copie in tutto il mondo), l’autrice dà alle stampe anche La storia dello scoiattolo Nutkin, Il sarto di Gloucester e La storia dei due topini cattivi.

Le illustrazioni di Beatrix Potter, eseguite soprattutto con la tecnica dell’acquerello e dell’incisione, hanno come protagonisti gli animali antropomorfi della campagna inglese, con i quali per anni l’autrice convive. Sono racconti più o meno lunghi, tutti molto poetici e con un messaggio educativo ricorrente: la disobbedienza e il contrasto tra madri troppo premurose e cuccioli irrequieti e curiosi di sperimentare il nuovo. I suoi animali, pur dolcissimi e aggraziati, non sono stereotipati, come spesso accade nel mondo delle fiabe, ma incredibilmente realistici sia nelle fattezze, che nei comportamenti. Non mancano anche velate allusioni agli esseri umani, spesso crudeli ed incapaci di convivere serenamente con la natura:

Andate pure nei campi o lungo il sentiero – dice mamma coniglia a Peter e ai suoi fratellini – ma non entrate nel giardino del signor McGregor; laggiù il vostro papà si è messo in un bel pasticcio: la signora McGregor ne ha fatto un pasticcio di coniglio!

La ferma volontà di vivere nel rispetto della natura e di preservare la fauna locale, tenendo a debita distanza il turismo di massa, pervade Beatrix Potter a tal punto che a quarantasette anni si trasferisce con il marito in una grande fattoria a Sawrey, nella sempre amata Regione dei Laghi, dove comincia ad allevare pecore, continuando a circondarsi degli adorati cani e gatti; ha anche un porcospino chiamato Mrs. Tiggy-Winkle. Comincia così una nuova fase della vita di Beatrix Potter, costretta ad allontanarsi dalla scrittura per un grave problema alla vista; ella si dedica anima e corpo alla conservazione del territorio, al lavoro agreste e, soprattutto, all’allevamento, cercando sempre nuovi rimedi biologici per curare le più comuni malattie che colpiscono le sue amate pecore. Dalla sua fattoria osserva con orrore la furia distruttiva della Seconda Guerra Mondiale, rivelando nelle sue conversazioni la preoccupazione e l’angoscia al pensiero che la modernità, col suo incedere frenetico e inarrestabile, possa annientare la natura. Alla sua morte, il 20 dicembre 1943, lascia al National Trust – l’organizzazione che si occupa di conservare e proteggere l’eredità storica e naturale di Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord – quasi tutte le sue proprietà, ora incluse nel National Park of Lake District, comprendenti oltre quattro mila ettari di terra, sedici fattorie, diversi cottage, mandrie di bestiame e pecore Herdwick.

Le storie non sempre finiscono dove gli autori le avevano intese, ma c’è gioia nel seguirle, ovunque esse ci vogliano condurre.

 

* Voce a cura della classe 3OA per il NOE (Nucleo Operativo Enciclopedia) dell’I.I.S. Galilei-Luxemburg di Milano, con la supervisione della Prof.ssa Rizzi Marialuisa.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Anne Stevenson Hobbs, Beatrix Potter's art, London, Warne 1989

Eileen Jay, Mary Noble, Anne Stevenson Hobbs, Armitt Library, A Victorian naturalist : Beatrix Potter's drawings from the Armitt Collection, London, Warne 2002

Dorothy Keeley Aldis, Richard Cuffari, Nothing is impossible : the story of Beatrix Potter, Gloucester, Mass., Peter Smith 2007

Linda J. Lear, Beatrix Potter: a life in nature, New York, St. Martin's Griffin 2007

Leslie Linder, A history of the writings of Beatrix Potter, London, Warne 1987

Alison LurieDon't Tell the Grown-Ups: The Subversive Power of Children's Literature, Little, Brown 1998

Beatrix Potter, Judy Taylor, National Trust (Great Britain), Beatrix Potter 1866-1943 : the artist and her world, London, Warne 1987

Beatrix Potter, Judy Taylor, Beatrix Potter's letters, University of Michigan, F. Warne 1989

Judy Taylor, Beatrix Potter: artist, storyteller and countrywoman, F. Warne 1996

Judy Taylor, That naughty rabbit: Beatrix Potter and Peter Rabbit, London, F. Warne 2002

Riccardo Mainetti, Scoprendo Beatrix Potter, flower-ed, Roma 2017

http://scoziaalba.blogspot.com/2011/02/beatrix-potter-una-donna-eccezionale.html

http://www.famigliacristiana.it/articolo/chi-era-beatrix-potter-la-mamma-di-peter-coniglio

http://www.frasicelebri.it/s-film/miss-potter

http://missjaneblog.blogspot.com/2013/03/il-mondo-di-beatrix-potter.html

NOE IIS Galilei-Luxemburg (coordinato dalla prof. Beatrice Rossi)

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