Lalla Kezich (Laura de Manzolini Vidali)

Trieste 1924 - 1987
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Laura de Manzolini Vidali, in arte Lalla Kezich, nacque nel quartiere di Barcola, a Trieste, il 3 novembre 1924 dal farmacista di origini istriane Narciso Manzolini Vidali e da Gemma Barich, quarta figlia di una famiglia triestina occupata nel settore dei tabacchi. A nove anni Laura subì la separazione dei genitori e l’inserimento nel Nobile Collegio delle Dimesse Santa Chiara di Capodistria insieme alla sorella maggiore Giuliana. Lì viveva la zia e sorella del padre: Antigone.

Lalla completerà le elementari a Trieste ottenendo la maturità classica nel 1942 al Liceo Dante Alighieri, laureandosi poi all’Università di Trieste con il germanista Guido Devescovi, mentre il padre apriva una farmacia a Cherso. Insieme a Parenzo, Cherso e l’isola del Carnaro saranno a lungo i luoghi delle vacanze estive fino allo scoppio della guerra. Si trova in quest’ultima nei giorni dell’armistizio del 1943 che obbligherà i parenti istriani e la zia Antigone all’esodo; nel 1948 si trasferiranno al Lido di Venezia e Laura manterrà con loro un rapporto costante.

Dal 1947 al 1949 è attrice di teatro con il TAU (Teatro d’Arte dell’Università), e interpreta testi di Wilder, Ibsen, Verga, Garcia Lorca, Moravia e Squarzina, e altri. Nell’anno 1950-1951 è ammessa alla Regia Accademia d’Arte Drammatica di Silvio d’Amico, che fu suo insegnante insieme a Wanda Capodaglio. Deve però ben presto abbandonare lo studio per ragioni familiari che la costringono al ritorno a Trieste, dove inizia a insegnare presso l’Istituto religioso della Beata Vergine.

Tra il 1953 e il 1955 scrive sceneggiature per Radio Trieste dedicandosi a scrittori di diversa provenienza: Stevenson, Verne, Twain e altri. Quest’attività proseguirà fino al 1977.

Il 12 aprile 1955 sposa il critico cinematografico Tullio Kezich e si trasferisce a Milano. Diventerà madre di Giovanni nel luglio 1956. Per circa un decennio abbandonerà la scrittura ma collaborerà con il marito, soprattutto dal 1961 in poi, anno della nascita della società di produzione cinematografica “22 dicembre” con Ermanno Olmi.

Dal 1969 è ufficiale il trasferimento a Roma e la continua partecipazione ai principali festival di cinema in Italia e all’estero.

Il suo racconto Pranzo di Natale è pubblicato su «Nuovi Argomenti» nel 1972, rivista che ospiterà altre prose. Negli anni Settanta anche «Resine» accoglierà alcuni testi, tutti inclusi poi in Marina Indiana (Edizioni Italo Svevo, 1977), la prima pubblicazione in volume, una raccolta di racconti in cui la scrittrice disegna un mondo di presenze liriche:

– Serve qualcosa per la piccola? Non abbiamo dimenticato niente?
La signorina sembrò attendere la risposta, poi riprese:
– Abbiamo passato anni molto difficili. C’era la guerra e i bambini erano piccoli. Ma eravamo sempre in tanti: ricordo la confusione dei ragazzi, la sera, e mio marito, seduto sulla sua poltrona, che li guardava — Ne scorse la sagoma, abbassò la voce e soggiunse:
È dura la solitudine, sa?
(Intorno a una neonata, in Marina indiana)

Nel 1982 uscirà per Bompiani La preparazione, in cui narra degli anni in collegio. La raccolta di racconti Gruppo concentrico (1985), del tutto incentrati sulle esperienze delle donne, e i postumi La nave di Jean (1987), una favola, e Il silenzio abitato. Racconti (1989), ispirato al periodo di insegnamento post-laurea. La memoria e l’autobiografia si intrecciano in una produzione non così ampia ma apprezzata da pubblico e critica, scandita da altri appuntamenti con il mestiere della scrittura, in un’apertura ad altri mondi, ad altre possibilità.

Così cita l’esergo a La nave di Jean:

La vita, anche bella,
è passata.
È estate,
c’è odore di frutta
e una voce
di bambino, tenera,
ma la vita
è passata.

Lalla Kezich scompare il 21 marzo 1987.
Il film di Ermanno Olmi La leggenda del santo bevitore (1988) è dedicato alla sua memoria.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Marina Indiana (Edizioni Italo Svevo 1977)
La preparazione (Bompiani 1982)
Gruppo concentrico (Camunia 1985)
La nave di Jean (Camunia 1987)
Il silenzio abitato. Racconti (Camunia 1989)

Alessandra Trevisan

Alessandra Trevisan (1987) sta completando un dottorato in Italianistica all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Si occupa dell’opera di Goliarda Sapienza cui ha dedicato una monografia, Una voce intertestuale (La Vita Felice 2016), e vari altri contributi in volumi, riviste, a convegni e in occasione di partecipazioni pubbliche. Ha scritto articoli su Milena Milani, Clara Sereni e sulla poeta “performativa” Silvia Salvagnini, con cui condivide un progetto aperto tra poesia e musiche di Nico de Giosa.
Sperimentatrice vocale, musicista, lyricist e performer, partecipa a progetti di electronicgirls e a Vertical Waves Project, tra danza verticale e suono. Collabora con i musicisti elettronici Solar Plex ed Enrico Coniglio. Cura la comunicazione di Live Arts Cultures, scrive per il lit-blog «Poetarum Silva» e fa parte di quarantaduelinee | circolazione culturale di Mogliano Veneto.

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