Maram Al-Masri

1962 - vivente
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Nella Siria martoriata c’è una città che si chiama Lattakia. Una città di mare, vicina all’isola di Cipro: lì il 2 Agosto del 1962 è nata Maram Al Masri e lì ha vissuto i suoi primi vent’anni. Studia a Damasco, poi in Inghilterra. Si sposa giovanissima e con il marito è costretta a fuggire a Parigi, in quanto oppositrice del regime di Assad.

“Lì ho sepolto mio padre il giorno in cui ho deciso di partire con una sola valigia colma di sogni senza memoria … e la sua fotografia”.

Quando il suo matrimonio finisce il marito ritorna in Siria portando con se il figlio che Maram non vedrà per i successivi 13 anni. A Lattakia, oggi presa di mira dall’ISIS, vive ancora tutta la sua famiglia.

Maram esordisce a Damasco nel 1984 con Ti minaccio con una colomba bianca; poi, dopo un lungo periodo di silenzio, pubblica nel 1997 la raccolta di poesie Ciliegia rossa su piastrelle bianche. Ti guardo viene invece pubblicato a Beirut nel 2000.

Nella raccolta Anime scalze del 2011 Maram dedica i suoi versi a tutte le donne vittime di violenza, alle profughe, alle donne sommerse. La sua scrittura diventa quasi fotografia, è come vederle queste donne: loro lividi, i loro sogni rapiti, le parole che non possono dire, i sorrisi stanchi:

“Le ho viste tutte passare in strada / anime scalze, / che si guardano dietro, / temendo di essere seguite / dai piedi della tempesta, / ladre di luna / attraversano, / camuffate da donne normali. / Nessuno le può riconoscere / tranne quelle / che somigliano a loro”.

La poesia di Maram è un inno alla bellezza che sopravvive al di là degli orrori, della guerra, della violenza nelle piccole cose.

Oggi il dolore di Maram è quello del suo popolo, decimato in pochi anni. I siriani da venti milioni sono diventati undici milioni. Quelli che hanno deciso di restare nella loro terra affrontano ogni giorno fame, prigione e torture da parte del regime, e le bombe dell’ISIS. A loro Maram dedica la raccolta di poesie Arriva nuda la libertà del 2014:

“La Siria per me… è una donna violentata tutte le notti da un vecchio mostro / violata / imprigionata / costretta a sposarsi. / La Siria per me / è l’umanità afflitta / è una bella donna che canta l’inno della Libertà / ma le tagliano la gola. / E’ l’arcobaleno del popolo / che si staglierà dopo i fulmini e le tempeste”.

I versi di Maram sono un omaggio a coloro che hanno perso la vita sotto le bombe o che sono morti sotto le torture del regime. Sono “figli della libertà”, indossano abiti usati di stoffa ruvida, sono scalzi o hanno scarpe troppo grandi. I figli dei figli della libertà giocano con brandelli di pneumatici, con i sassi, con i resti degli ordigni esplosi. Nessuno ha più la forza di raccontare loro una favola, ascoltano solo “il frastuono della paura e del freddo / sui marciapiedi / davanti alle porte delle loro case distrutte / negli accampamenti / o / nelle tombe.”

Ha un sogno Maram: diventare un uccello dalle grandi ali e sorvolare finalmente la sua nazione liberata da guerra e violenza, risorta dalle rovine.

“Un esilio è paragonabile ad un albero privato delle radici. Una migrante come me / … / non attecchisce da nessuna parte. / Senza patria / viene da ogni orizzonte, / portata dalle ali del vento”.

Lontana dalla sua terra, la voce di Maram grida forte il proprio dissenso. I suoi versi diventano atti civili di resistenza al regime, richiesta di rispetto dei diritti umani. La sua poesia vola dalla Francia alla Siria, dall’Occidente all’Oriente: inno di giustizia e di libertà sia per i siriani che hanno deciso di restare sia per quelli che, in cammino per le strade del mondo, cercano pace e accoglienza.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Anime scalze, Multimedia edizioni 2011

Arriva nuda la libertà, Multimedia edizioni 2014

Intervista a Maram Al Masri

Biografia su Casadellapoesia

Una lettura di Maram Al Masri in occasione del Festival di Massenzio Letterature 2013

Ester Rizzo

Nata a Licata l’8-6-1963 ed ivi residente, è laureata in Giurisprudenza. Ha un Diploma di specializzazione dell’Istituto Superiore di Giornalismo di Palermo.

È attualmente coreferente per la Sicilia dell’Associazione Toponomastica femminile e docente del corso di Letteratura al Femminile al CUSCA (Centro Universitario Socio-Culturale Adulti) di Licata.

Collabora con numerose testate giornalistiche regionali e nazionali on line.

È autrice del libro Camicette Bianche, Navarra Editore 2014 e ha curato Le Mille. I primati delle donne, Navarra Editore 2016.

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