Margaret Eleanor Atwood

Ottawa (Canada) 1939 - vivente
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«Se scrivere romanzi, e leggerli, ha un valore sociale positivo, è perché ti spinge a immaginare come sarebbe essere qualcun altro. Qualcosa che, sempre più spesso, abbiamo tutti bisogno di sapere»[1]

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Poetessa, critica, saggista e scrittrice di romanzi versatile e prolifica, Margaret Atwood è senza dubbio la più importante scrittrice del Canada. Nata a Ottawa nel 1939 da Margaret Killam e Carl Edmund Atwood, è la seconda di tre figli. Ha un’infanzia abbastanza felice, ma solitaria: viene infatti istruita a casa dalla madre e trascorre molte estati nelle foreste dell’Ontario e del Québec perché il padre è un entomologo. Quest’esperienza, a detta della stessa autrice, le provoca una sorta di «shock culturale»: nasce in lei un forte interesse per i luoghi in cui la natura è incontaminata, che però la porta a non sentirsi mai del tutto a suo agio in città. Questi sentimenti si manifestano soprattutto nel suo secondo romanzo, Surfacing (1972), che racconta la storia di una donna che fa ritorno alla sua città natale in Canada per ritrovare il padre scomparso. Nella casa della sua infanzia, la protagonista richiama alla mente tutti gli avvenimenti e i sentimenti di un passato che, poco a poco, prende il sopravvento su di lei portandola alla pazzia.
Nel 1957 Atwood si iscrive al Victoria College, University of Toronto, dove si laurea con il massimo dei voti. È lì che, influenzata da Northrop Frye e Jay Macpherson, scopre la letteratura canadese e vince la medaglia E.J. Pratt per la poesia con Double Persephone (1961), una raccolta di poesie in cui vengono messi in risalto sia i contrasti tra la vita e l’arte sia quelli tra le creazioni della natura e dell’uomo. In seguito consegue una laurea magistrale al Radcliffe College, Harvard, dove inizia il dottorato in letteratura americana e vittoriana, che decide però di interrompere per lavorare in varie università del Canada e fare il suo primo viaggio in Europa. La sua carriera di scrittrice inizia ufficialmente nel 1966 con The Circle Game, la raccolta di poesie vincitrice del Governor General’s Award che riprende nuovamente il tema del conflitto tra uomo e natura già trattato in Double Persephone. Atwood «è sempre consapevole della presenza degli opposti (l’io-l’altro, soggetto-oggetto, uomo-donna, uomo-natura) e del bisogno di accettarli e lavorare entro i loro confini»[2].
Nel 1967 sposa James Polk, conosciuto a Harvard, dov’era tornata per scrivere una dissertazione sul romanzo gotico.
Gli anni Sessanta si concludono con il trionfo del suo primo romanzo, The Edible Woman (1969), accolto dalla critica come miglior romanzo dell’anno; secondo il «Times» infatti «risalta su tutto il resto come una fatina di zucchero sopra una torta natalizia»[3]. Racconta la storia di Marian McAlpin, una donna disorientata all’interno di una società consumistica che minaccia di inghiottirla. Marian capisce che, in quanto donna, rappresenta ciò di cui la società si nutre per sopravvivere e che il matrimonio non è altro che una sorta di cannibalismo sessista. Appare quindi evidente l’animo femminista dell’autrice, che definisce però il romanzo «proto-femminista» perché anticipa gli anni chiave del movimento. Gli anni Settanta segnano una svolta nella vita di Atwood; in questo periodo diventa molto prolifica e pubblica tre romanzi, un libro di racconti, cinque libri di poesia, un libro per bambini e un saggio di critica letteraria. Con Surfacing e Survival: A Thematic Guide to Canadian Literature (1972), inizia davvero a suscitare l’interesse della critica affrontando il tema del nazionalismo e finalmente si afferma non solo come poetessa ma anche come scrittrice. Nel frattempo divorzia e si trasferisce in una fattoria vicino ad Alliston, Ontario, insieme al romanziere Graeme Gibson, da cui avrà una figlia, Eleanor Jess. Nel 1985 esce The Handmaid’s Tale, la sua opera più famosa, grazie alla quale vince il suo secondo Governor General’s Award, l’Arthut C. Clarke Science Fiction Prize e il «Los Angeles Times» Fiction Prize. Attraverso gli occhi di Offred, la protagonista, descrive la distopica realtà di Gilead, un’orribile America futuristica dove le donne sono completamente soggiogate dallo Stato. Il romanzo contiene molti degli elementi caratteristici delle opere di Margaret Atwood. È un romanzo fortemente politico, che non mostra solo i problemi dell’individuo all’interno della società, ma anche le dinamiche di potere tra uomo e donna. La cosa più importante del romanzo, però, ed è anche il fulcro dei lavori di Atwood, è che si legge facilmente e per questo è accessibile a un pubblico molto vasto; per Atwood il lettore modello è «qualcuno che legge il libro tutto d’un fiato, per vedere cosa succede»[4], e infatti in altri romanzi la narrazione è in prima persona e questo permette al lettore di sentirsi più vicino al protagonista. In ognuna delle sue opere i protagonisti (prevalentemente femminili) affrontano un percorso di crescita verso la consapevolezza della loro responsabilità morale. Atwood, tuttavia, rifiuta di fare appello a un’autorità finale; in questo modo le sue opere sono caratterizzate da finali aperti a nuove e molteplici possibilità che talvolta possono spiazzare il lettore.
Lo stile poetico e narrativo di Atwood sono caratterizzati dall’ingegno, l’ironia e il controllo della forma uniti a un interesse per la mitologia classica e popolare, soprattutto quella riguardante le donne. Tutte le sue opere alludono a testi appartenenti ai generi tradizionali, che tuttavia sovvertono. A Margaret Atwood piace riscrivere e reinterpretare la storia e la società attraverso nuovi punti di vista. È il caso di Alias Grace (1996), romanzo che si basa su fatti realmente accaduti nel 1843, quando Sir Thomas Kinnear e la sua governante, Nancy Montgomery, furono assassinati. Atwood decide però di non raccontare quanto è veramente avvenuto; la narrazione ruota attorno all’assassina, Grace Marks, in carcere già da otto anni. Grace racconta a un giornalista tutta la sua vita fino al giorno degli omicidi, che non ricorda a causa di un’amnesia. Tuttavia è con The Blind Assassin (2000), con il quale vince il Booker Prize, che si può vedere l’abilità di Atwood nel mescolare generi letterari diversi. Il romanzo ha in sé tutti le caratteristiche del romanzo gotico, eppure riesce a combinare il giallo, la fantascienza e il reportage giornalistico.
Leggendo i romanzi di Atwood si può notare che la sua scrittura si fonda su un forte senso di identità culturale in quanto scrittrice anglofona, bianca, canadese e donna; allo stesso tempo, però, sfida i limiti di queste categorie mettendo in dubbio gli stereotipi legati al nazionalismo e al genere femminile e smascherando le falsità culturali e i limiti artificiali imposti dalla società sulla nostra capacità di comprendere noi stessi e gli altri. «Sono convinta che i romanzi siano un mezzo per guardare la società, un punto d’incontro tra il linguaggio e quello che scegliamo di chiamare realtà, sebbene persino questa sia una materia molto malleabile» . L’attenzione di Atwood non si focalizza solo sul modo in cui le storie possono essere raccontate, ma anche sulla funzione intrinseca del linguaggio. Le parole cambiano nel corso del tempo e assumono significati diversi, quindi per l’autrice usare le parole adeguate nel giusto contesto è fondamentale. Quando si parla di femminismo, per esempio, non si può generalizzare: la definizione di «femminista» può significare qualsiasi cosa, dalle persone che pensano che gli uomini debbano essere spinti in un burrone a quelle che ritengono giusto che le donne imparino a leggere e scrivere. E in luoghi come l’Afghanistan, dire che è giusto che una donna impari a leggere e scrivere può essere considerata una posizione estremista. Per questo il contesto è sempre molto importate.
Ancora oggi, a settantatré anni, Atwood è un’attivista piena di energia: è portavoce degli scrittori canadesi, si batte per i diritti delle donne, dei nativi e per l’ambiente; assieme al marito vive all’insegna dell’ecosostenibilità. È stata presidentessa della Writers’ Union of Canada, di cui è una delle fondatrici, e ha presieduto il Canadian Centre of International PEN.

NOTE
1.Coral Ann Howells, Margaret Atwood, Macmillian Modern Novelist, London, 1996. (La traduzione di questa citazione, come di quelle successive, è mia).
2Sherrill Grace, Violent Duality: A Study of Margaret Atwood, Vehicule Press, Montreal, 1980.
3. Dr. W.S. Kottiswari, Postmodern Feminist Writers, Sarup & Sons, New Dehli, 2008.
4.literature.britishcouncil.org/margaret-atwood.
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Fonti, risorse bibliografiche, siti

The Feminist Companion to Literature in English, B.T. Baisford ltd, London, 1990.

Encyclopedia of Post-Colonial Literatures in English, volume 1, ed. by Eugene Benson and L.W. Conolly, Routledge, London and New York, 1994

The Cambridge Guide to Women’s Writing in English, ed. By Lorna Sage, Cambridge University Press, Cambridge, 1999

Coral Ann Howells, Margaret Atwood, Macmillian Modern Novelist, London, 1996

Voce a lei dedicata sul sito della Poetry Foudation

Voce a lei dedicata sul sito British Council Literature

Sito ufficiale

Opere principali

Narrativa

The Edible Woman, Toronto, McClelland and Stewart Limited 1969 (La donna da mangiare, traduzione di Mario Manzari, Parma, U. Guanda 2003)

Surfacing, Toronto, McClelland and Stewart, 1972 (Tornare a galla, traduzione di Fausta Alberta Libardi, Milano, Baldini Castoldi Dalai 2007)

Lady Oracle, Toronto, McClelland and Stewart 1976 (Lady Oracolo, traduzione di Fausta Alberta Libardi, Firenze, Giunti 1986)

Life Before Man, Toronto, McClelland and Stewart 1979

The Handmaid's Tale, Toronto, McClelland and Stewart 1985 (Il racconto dell’ancella, traduzione di Camillo Pennati, Milano, Tea 2007)

Cat's Eye, Toronto, McClelland and Stewart 1988 (Occhio di gatto, traduzione di Marco Papi, Milano, Tea 2005)

Alias Grace, Toronto McClelland and Stewart 1996 (L’altra Grace, traduzione di Margherita Giacobino, Milano, Tea 2010)

The Blind Assassin, Toronto, McClelland and Stewart 2000 (L’assassino cieco, traduzione di Raffaella Belletti, Milano, Tea 2005)

Poesia

Double Persephone, Toronto, Hawkshead Press 1961

The Circle Game, Toronto, Anansi 1966

The Journals of Susanna Moodie, Toronto, Oxford U.P. 1970 (I diari di Susanna Moodie, a cura di Biancamaria Rizzardi con sei collages dell’autrice, Albano Terme, Piovan 1985)

Power Politics, Toronto, Anansi 1971

Two-Headed Poems, New York, Simon & Schuster 1978

Saggistica

Survival: A Thematic Guide to Canadian Literature, Toronto, Anansi, 1972

Second Words: Selected Critical Prose, Toronto, Anansi 1982

Jennifer Perletti (NOE ISIT-Dipartimento di lingue Fondazione Milano)

Ha conseguito la laurea in Scienze della Mediazione Linguistica e un Master in Traduzione letteraria dall'Inglese e dal Tedesco presso le Scuole Civiche di Milano.

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