Margaret Sanger

Corning (New York) 1879 - 1966 Tucson, Arizona
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Sesta di undici fratelli, Margaret ha sedici anni quando sua madre, Anne Purcell, muore affetta dalla tubercolosi e di un tumore uterino, dopo ben 18 gravidanze. Il padre Michael Hennessy Higgins è uno scultore di monumenti funerari. Margaret riesce a seguire un corso per infermiere e, a 23 anni sposa l’architetto progressista William Sanger da cui avrà tre figli. Dal 1912 cura famiglie misere del Lower East Side, e inizia a scrivere per il «New York Call» la rubrica di educazione sessuale Quello che ogni ragazza dovrebbe sapere che incoraggia le donne alla maternità scelta e responsabile. A dispetto delle leggi Comstock contro l’oscenità, che vietano l’informazione sui metodi contraccettivi, distribuisce il pamphlet Family Limitation.
Dopo la morte per aborto di una sua paziente, nel 1914 lascia il marito, fonda il mensile «The Woman Rebel» in cui rivendica per le donne il diritto di disporre del proprio corpo e usa per la prima volta il termine “controllo delle nascite”. Viene arrestata, liberata su cauzione, ma non la paga. Fugge in Europa, in Olanda scopre l’esistenza del diaframma, metodo più efficace delle lavande con acido borico e delle pasticche di chinino che lei raccomandava, e rientra in patria un anno dopo, appena prima della morte della figlia Peggy.
Il 16 ottobre 1916, fonda a Brooklyn la prima clinica per la pianificazione familiare; il 25 la polizia la chiude, arresta lei e il resto de personale. Tutti sono condannati a 30 giorni in carcere, una sentenza confermata in appello, ma nel 1918 senza clamore un’altra sentenza autorizza i medici a prescrivere contraccettivi quando una maternità mette a rischio la salute della donna.
Il processo attrae nuovi sostenitori, e mobilita le femministe (non solo negli Stati Uniti) tra cui l’amica Katherine Dexter, seconda donna a laurearsi al Massachusetts Institute of Technology, prima a riceverne un dottorato in biologia, vice presidente della National American Women Suffrage Association e, una volta conquistato il diritto di voto, vice presidente della League of Women Voters. Celebre ereditiera bostoniana, disponeva anche di metà del patrimonio del marito Stanley McComick, sposato nel 1904 e dal 1909 ricoverato per demenza precoce; nel 1927, assistita da Margaret Sanger, ospiterà nella sua villa di Ginevra il primo vertice sulla popolazione mondiale (meno di 2 miliardi all’epoca, oggi di 6,8 miliardi) e negli anni Cinquanta finanzierà la ricerca di Gregory Pincus sulla pillola.
Nel 1921 Margaret fonda l’American Birth Control League (detta da qui in poi ABCL anche se cambierà nome più volte). L’anno dopo sposa il ricco petroliere James Slee, e nel 1923 anche grazie a Katherine McCormick che organizza l’importazione clandestina di diaframmi dall’Europa, apre a New York il Clinical Research Bureau (dal 1940 Margaret Sanger Clinical Research Bureau). È sì un centro di raccolta dati sull’efficacia dei contraccettivi e di studi sulla sessualità, ma soprattutto la prima clinica legale di controllo delle nascite con donne medici e operatrici sociali, un modello poi adottato nel resto degli Stati Uniti e del mondo.
Attivista instancabile, atea e socialista Margaret Sanger pubblica articoli e saggi in cui oltre a rivendicare il diritto alla contraccezione, denuncia l’oppressione delle donne da parte del patriarcato, delle chiese oscurantiste e del capitalismo. Con il tempo diventa meno radicale, un atteggiamento strategico per tentare di ottenere l’appoggio della classe media americana.
Durante la Grande Depressione torna d‘attualità la correlazione malthusiana tra fecondità e povertà, la causa del controllo delle nascite conquista consensi proprio mentre una minoranza di medici e di intellettuali ne mettono in discussione l’ideologia eugenetica. Margaret Sanger vuole che le donne ‘migliorino’ la specie, è favorevole alla legge che vieta l’ingresso negli Stati Uniti di «ritardati mentali, idioti, sifilitici, epilettici, criminali, prostitute» e ritiene da «scoraggiare e meglio prevenire la propagazione degli innegabili deboli di mente». «È un circolo vizioso: l’ignoranza genera la povertà e la povertà genera l’ignoranza. L’unica cura consiste nello smettere di generarle entrambe… Sulle fondamenta di una maternità volontaria e illuminata sorgerà la civiltà futura.»L’idea che la povertà sia una tara ereditaria e mini il “vigore della razza” non va confusa con il razzismo. Nel 1939 infatti, Margaret Sanger lancia il Negro Project perché anche la popolazione più povera degli stati del Sud abbia il diritto di decidere se e quando avere figli. Lei stabilisce che il personale dei consultori deve essere afro-americano (come in quello che aveva creato a Harlem) immaginando che negli stati segregati un personale simile sia presente e libero di esercitare il proprio mestiere, o che possa trasferirsi dagli stati del Nord senza incontrare un’opposizione violenta. La sua Division for Negro Service comprende corsi di educazione sessuale, la sperimentazione di metodi più semplici e meno costosi del diaframma come era avvenuto in precedenza nelle zone rurali depresse. Ma gli attivisti del nord sono cacciati via, i medici bianchi abusano del progetto per sterilizzare forzosamente donne e uomini di colore (comunque questo venisse definito), e la Lega decide di chiuderlo nel 1943 [1].Contraria alla depenalizzazione dell’aborto, che a suo avviso deve restare un delitto, e alla masturbazione, che ritiene una devianza dalle gravi conseguenze fisiche e psichiche, Margaret Sanger è in parte conservatrice eppure guida una rivoluzione che non si è ancora fermata. Negli Stati Uniti i suoi consultori passano dal 55 nel 1930 a più di 800 nel 1942; nel 1952 fonda l’International Planned Parenthood Federation, di cui rimane presidente fino al 1959, promuove la pillola e collabora all’apertura di nuove cliniche in Europa, in Asia e in Africa. Muore il 16 settembre 1966 nella sua casa Tucson, in Arizona, pochi mesi dopo l’abrogazione della legge che vietava l’accesso alla contraccezione alle coppie sposate. «Sebbene lavorasse per un controllo volontario delle nascite e per la sanità pubblica, il suo uso del linguaggio eugenetico ha probabilmente contribuito a giustificare le sterilizzazioni abusive», ha scritto la femminista americana Gloria Steinem nel 1998. «I suoi errori dovrebbero farci chiedere se non stiamo commettendo oggi errori analoghi. (…) Tuttavia con la parola e con gli atti ha guidato il più radicale e umano dei movimenti di trasformazione politica del secolo».
È merito suo (e di migliaia di donne che in alcuni paesi hanno pagato con la vita il proprio impegno per insegnare la contraccezione) se le previsioni di catastrofi malthusiane non si sono realizzate. È vero che la popolazione umana è quadruplicata tra il 1918 e il 2000 e sta esaurendo alcune risorse vitali del pianeta. Tra il 1975 e il 2007, però, il tasso di fecondità mondiale è calato da 4,6 a 2,3 figli per donna in età riproduttiva, e la tendenza non si ferma anche se ogni anno ci sono ancora 80 milioni di nascite indesiderate. È la prima volta nella storia dell’umanità che le nascite calano per scelta e non per colpa di guerre e catastrofi, anche se la popolazione crescerà ancora per qualche decennio perché diminuisce la mortalità infantile e s’allunga la durata media della vita.

NOTE
[1]1.Birth Control or Race Control: Margaret Sanger and the Negro Project, Newsletter n. 28 del 2001 a cura degli storici del Margaret Sanger Papers Project, Università di New York.
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Fonti, risorse bibliografiche, siti

Margaret Sanger, Woman and the New Race, 1920

Margaret Sanger, What Every Girl Should Know, 1920 (link)

Margaret Sanger, The Pivot of Civilization, 1922

Margaret Sanger, Happiness in Marriage, 1926

Margaret Sanger, My Fight for Birth Control, 1931

Margaret Sanger, An Autobiography, 1938

AA.VV., Motherhood in Bondage, 2000

Ellen Chesler, Woman of Valor: Margaret Sanger and the birth control movement in America, New York, Simon Schuster 1922

Vicki Cox, Vicki, Margaret Sanger: Rebel For Women's Rights, Chelsea House Publications 2004

Gloria Steinem, Margaret Sanger, in «Time Magazine», 13 aprile 1998, nella serie Le 100 donne più importanti del secolo

Elisa Caracciolo e Sylvie Coyaud

Elisa Caracciolo. Laureata in Scienze della Comunicazione, specializzata in Discipline Semiotiche e successivamente in Marketing, vive a Roma dove attualmente cerca di intraprendere l'avventura della copywriter in agenzie pubblicitarie.
Silvie Coyaud. Nata a Parigi, residente a Milano, parla di scienza alla radio dal 1987 e ne scrive su D-La Repubblica delle Donne, Il Sole-24 Ore,varie testate on-line e non e sul suo blog .
Va fiera di premi, medaglie e riconoscimenti per la divulgazione, in particolare che nel 2003 degli astronomi abbiano dato il suo nome a un asteroide e nel 2009 degli entomologi a un bel buprestide verde dai grandi occhi rossi, l'Agrilus coyaudi.
Ultimo libro: La scomparsa delle api, Mondadori, 2008.
Penultimo: Lucciole e Stelle, brevi storie di ricerche serie e no, LaChiocciola, 2006.

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