Maria Becket

Londra 1125-30 - ?
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Nata a Londra, intorno al 1125-30, da un ricco mercante di Rouen, Gilbert – che ricoprì anche la carica di sceriffo sotto re Stefano d’Inghilterra – e da una borghese di Caen di nome Matilde, Maria Becket fu la sorella minore di Tommaso Becket, il celebre primate di Canterbury, che, brutalmente assassinato il 29 dicembre 1170 per mano di quattro cavalieri del re Enrico II Plantageneto, a seguito della sua strenua opposizione alla regalità per la difesa dei diritti della Chiesa, divenne uno dei santi più popolari del Medioevo, il cui culto si estese presto fino alle estremità del mondo cristiano.
Sulle vicende personali di Maria Becket non conosciamo molto, a parte il fatto che fu costretta dal Plantageneto, dopo il 1165, a lasciare l’Inghilterra insieme a tutti i parenti e ai familiares dell’arcivescovo, per riparare in Francia, dove sarebbe rimasta per circa sei anni insieme al fratello, che lì aveva trovato il sostegno e la protezione benevola del re Luigi VII.
Nella primavera del 1173, poco più di due anni dopo l’assassinio di Tommaso Becket, Enrico II, per riparare alla morte violenta dell’arcivescovo, su insistenza di Odone, priore di Canterbury, letterato e amico di Becket, elesse Maria badessa del più influente monastero femminile del regno: l’abbazia di Barking, nell’Essex, non lontano da Londra, dove si monacavano dame dell’alta aristocrazia, regine, vedove di baroni, contesse e figlie di re.
Al momento della sua elezione a badessa, Maria era una donna matura, secondo i canoni dell’epoca, vedova, forse già da prima del 1168, e madre di almeno due figli (Goffredo e Gilberto, gli unici due nipoti di cui, peraltro, si trovi traccia nella corrispondenza di Tommaso Becket).
L’evento della nomina di Maria Becket a badessa di Barking fu registrato da vari autori, fra i quali Gervase de Canterbury, Ralf de Diceto, e Matthieu Paris[1].
Un interessante ossequio a Maria Becket, al tempo in cui fu badessa di Barking, le fu rivolto inoltre dal chierico e poeta francese Guernes de Pont-Sainte-Maxence, che fra il 1172 e il 1175 lasciò il continente e si trasferì a Canterbury, per raccogliere di prima mano informazioni sulla vita del santo martire allo scopo di scrivere quella che è considerata la prima e più importante biografia di Tommaso Becket in lingua d’oïl: la Vie de Saint Thomas le Martyr. Nell’explicit del suo poema, che è tradito dal manoscritto della Biblioteca Nazionale di Parigi, fr. 13513, Guernes ringrazia la badessa e le consorelle per le informazioni fornitegli sul santo martire, per l’ospitalità ricevuta e per i ricchi doni concessigli.
La fine dell’abbaziato di Maria Becket è fissata al 1180, quando Enrico II designò badessa di Barking una propria figlia illegittima, la giovanissima Matilde. Ciò non significa che Marie fosse morta a quella data. Pare più probabile invece che data l’età della figlia del re la sua elezione non fosse altro che un atto formale e che Maria sia stata affiancata a Matilde nel controllo dell’abbazia.
Sotto la guida di Maria Becket, l’abbazia regale di Barking ricevette uno stimolo intellettuale fortissimo, tanto che negli anni in cui rimase in carica, dal 1173 al 1180 circa, assistiamo alla redazione, in quel contesto, di ben tre testi agiografici anglo-normanni, ovvero una Vie d’Edouard le confesseur di un’anonima monaca, la Vie de sainte Catherine di Clémence e la Vie seinte Audree, poemetto su Santa Eteldreda di Ely, regina e badessa sassone, che la critica attribuisce ormai concordemente a Marie de France, la prima voce femminile della letteratura antico-francese, la cui figura storica, è stata da Carla Rossi a seguito di complesse indagini storiche, collegata proprio a Maria Becket.

NOTE

1. Nella Chronica majora (II, 287) così scrive: «Eodem anno [1173], Maria soror ejusdem sancti martyris, rege jubente, facta est abbatissa Berkingensis».
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Fonti, risorse bibliografiche, siti

Emily Mitchell, Patrons and Politics at Twelfth Century Barking Abbey, in «Revue Bénédictine», 113, fasc. 2 (2003), pp. 347-364.

Carla Rossi, Marie, ki en sun tens pas ne s'ublie. Marie de France: la storia oltre l'enigma, Roma, Bagatto Libri, 2006.

Carla Rossi, Marie de France et les érudits de Cantorbéry, Paris, Éditions Classiques Garnier («Recherches littéraires médiévales», 1), 2008.

W. Urry, Some people and places in Canterbury connected with the story of Thomas Becket, in «Canterbury Cathedral Chronicle», 65 (1970), pp. 84-95.

Jocelyn Wogan-Browne, Clerc u lai, muone u dame. Women and Anglo-Norman Hagiography in the Twelfth and Thirteenth Centuries, in Women and Literature in Britain 1150-1500, a cura di C.M. Meale, Cambridge, 1993, pp. 61-85.

Guernes de Pont-Sainte-Maxence, La Vie de Saint Thomas de Canterbury. Editée, traduite et annotée par J.T.E. Thomas, 2 vol. (I. Introduction, texte et traduction; II. Apparat critique, notes et tables), Louvain-Paris 2002 («Ktηmata», 15-16).

Serena Modena

È Dottore di ricerca in Scienze linguistiche, filologiche e letterarie (indirizzo di Romanistica) dell'Università degli Studi di Padova, dove è attualmente assegnista di ricerca in Filologia Romanza. Ha svolto attività di ricerca anche presso l'Università degli Studi di Verona e l’Università di Ginevra. Collabora al progetto RIALFrI (Repertorio Informatizzato dell'Antica Letteratura Franco-Italiana) e al sito web ARLIMA (Archives de Littérature du Moyen Âge). Ama il cinema diretto e scrive racconti in versi per bambini.

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