Maria Teresa Azzali in Solari*

San Martino dell'Argine (Mantova) 1902 - Milano 1978
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*Il testo di questa voce è tratto da www.biografiesindacali.it

Nacque a San Martino Dall’Argine il 12 gennaio 1902. A diciotto anni si trasferì a Milano. Durante il regime svolse un’intensa attività antifascista e, dopo l’8 settembre 1943, fu tra le dirigenti dei Gruppi di difesa della donna, con un ruolo importante nello sviluppo dei gruppi di fabbrica, nei collegamenti e nell’insurrezione dell’ospedale di Niguarda – dove, grazie al suo lavoro e a quello di Giovanna Molteni, venne organizzato il primo Comitato di liberazione nazionale interno – e nella diffusione dei numeri clandestini di «Noi Donne», l’organo di stampa dei Gruppi di difesa della donna:

Eravamo nel gennaio del 1944 e la guerra durava rabbiosa, ma i nostri gruppi si erano moltiplicati nelle fabbriche, nei caseggiati, negli uffici, in città ed in provincia, sviluppando un crescendo di intensità la lotta contro il nemico nazifascista. Mancava un’arma, un giornale che ci permettesse di aiutare le donne a capire le ragioni della lotta, le informasse degli avvenimenti, servisse per proporre iniziative […]. Ricordo ancora perfettamente quando, dopo aver stampato il primo numero cominciammo a distribuirlo. Io dovevo portare le copie alla Cesarina, operaia della Pirelli a Niguarda, che a sua volta doveva distribuirle alle attiviste del gruppo. Quando arrivai trovai tutte a quelle del gruppo riunite a casa della Cesarina: mi aspettavano. […] la Cesarina era riuscita, nonostante le razioni, a preparare una polenta squisita per tutte. Così a Niguarda, festeggiammo la nascita di Noi Donne.1

Parteciparono all’attività resistenziale anche le sorelle Maria Giuseppina, Bice – arrestata e deportata ad Auschwitz – e la cugina Maria Luisa, futuro sindaco socialista di San Martino Dall’Argine. Nel dopoguerra, Azzali continuò la sua attività politica come prima segretaria dell’Udi di Mantova e poi nel sindacato, come esponente della Commissione femminile della Camera del Lavoro di Milano, rivendicando migliori condizioni di lavoro per le donne, asili nido, camere di allattamento, parità salariale. Sulle colonne di «Battaglie del lavoro» si batteva perché le donne avessero più posti alla direzione dei sindacati in rapporto al numero delle lavoratrici nelle singole categorie.

In occasione della riunione straordinaria tenuta presso la Camera del Lavoro di Milano il 22 febbraio 1947, intervenendo sulle modalità organizzative della giornata internazionale della donna, presentava un ordine del giorno, approvato all’unanimità, in cui esortava tutte le organizzazioni sindacali a promuovere riunioni in tutti i luoghi di lavoro per chiedere l’applicazione integrale degli accordi esistenti che sancivano i diritti delle donne lavoratrici e per rivendicare come obiettivo immediato la parificazione dell’indennità di contingenza tra uomo e donna.

Morì nel 1978 a Milano.

  1. AA.VV., 1965.  ^

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Roberta Cairoli

Roberta Cairoli ha conseguito il dottorato di ricerca in “Società europea e vita internazionale nell’età moderna e contemporanea” presso l’Università degli Studi di Milano. Si occupa prevalentemente di storia delle donne e delle differenze di genere e di storia politica. Tra le sue pubblicazioni: Nessuno mi ha fermata. Antifascismo e Resistenza nell’esperienza delle donne del Comasco 1922-1945 (2006), e la cura di Fatti e idee della Resistenza: un approccio di genere (2013). Attualmente è membro del direttivo dell’Istituto di storia contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como, ricercatrice del Centro Lumina di Milano e socia della Società Italiana Storiche.

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