Milena Agus

Genova, 1955 - vivente
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“Non bisognerebbe mettere ordine nelle cose, ma assecondare il casino universale e suonarci sopra”

(Mal di pietre, 2006).

Figlia di un militare di marina, Milena nasce a Genova da una famiglia sarda. La Sardegna è l’orizzonte della sua scrittura – e della sua lingua. Dai tempi delle medie vive nella sua città: Cagliari. Oltre a scrivere, insegna italiano e storia in una scuola superiore. Ha un compagno e un figlio musicista che vive a Parigi. Pubblica romanzi dal 2005, e la sua opera è tradotta in molte lingue. Ha ricevuto, tra altri riconoscimenti, il premio Zerilli-Marimò a New York (2008) per Mal di pietre. Questo suo secondo romanzo ha avuto un grande successo in Francia prima che in Italia 1 dove oltre ad aver ricevuto recensioni prestigiose su “Le Monde”, “Le nouvel osbservateur”, è divenuto nel 2015 il soggetto di un film (diretto da Nicole Garcia e interpretato da Marion Cotillard).
Nella vita Milena Agus è riservata e timida. Non ama apparire né farsi intervistare. Nel gennaio del 2007, quando gli ascoltatori di RAdio3_Fahrenheit (il programma più noto della radio che parla di libri), eleggono Mal di pietre libro del mese, lei non rilascia dichiarazioni per l’emozione. La Agus insegnante nasconde l’essere scrittrice ai suoi allievi, in particolar modo alle classi per lo più maschili di un Istituto tecnico dove ha insegnato per anni italiano e storia (“a queste latitudini, è un’impresa sovrumana”).2 Forse per quelle scene di sesso immancabili nei suoi romanzi, che risulterebbero imbarazzanti per quei ragazzi, ancor più perché scritte dalla loro professoressa. In un piccolo saggio sulla scrittura pubblicato nel 2007, Perché scrivere, la scrittrice dedica alcune pagine proprio al compito dell’insegnante: appassionare i giovani alla letteratura. “Scrivere è la tana che mi porto sempre dentro”: ogni giorno scrive sui suoi quaderni (pensieri, emozioni, immagini e parole) e quel materiale lo riporta poi su file, lo riordina – “è una scelta che c’è” – prepara l’ordito (l’impostazione) e continua la tela. 3
Scrive da sempre ma pubblica alle soglie dei cinquant’anni. Qualcosa cambia quando legge di una nuova casa editrice, Nottetempo, che ha la particolarità di pubblicare in formati piccoli, poco ingombranti, e a caratteri grandi. Nottetempo è stata fondata da Ginevra Bompiani e Roberta Einaudi. Milena trova i libri di Nottetempo “profondi, ma anche lievi, aerei”, come del resto sono i suoi. A ottobre del 2004 invia il suo manoscritto e nove mesi dopo riceve una telefonata da parte di Ginevra Bompiani che le annuncia l’intenzione di pubblicarlo. Lei crede di essere vittima di uno scherzo. Nel 2005 Nottetempo pubblica il suo primo romanzo Mentre dorme il pescecane.
Il suo secondo editore è Tiligù di Cagliari, una piccola casa editrice di libri per bambini – fondata nuovamente da due donne: Marcella Saddi e Daniela Zemp – che ottiene da Nottetempo i diritti per pubblicare Il vicino, una favola a lieto fine per adulti illustrata da Giorgio Podda, con l’accordo di una distribuzione geografica limitata. 4).
Tutti i lavori di Milena Agus sono brevi, si leggono in un soffio. Le sue storie sono tessute su emozioni universali, amore, paura, morte, malattia e molti sono i riferimenti autobiografici: la musica, la scrittura, la rete delle relazioni e dei luoghi familiari. Della favola c’è il doppio registro, il piano fantastico e quello reale e una scrittura piana e chiara. Nonostante l’effetto “liscio” e semplice del suo stile, c’è un lavoro di pulizia e di ricerca linguistica. Le ambientazioni e i caratteri sono per la maggior parte isolani, a cui si aggiungono un uso garbato di parole ed espressioni sarde e l’omaggio, nei nomi, a Grazia Deledda. “Leggo quasi tutto ciò che scrivono i miei conterranei. – dice Milena – In particolare sono molto affezionata a Niffoi e Soriga” 5. Una scrittrice a cui deve molto è per sua stessa ammissione Natalia Ginzburg: “Ho letto e riletto Lessico famigliare. Un vero faro, per la capacità di parlare dell’universale partendo dal particolare, dalle cose più piccole e umili. Ma senza ombra di minimalismo: nel suo straccio per lavare per terra, nella sua minestrina, c’è il mondo. Amo la Ginzburg anche per l’ironia. Quando qualcuno mi dice che si è divertito a leggere qualcosa che ho scritto, per me è il complimento più bello.” 6
E l’ironia non manca di certo nelle storie familiari di Milena: in ognuna c’è sempre un racconto di famiglie diversamente normali che genera umorismo, anche nelle situazioni più drammatiche. Per esempio nella ricorrenza dell’idea del suicidio, messo in atto o tentato dai suoi personaggi: “Forse l’ironia nasce da questa idea e anche dal fatto che a forza di far volare dai balconi e dentro i pozzi le mie protagoniste, loro si suicidano al mio posto e io mi salvo!
È una storia familiare il suo romanzo rivelazione (2006), Mal di Pietre: la storia della nonna affetta “dal male misterioso di far fuggire l’amore” (per lei “la cosa principale”) narrata dalla nipote. La nonna si sposa tardi e non riesce ad avere figli. La causa apparente della sua infertilità sono i calcoli renali – in sardo “mal di pietre” -, però è “il male minore perché il male peggiore era nella testa”. Considerata una “matta”, fin da bambina la nonna coltiva la sua ricca immaginazione e attraverso la scrittura immagina un’altra vita che diviene più vera di quella reale. Soltanto il Reduce, la figura magica, conosciuto alle terme, la incoraggia: “Non smetta di immaginare. Non è matta. Mai più creda a chi le dice questa cosa ingiusta e malvagia. Scriva”. Molto tempo dopo il quaderno della nonna, nascosto assieme alla lettera del Reduce nella casa di famiglia, finisce nelle mani della nipote e la storia si ribalta nel finale.
C’è sempre un “colpo di scena” legato alla scrittura che può cambiare l’ordine delle cose, spiega Milena Agus: “È sempre qualche cosa che misteriosamente interviene e sposta tutte le cose in modo inaspettato che è la mia idea più simpatica di Dio… poter mettere le mani al momento giusto al posto giusto” 7.
Di Dio, della sua esistenza e del suo manifestarsi, si discute molto proprio nel romanzo d’esordio Mentre dorme il pescecane (2005), ispirato nel titolo alla favola di Pinocchio. Nella vita può accadere di stare nella grande bocca del pescecane, sentirsi “bell’e e perduti”, ma con un po’ di fortuna si riesce talvolta a scappare fuori “mentre (lui) dorme” – il colpo di scena o Dio -, scampando così al dolore e alla morte. In questa storia dal linguaggio crudo, stupiscono l’ardire di alcune pagine di giochi di sesso sadomaso e un suicidio inaspettato. La voce narrante è della figlia/nipote. I familiari non si chiamano per nome, ma per relazione parentale: babbo, mamma, figlio, zia; sono la famiglia Sevilla Mendoza, sarda “sin dal paleolitico superiore”. Strutture parentali e familiari universali.
Fin dal primo romanzo colpiscono una autentica, originalissima, capacità affabulatoria, e uno stile e una poetica niente affatto comuni. I piani di realtà e di favola scivolano uno sull’altro fino a confondersi, i personaggi, soprattutto quelli femminili, sono creature strane coinvolte in relazioni precarie, spesso crudeli. Eppure tutti i suoi romanzi risultano lievi, gradevoli, allo stesso tempo crudeli e comici, mai scuri ma solari, non sono pietre ma “ali di babbo” 8).
Ali di Babbo (2008) è il titolo del suo terzo romanzo, magicamente ironico e surreale. La voce narrante è affidata a una quattordicenne cresciuta senza il padre: lei lo crede morto mentre in realtà lui l’ha abbandonata alla nascita. Il babbo continua ad apparirle con le ali: sono le lenzuola del suo letto sfilate dalla coperta che “si trasformavano e salivano su fino al soffitto”. Le ali di babbo sono il suo segreto, mentre racconta di “un esercito di vicini”, in particolare di Madame, così chiamata perché un giorno forse andrà a Parigi. Il nonno (ispirato a quello reale della scrittrice) la chiama “l’uomo nuovo” perché lei rifiuta di vendere ai costruttori stranieri la sua proprietà che affaccia sul mare – siamo nella costa orientale della Sardegna. La sua scelta impedisce a lei e ai suoi vicini di arricchirsi. La descrizione dell’isola è un gioiello in questa storia di povertà e in quel paradiso di terra Madame gestisce un “quasi albergo”, vivendo nell’indigenza; e sebbene tutti la credano matta, le vogliono bene – “come non volergliene” – per la sua estrema generosità. Generosa lo è anche con i molti amanti, ai quali concede prestazioni masochiste come una “cagna- padrona”. Madame crede nella magia, la usa per fare tutti più felici convinta che “senza la magia la vita è soltanto un grande spavento”.
L’anno successivo (2009) esce La contessa di ricotta ambientato in un palazzo di pregio nell’antico quartiere Castello di Cagliari dove abitano tre sorelle di una famiglia un tempo benestante, ognuna in un appartamento privato e ognuna con un sogno. Un figlio mai arrivato per Maddalena; tornare alla proprietà di tutto il palazzo per Noemi; trovare l’amore per la Contessa. Se la loro madre, figlia di un’egua (prostituta), ha potuto sposare un nobile (il padre), allora vale la pena sognare di cambiare la propria vita! La contessa esprime al meglio l’universo femminile di Milena popolato di donne a cui manca sempre qualcosa, fino a risultare goffe e marginali. La contessa ha persino “le mani” e “il cuore di ricotta”, è una donna goffa e triste, l’unica ad avere un figlio ma sempre insicura e inadeguata al mondo in cui vive. Intorno alla vita delle sorelle ruotano altri personaggi, perfino un gatto, ma tutto resta sostanzialmente com’è. Sempre avara di descrizioni reiterate e di anticipazioni, l’autrice riesce a illuderci che l’ordine delle cose possa cambiare, introducendo nel racconto anche elementi vitali: ma così stanno le cose.
L’altro suo “romanzo condominiale”, il cui intreccio è generato dalle storie dei molti inquilini che lo abitano, è Sottosopra del 2012 9. È ambientato in un palazzo nobile ma in un quartiere povero della marina di Cagliari, abitato da ricchi e poveri che sognano la vita degli altri, e vogliono passare dal piano sopra a quello sotto. La voce narrante è di una studentessa universitaria segnata dal suicidio del padre e dalla malattia mentale della madre che in questo stravagante vicinato trova una sua famiglia, sghemba ma autentica. Lei vuole riscrivere la storia d’amore tra i non più giovani Anna, sua amica, e Mr. Johnson. Qui tutto è al contrario, si rovescia come nel titolo. “Niente nella storia va per il suo verso: sarde ricche e americani poveri, madri svampite e figlie severe, adulti fragili e bambini saggi, uomini gay che fanno un figlio, anziani che trasgrediscono il mito senile della pace dei sensi” osserva Michela Murgia e di Milena Agus aggiunge “forse ha capito che non c’è romanzo possibile senza regole infrante”. 10
Nel 2014 esce Guardati dalla mia fame, scritto a quattro mani con Luciana Castellina è il romanzo meno carico di magia e di ironia della scrittrice di favole Milena Agus. Del resto metterla insieme alla storica figura della politica italiana è una scelta assai audace e stravagante di Ginevra Bompiani. Inoltre il romanzo si basa su un fatto di cronaca vera: un efferato delitto compiuto nel 1946 ad Andria in Puglia: quattro sorelle sono colpevoli di essere le proprietarie terriere che affamano il popolo e due di loro vengono barbaramente uccise per mano dei braccianti esasperati. La storia prende corpo a partire da due angolazioni diverse per narrare una vicenda realmente accaduta, quella di una trasposizione letteraria della “tragedia privata” delle sorelle Porro, firmata Agus e quella di una attenta e fedele ricostruzione del contesto storico politico, firmata Castellina.

  1. Mal de pierres, Edizioni Liana Levi, 2007), 50000 copie vendute e quattro ristampe in un mese in Francia.  ^
  2. La fragile trama della vita, Enrico Pau, 10-12-2011 in «La Nuova Sardegna», Sassari  ^
  3. Milena Agus, Festival Della Letteraura, Gavoi, 3 luglio 2008  ^
  4. Il Vicino, prima pubblicato per la serie “Corti di carta” in allegato al «Corriere della Sera», 2008. Sempre per Tiligù l’autrice pubblica con Ettore Cannas, scrittore e saggista e insegnante come lei, Nascosto al giorno. il piacere di leggere e scrivere (2012  ^
  5. “L’amore surreale di Milena Agus”. Alessandro Berretta in «il Corriere della Sera» 4-07-2008  ^
  6. Intervista di Francesca Frediani «La Repubblica/D», n. 542, 31-03-2007  ^
  7. Collegamento video di Milena Agus pubblicato sul sito di Nottetempo “Il colpo di scena”  ^
  8. Angeli che “volano sopra tutti noi; Per loro è un niente andare da qui a Cagliari e poi a Parigi e poi tornare qui” (Ali di Babbo, pag 125  ^
  9. Sottosopra ha scomodato accostamenti letterari con scrittori francesi dal George Perec di La vita, istruzioni per l’uso (La vie mode d’emploi, 1978), all’intreccio di vicende di palazzo parigino di persone facoltose narrate da una dodicenne nel romanzo di Muriel Barbery L’eleganza del riccio (L’Élégance du hérisson, Édition Gallimard 2006  ^
  10. “Sei sovversiva, lo sai?” e nella sua scorge “l’ombra lunga del deleddiano Canne al vento; è tra quelle pagine fatte di servi che uccidono i padroni e di figlie ribelli ai padri che forse ha capito che non c’è romanzo possibile senza regole infrante” in “Michela Murgia intervista Milena Agus”, Su «Io donna», 28 gennaio – 3 febbraio 2012  ^

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Mentre dorme il pescecane, Roma, Nottetempo, 2005
Mal di pietre, Roma, Nottetempo, 2006
Perché scrivere, Roma, Nottetempo, 2007
Scrivere è una tana. La Sardegna pure, in AA. VV. (a cura di Giulio Angioni), Cartas de logu: scrittori sardi allo specchio, Cagliari, CUEC, 2007
Il vicino, Cagliari, Tiligù, 2008
Ali di babbo, Roma, Nottetempo, 2008
La contessa di ricotta, Roma, Nottetempo, 2009
Nascosto al giorno. Il piacere di leggere e di scrivere (con Ettore Cannas), Cagliari, Tiligù, 2010
Sottosopra, Roma, Nottetempo, 2012
Milena Agus – Luciana Castellina, Guardati dalla mia fame, Roma Nottetempo, 2014
Mal di pietre di Milena Agus, Audiolibro (voce di Margherita Buy)

Marica Barghetti

Vive e lavora in Versilia, si occupa di formazione e di salvaguardia delle tradizioni locali. Ha prodotto documentari sulla trasmissione dei saperi artistici e artigianali. Ha organizzato per anni workshop di scultura e di pittura in Toscana per scuole d’arte americane. Per passione tiene corsi di cucina.

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