Nakano Takeko

Edo (Tokyo) 1847 - 1868
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Nakano Takeko passa alla storia come guerriera giapponese, precisamente del dominio di Aizu. Takeko nasce a Edo (l’odierna Tokyo), nell’aprile del 1847. È la primogenita di Nakano Heinai, un samurai e funzionario di Aizu, e di Nakano Kōko, figlia di Oinuma Kinai samurai al servizio di Toda del dominio di Ashikaga.

Bambina privilegiata, cresce dal 1853 al 1863, insieme a suo fratello minore Nakano Toyoki e sua sorella minore Nakano Yūko, studiando calligrafia e letteratura ed esercitandosi, al tempo stesso, nella disciplina delle arti marziali. La giovane viene classificata come Hasso-Shoken, una certificazione appartenente alla tradizione Itto-ryu che le riconosce ufficialmente la sua abilità nelle arti marziali e, grazie ad essa, trova un’occupazione presso la tenuta di Itakura, signore di Niwase, situata presso un dominio secondario nell’odierna prefettura di Okayama. Qui insegna naginata, un’arma che usano le onna-bugeisha, alla moglie del signore e lavora anche come sua segretaria.

Tuttavia, Takeko eccelle così tanto nell’insegnamento che il suo maestro, Akaoka Daisuke, nel 1863 decide di adottarla. Da questo momento la giovane guerriera segue il padre adottivo ad Aizu e comincia ad insegnare l’arte del combattimento con la naginata a delle giovanissime allieve, compresa sua sorella. In questo periodo Takeko comincia a studiare con grande entusiasmo le storie delle donne guerriere del vecchio Giappone, di generali e di imperatrici giapponesi. Ma tra tutte è la leggenda di Tomoe Gozen che la colpisce profondamente, sperando un giorno di poter dimostrare anche lei lo stesso indomito coraggio.

La giovane guerriera intanto, sotto l’ala protettrice del suo maestro, continua ad insegnare arti marziali in altre prefetture ma è solo nel 1868 che diventerà la protagonista assoluta di una decisiva battaglia durante la guerra Boshin. Ma andiamo con ordine: la guerra Boshin nasce da varie vicende belliche che si intrecciano dando vita a un conflitto civile tra due fazioni: i fedelissimi sostenitori dello shogunato Tokugawa e i fautori della restaurazione dell’imperatore Meiji. Takeko è schierata in difesa dello shōgun Tokugawa Yoshinobu e si distingue nella battaglia di Aizu combattendo con la naginata, arma perfetta per un combattimento ravvicinato. Nello scontro con le soverchianti forze imperiali Takeko, insieme a sua madre e sua sorella, combatte fino all’ultimo respiro comandando un intero corpo di donne guerriere. Queste donne avanzano in battaglia, attraverso la neve e la pioggia, in modo autonomo e indipendente a causa della decisione degli antichi funzionari di Aizu, soprattutto di Kayano Gonbei, di non voler gareggiare ufficialmente servendosi di donne. Ma davanti alla caparbietà di queste donne gli uomini si vedono costretti a cedere, assegnando loro il nome di “Esercito Femminile”.

Takeko, grazie ad una strana ironia della sorte, per volere di Furuya Sakuzaemon viene designata come leader delle “donne samurai” solo il giorno prima della sua morte. Durante la difesa al ponte Yanagi, sotto il suo comando, le donne scagliano le loro armi bianche contro quelle da fuoco delle truppe dell’esercito imperiale giapponese del dominio di Ōgaki, comandate da uno shaguma. Ma quando gli avversari si rendono conto che i loro nemici sono solo delle donne decidono di trattenere il fuoco per non ucciderle. Questa esitazione permette all’esercito sotto il comando di Takeko di avvicinarsi e di scagliarsi contro di loro. Gli uomini rimangono colpiti dalla furia letale delle donne di Aizu, infatti la stessa Nakano Takeko prima di morire, a causa di un colpo di fucile, uccide poco meno di una decina di uomini a colpi di naginata. Con la consapevolezza di stare per soccombere Takeko, per evitare che il nemico possa impossessarsi del suo cadavere e farne scempio, chiede a sua sorella Yūko di decapitarla e di seppellirla sotto un albero di pino nel Tempio di Hokai-ji di Fukushima.

Nakano Takeko muore il 10 ottobre del 1868, il suo corpo giace ancora presso il tempio insieme alla sua arma bianca. La memoria collettiva della guerriera è tenuta viva grazie a varie manifestazioni e rievocazioni storiche che si tengono ogni anno nel mese di settembre durante il Festival dell’autunno di Aizu. In questa circostanza ragazzi e ragazze in costume, abbigliate con hakama e con la testa cinta da fasce bianche, prendono parte al corteo storico citato sopra rievocando azioni di guerra. Si stima che Nakano Takeko abbia ucciso almeno centosettantadue samurai.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Stephen Turnbull, Samurai Women. 1184-1877, Osprey Publishing, 2010

Diana E. Wright, Female Combatants and Japan's Meiji Restoration: the case of Aizu, in War In History, vol. 8, n. 4, ottobre 2001, pp. 396-417