Olave Soames Baden-Powell

Chesterfield 1889 - Bramley 1977
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Un’infanzia trascorsa fra gli agi di una famiglia benestante e nella spensieratezza: Olave St. Claire Soames, terza figlia del birraio e pittore Harold Soames e di Katharine Hill, passa il tempo fra le occupazioni che l’educazione vittoriana riserva alle ragazze ricche: musica, disegno, sport.
Il fratello Arthur segue l’iter della public school e va a studiare fuori casa – diverrà ufficiale dell’esercito -, mentre per le sorelle Auriol e Olave la famiglia sceglie un’educazione privata, servendosi di istitutrici che sulle ragazze esercitano molta influenza. Quando Olave ha 12 anni, i genitori decidono che l’educazione ricevuta è sufficiente. Auriol è molto bella e la madre sogna per lei un matrimonio all’altezza della famiglia. Olave invece ha un forte legame con il padre mentre presto si incrina il rapporto con la madre.
Compagna di giochi è Sybil Mounsey-Heysham, con cui impara a suonare il violino; si esercita molte ore al giorno per diventare concertista. Anche Jean Graham ha influenza sulla ragazza che, da grande, ricorderà come l’ammirazione per la giovane colta, amichevole e affascinante, così come per l’amica Sybil, sia stata fondamentale per comprendere il potenziale del Guidismo (basato, come lo Scautismo, sul rapporto educativo fra ragazzi di età diverse attraverso l’esempio).
La famiglia è sempre in movimento: il padre, ipocondriaco e nervoso, è alla ricerca di un “paradiso originario” che corrisponda ai suoi ideali climatici e paesaggistici, mentre la madre detesta la campagna e ama Londra.
Durante i soggiorni londinesi, che da bambina non apprezza perché la allontanano dagli amatissimi cani e cavalli, Olave conosce il teatro e si appassiona a Shakespeare, frequenta concerti e si perfeziona come musicista. Eppure, nonostante esperienze varie e stimolanti, al termine di ogni anno annota riflessioni sull’inutilità della sua vita. Ha la sensazione di dover fare qualcosa per gli altri, condividendo la fortuna di cui può godere grazie alle ricchezze della famiglia: ancora ragazzina pensa di diventare infermiera, ma si sente rispondere che è troppo giovane.
Dopo numerosi traslochi, intervallati da soggiorni in città, nel 1908 la famiglia si trasferisce nel Dorset e Olave può trascorrere qualche ora in una casa per bimbi in condizioni disagiate dove trova un significato per la sua vita, ma la madre osteggia la scelta, «inutile per una ragazza di buona famiglia».
Auriol incontra l’amore accompagnando il padre in uno dei suoi viaggi ma sposa un uomo non abbastanza altolocato per soddisfare la madre: il matrimonio si celebra fra gli attriti familiari, registrati da Olave con distacco sul suo diario.
Timida e molto lontana nonostante i suoi 22 anni dal pensiero del matrimonio, Olave riconosce di essere incline al sentimento ma di non riuscire a distinguere l’amicizia dall’amore. La sua bellezza e le ricchezze della famiglia la rendono un buon partito ma sente di aspettare qualcos’altro che non sa definire, e così rifiuta numerose proposte.
Ecco come la sua vita cambia: nell’inverno del 1912 accompagna il padre in Jamaica; già alla partenza da Hampshire la ragazza nota un gruppetto di boy scout che accompagna l’eroe nazionale Robert Baden-Powell sulla sua stessa nave, l’Arcadian. Ai tempi della guerra boera, quando B.-P. si era fatto conoscere per le gesta compiute durante l’assedio di Mafeking, Olave aveva portato al collo la medaglia con il ritratto dell’eroe.
La giovane, quasi 23 anni, e “The Boy Scout man”, il generale, quasi 55, si innamorano e trascorrono il viaggio scoprendo coincidenze e affinità (lo stesso compleanno, la passione per Peter Pan, le idee sul servizio verso il prossimo, lo sport e le arti, perfino un incontro di due anni prima in cui lui l’aveva notata passeggiare con il cane a Londra…), dissimulando il loro legame per non dare scandalo. A fine gennaio Robert continua il viaggio per incontrare delegazioni di scout nei paesi del mondo dove il movimento, dal 1908, è attivo, mentre Olave rimane con il padre e le innumerevoli lettere e biglietti – prove del “bizzarro” corteggiamento.
Nonostante le difficoltà, alla fine di ottobre del 1912 i due si sposano in segreto, per evitare intrusioni della stampa. Una luna di miele nel deserto, in tenda, sotto le stelle del Nord Africa, con un uomo così più grande di lei che potrebbe essere suo padre, poi Olave torna alla civiltà e alla ricerca di casa: la nuova famiglia sarebbe presto aumentata dal momento che in occasione del primo anniversario di matrimonio nasce Peter.
Olave ama seguire Robert nei viaggi e negli impegni, diviene esperta del movimento e del metodo, acquisendo autorevolezza e capacità di parlare in pubblico. Continua a desiderare più di ogni altra cosa di essere utile al prossimo: tra il 1914 e il 1916, madre per la seconda volta, presta servizio per molti mesi in Francia, come volontaria a supporto delle forze alleate. La lontananza dai figli non le pesa sul momento, con il passare degli anni però si accorge di essere stata una madre poco presente, specialmente per i canoni moderni.
Olave inizia ad appassionarsi al Guidismo, branca femminile non ancora del tutto ufficiale dello Scautismo. Sembra che Robert inizialmente vedesse questa come una “pretesa” femminile; tuttavia, già nel 1910, aveva voluto che fosse creato un apposito comitato, presieduto dalla sorella Agnes, per organizzare le guide. Guide, non Girl Scout, perché a Robert preme distinguere i due movimenti anche nel nome: il metodo rivolto alle ragazze, è volto a formarne il carattere perché siano forti, indicando la strada a mariti e figli e così costruendo il futuro della nazione.
Agnes, donna dai molteplici interessi, ha tuttavia una visione del ruolo femminile che risente dell’educazione vittoriana, così lei e le sue colleghe faticano a far decollare il movimento. Dunque, pur rimanendo Agnes fondamentale per il Guidismo, il suo ruolo nel 1914 viene assunto dalla giovane e trainante Olave che sa dare slancio e modernità coinvolgendo donne capaci come leader e formatrici. Così Olave diviene Capo Guida d’Inghilterra (1918).
Pax Hill nell’Hampshire è la casa dove la famiglia si riunisce quando i due tornano dai frequenti viaggi intorno al mondo per contribuire allo sviluppo delle associazioni. Il periodo fra le due guerre è costellato di lunghi viaggi, assieme a Robert quando le esigenze dei movimenti lo permettono. Quello con il marito in India (1921) ha grande impatto su Olave, che si rende conto delle disparità sociali e delle responsabilità inglesi e ha modo di conoscere e apprezzare la figura di Annie Besant.
Nel 1930 è proclamata Capo Guida del Mondo.
Robert, ormai anziano smette di partecipare attivamente alla vita del movimento e i due si trasferiscono in Kenya, dove trascorrono gli ultimi anni insieme. Rimasta vedova nel 1941, dopo la guerra Olave riprende a viaggiare visitando guide e scout di ogni paese, scrivendo messaggi di pace, invitando i giovani a darsi da fare per rendere il mondo migliore, testimoniando l’importanza del ruolo delle donne come parte attiva e anzi trainante della società.
Muore nel 1977 ed è sepolta in Kenya al fianco del marito. Senza il suo personalissimo e moderno apporto, il ruolo delle donne nello Scautismo sarebbe stato certamente meno dinamico e centrale.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Olave Baden-Powell, Window on my Heart, London 1973

Eileen K. Wade, Olave Baden-Powell. The authorized biography of the World Chief Guide, London 1971

Chiara Mazzotti

Si occupa di storia antica, educazione, letteratura per ragazzi e teatro. Faparte dell’Associazione Rodopis perché crede che la conoscenza della storia antica servaa radicare i piedi nel presente per poterlo meglio leggere e a fare un grande esercizio diumiltà.

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