Pamela Ognissanti Luisi

Massa 1966 - Livorno 2002
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Pamela appartiene a una genìa di donne forti e sensibili, come il marmo delle Apuane che le ha viste nascere.
Nella famiglia Luisi, Pamela era la bisnonna, madre di Ilva, madre di Luisa, madre di Pamela e Fulvia, a sua volta madre di Pamela, nata nel 2003.
Dopo il trasferimento a Livorno e la separazione dei genitori, si fachiamare Luisi, scegliendo il cognome materno senza sentire la necessità diprocedure di cambio nome; verrà poi chiamata col cognome Ognissantinell’attività istituzionale, ma per chi l’ha incontrata è sempre stata solo Pamela.
Per mantenersi agli studi di ragioneria lavora come commessa in un negozio di abbigliamento. Dopo il diploma del 1989, presenta l’Associazione per la pace a Livorno al giornale locale «Il Tirreno» con queste parole: «I valori che hanno ispirato la creazione in tutta Italia di centri pacifisti di questo tipo sono facilmente intuibili: ricerca della giustizia, della non violenza, del non allineamento, del rispetto dei diritti e delle libertà, del rispetto delle differenze e della solidarietà. È proprio il tema della solidarietà ad esserci più vicino in questo momento: gli immigrati extracomunitari presenti nella nostra provincia sono in continuo aumento: dobbiamo essere solidali con loro, costruire occasioni concrete di socializzazione, trovare gli urgenti ma possibili rimedi legati ai problemi di soggiorno, assistenza sanitaria, tutela legale, diritto a lavoro autonomo e dipendente, alloggio, diritto allo studio e rappresentatività. L’obiettivo che dobbiamo porci per il prossimo futuro é inoltre quello di far crescere le istanze di autogoverno e i momenti associativi delle comunità, stimolare negli immigrati la consapevolezza di essere parte sociale, in grado cioè di poter sopportare i diritti e i doveri imposti dal vivere civile».
Nei giorni dei bombardamenti sull’Iraq, nel 1990, insieme ai pacifistilivornesi Pamela è sui binari che portano alla vecchia stazione San Marco,in una gelida notte di gennaio battuta dal libeccio, a cercare di impedire inmodo non violento il transito di armi e mezzi per la guerra.
La pratica politica di Pamela è entusiasta e concreta: la sua rabbia dinanzialle ingiustizie si traduce in ragionamenti, discussioni e poi subito lavoroper migliorare la situazione. Con un’autorevolezza e una capacità dicoinvolgere gli altri rara, specialmente per la giovane età, affronta temiscabrosi come il carcere, frequentando la struttura dell’Isola di Gorgona, ledipendenze da droga e alcool, l’immigrazione, la diversità di orientamentosessuale, la pace sempre unita alla giustizia, costringendo gli eredi delpartito comunista livornese a confronti aperti.
Segretaria di sezione del PDS, promuove il gemellaggio con la sezione di Capaci, dopo la strage, e ospita i ragazzi di un centro sociale siciliano impegnato sulla marginalità sociale e la lotta alla mafia.
All’associazionismo pacifista, a cui non ha mai rinunciato, aggiunge neltempo, negli anni ‘90, la militanza nella FGCI, le responsabilità diConsigliera di Circoscrizione, la segreteria di sezione, la fondazione diArci Solidarietà, la segreteria dell’Unione Comunale dei DS, ed è la prima donnaassessore all’Urbanistica del Comune di Livorno nel 1999.
In questo incarico promuove tra l’altro il recupero delle aree industrialinel centro e del quartiere Corea, nella periferia Nord della città, attivando ifondi europei.
Pamela è una donna bellissima: grandi occhi neri, capelli corvini, un sorriso caldo, aperto e luminoso, allegra e un po’ trasgressiva, capace di cogliere la felicità della vita e di considerare futili tanti problemi.
Suscita amori appassionati; si sposa con Alessandro Cosimi, medico, con cuicondivide un anno di permanenza in Gambia in un progetto dell’OMS.
Nel 1998 promuove l’istituzione a Livorno della Difesa Civica Comunale, come luogo di confronto, scambio tra Ente Locale e cittadinanza e di partecipazione.Alle amiche d’infanzia, Fiorella Di Gioia e Barbara Papi, si aggiungono nel tempo rapporti intensi, nati sulle comuni passioni politiche, con persone molto diverse tra loro: a Livorno  Rossella Lupi, Simona Cerrai, Marco Filippi,  Teresa De Lauretis, Massimo Guantini, Valeria Cioni, Luciano De Majo, Luca Bussotti, Mila Cionini, Alfio Baldi, Marco Solimano, Marino Marinelli, Mario Spinelli, a livello nazionale la Presidente della Camera Nilde Jotti che la incontra e la incoraggia a occuparsi di politica ai tempi della FGCI, la senatrice di Rifondazione Comunista Edda Fagni, il Presidente della Regione Toscana Claudio Martini.
Ricco e articolato il rapporto di Pamela con il femminismo e il Centro Donna che nasce a Livorno nel 1984. Pamela esprime con tutta la sua vita un inno alla libertà femminile, non accetta le politiche di pari opportunità perché rifiuta in modo netto la visione delle donne come soggetto debole, ripudia ogni forma di vittimismo femminile, tuttavia per il protagonismo della madre Luisa nel movimento delle donne cittadino, preferisce esprimersi in ambiti diversi.
Manca l’8 febbraio 2002 per una malattia manifestatasi 6 mesi prima,nonostante la quale presta la sua attività di assessore fino all’ultimo giorno.Ricorda il Sindaco dell’epoca, Gianfranco Lamberti «l’ultima e-mail sul piano di Corea mi consigliava di resistere ad occasionali tentazioni, di essere coerenti, rigorosi; mi consigliava di non farmi distrarre dall’occasionale: un cittadino poteva trarre vantaggio dal rinvio di un avvenimento, ma occorreva guardare a quanti altri si sarebbero giovati del rigore in quella occasione».
Lo stesso Lamberti, nel conferire alla sua memoria la Livornina d’Oro, massima onorificenza del Comune di Livorno, l’8 febbraio 2003 afferma che «si è spezzato un percorso che avrebbe sicuramente meritato esiti assai importanti».
A lei Alessandro Cosimi dedica l‘elezione a Sindaco nel 2004 dichiarando: «Pamela sarebbe stata un magnifico Sindaco della nostra città».
La madre ne ha disperso le ceneri lungo la scogliera livornese, nel mare chetanto Pamela amava, al cui orizzonte si staglia il profilo di donna dell’isola di Gorgona.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Rassegna stampa de «Il Tirreno»

Conferimento della Livornina d’Oro - Comune di Livorno

Lettere di amiche-i, colleghe-i

Interviste con familiari e amiche-i, colleghe-i

Amicizia dell’autrice

Maria Pia Lessi

Nata e vissuta a Livorno, è titolare di uno studio legale, ha ricoperto incarichi di vicepretore onorario, difensore civica, assessore. Fra le fondatrici del Centro Donna della sua città, fa oggi parte dell'associazione Evelina De Magistris. Ama la scrittura, il mare, le piante, i miti greci. È autrice di Abbecedario del lavoro femminile, Del Bucchia, 2011, con Jacqueline Monica Magi e Antonella Faucci.

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