Petra Kelly

Günzburg (Baviera) 1947 - Bonn 1992
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Petra Karin Kelly è stata una politica e attivista, cofondatrice del Partito “Die Grünen” (i Verdi) in Germania Occidentale; il suo impegno si è profuso nel portare a sintesi ecologismo, femminismo e pensiero nonviolento.

Petra Karin Lehmann nasce a Günzburg il 29 novembre 1947. Nel 1954 la madre Marianne e il padre Richard Siegfried Lehmann divorziano; la madre nel 1958 si risposa con John Edward Kelly, tenente colonnello statunitense, da cui Petra acquisisce il cognome, mantenendo tuttavia la cittadinanza tedesca. Alla fine del 1959, la famiglia si trasferisce negli Stati Uniti. La Kelly frequenta la Hampton High School, diplomandosi nel 1966. Nello stesso anno si iscrive alla School of International Service all’American University di Washington D. C. La Kelly partecipa alla campagna elettorale prima per Robert F. Kennedy e, in seguito, per Hubert Humphrey, nelle elezioni del 1968. Conseguita la laurea in Relazioni Internazionali, nel 1970 torna in Europa. Nel maggio del 1971 ottiene il Master in Integrazione Europea presso l’Università di Amsterdam e svolge incarichi presso le istituzioni europee.

Negli anni delle proteste contro il nucleare, Petra Kelly è a Wyhl, nel Baden-Württemberg, dove incontra i “Giovani europei federalisti” (“Jef”), tra cui Jo Leinen, e si confronta con l’attivismo “dal basso” che segnerà poi tutta la sua idea di politica, iniziando altresì a scrivere per la Rivista “Forum E”.

Nel 1979, la Kelly contribuisce a fondare il partito “Die Grünen” (i Verdi), da lei definito “partito anti-partito”, che presto diviene noto a livello transnazionale. 

Il primo novembre del 1980 incontra per la prima volta Gert Bastian, un ex generale, nato a Monaco il 26 marzo 1923, che diventa il suo assistente e compagno.

Nel 1982 la Kelly vince l’Alternative Nobel Prize della Right Livelihood Foundation di Stoccolma «per aver ideato ed attuato una nuova visione che unisce le preoccupazioni ecologiche a disarmo, giustizia sociale e diritti umani».

Nel 1983 è eletta al Bundestag ed è successivamente rieletta nel 1987.

Tra coloro che hanno ispirato Petra Kelly vi sono intellet­tuali femministe come Emma Goldman e Alexandra Kollontai, nonché Gandhi, Martin Luther King Jr., Henry Thoreau e Vaclav Havel.

Con un impegno febbrile, Petra Kelly partecipa a conferenze, tiene discorsi, scrive saggi e viaggia senza sosta per il mondo, rappresentando un ponte fra il movimento ambientalista europeo e quello d’oltreoceano.

Ritenendo necessario rivedere il modello economico dominante per sanare le ingiustizie sociali, la Kelly si oppone al nucleare e promuove l’utilizzo delle rinnovabili come risposta al depauperamento insostenibile delle risorse; si batte per la protezione della biodiversità, coerentemente con la filosofia buddista che prevede il rispetto di ogni essere vivente, e pone in primo piano le donne in vista di un rinnovamento globale del sistema sociale.

 La Kelly afferma ripetutamente che certi temi, come il diritto alla vita e il diritto ad un ambiente sa­lubre, non siano negoziabili, rifiutando di scendere a compromessi su principi come i diritti umani e la nonviolenza.

Rientrano nella visione dell’ecologismo e del femminismo della Kelly la lotta per la pace globale e il disarmo, nonché per una giustizia sociale ed ecologica (che implica anche una limitazione dello sfruttamento delle risorse e la cessazione dello sfruttamento dei lavoratori ed, in generale, delle popolazioni più povere); la tutela dei diritti umani (con un’enfasi sui diritti delle donne e delle minoranze etniche) e la cura dei bambini e dei più deboli; la protezione dell’ambiente e del pianeta terra; nonché, infine, l’antipolitica.

Nelle elezioni del 1990 per il nuovo parlamen­to dopo l’unificazione, i Verdi nella Germania occidentale non ottengono seggi. Petra Kelly, terminata la sua attività politica, si dedica quindi a conferenze e pubblicazioni.

Nell’ottobre 1991 il Sunday Times di Londra pubblica 1000 Makers of the Twentieth Century, nel quale è inserita anche Petra Kelly.

Il 19 ottobre 1992, i corpi di Petra Kelly e Gert Bastian vengono rinvenuti nella loro casa a Bonn. 

Secondo la polizia, Petra Kelly è stata uccisa con un colpo di arma da fuoco da Bastian, che si sarebbe poi tolto la vita. Il decesso sarebbe avvenuto molto probabilmente il 1 ottobre. Kelly riposa nel cimitero di Würzburg, in Baviera.

 

 

Fonti, risorse bibliografiche, siti

V. Cavanna, Petra Kelly. Ripensare l’ecopacifismo, Interno4 Edizioni, Rimini 2017

S. Parkin, The Life and Death of Petra Kelly, Pandora, Londra 1994

P. Kelly, Fighting for Hope, Chatto & Windus, Londra 1984

P. Kelly – G. Paige – S. Gilliatt (a cura di), Nonviolence Speaks to Power, Centre for Global Nonviolence, Hawaii 1992

P. Kelly, Thinking Green! Essays on Environmentalism, Feminism, and Nonviolence, (a cura di A. Kotler), Parallax Press, Berkeley 1994

Valentina Cavanna

Si è laureata cum laude e dignità di stampa in Giurisprudenza, con una tesi in Diritto Amministrativo dal titolo Profili giuridico-amministrativi delle Valutazioni di Impatto Ambientale e Ambientale Strategica. Ha ottenuto, altresì, la laurea cum laude e dignità di stampa in Scienze Internazionali e Diplomatiche, con una tesi in Storia delle Dottrine Internazionalistiche dal titolo Ecologismo e femminismo nel pensiero di Petra Kelly. Esercita la professione di avvocato, occupandosi in particolare di Diritto dell’Ambiente. È autrice di numerose pubblicazioni sulle principali Riviste del settore e tiene corsi in materia ambientale. È cultore della Materia in Istituzioni di Diritto Pubblico presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Genova.

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