Samah Salaime

Tur'an (Israele) 1975 - vivente
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È nata nel nord di Israele da una famiglia di rifugiati. La maggior parte della sua famiglia vive in campi profughi sparsi in diversi Paesi del mondo. Sogna il giorno in cui tra israeliani e palestinesi ci sarà la pace, “alcuni membri della mia famiglia torneranno, e potremo costruire una casa”.

Assistente sociale, ha una specializzazione in studi di genere conseguita presso la Hebrew University di Gerusalemme. È inoltre ricercatrice e attivista sui temi dell’educazione di genere nella società palestinese, nell’imprenditoria sociale e nelle relazioni tra maggioranza e minoranza. Collabora con alcune testate nazionali tra cui Haaretz.

Nel 2009 – dopo aver conosciuto di persona, per lavoro, la drammatica condizione di discriminazione vissuta da molte donne arabe in Israele (in particolare nelle città a popolazione mista arabo-ebraica) – ha fondato l’associazione Naa’m – Arab Women in the Center. L’associazione si batte contro la violenza domestica e i cosiddetti “delitti d’onore”, la discriminazione delle donne nell’ambito del mercato del lavoro, il diffuso atteggiamento patriarcale e i matrimoni precoci. Lo fa attraverso vari programmi e attività, tra cui quella di lobbying alla Knesset e una cooperativa di ricami tradizionali palestinesi che dà lavoro a diverse donne.

Nel suo impegno, Samah si è sempre sentita supportata dalla sua famiglia e in particolare dalla madre, dalle sorelle e, ora, dai suoi tre figli maschi: il loro sostegno, soprattutto, la rende felice e piena di orgoglio.

“I can proudly say that I enlisted in the most gentle – and largest – army in the world, which tries to lead the longest and quietest revolution in human history: the feminist revolution” (“Posso dire con orgoglio di essermi arruolata nell’esercito più gentile – e più grande – del mondo, che cerca di guidare la più lunga e silenziosa rivoluzione della storia dell’umanità: la rivoluzione femminista”). È una frase che ama molto, e che sente ben rappresentarla.

Abita dal 2000, con il marito Umar e i figli, nel Villaggio di Neve Shalom Wahat al Salam (“Oasi di pace” in ebraico e arabo), su una collina a metà strada tra Gerusalemme e Tel Aviv. Il Villaggio è oggi l’unica comunità in Israele in cui famiglie ebree e arabe, tutte di cittadinanza israeliana, vivono insieme per scelta, e insieme hanno scelto di far studiare i propri figli, in un clima di riconoscimento reciproco e dialogo alla pari.

Nel 2015 per il suo impegno contro la violenza sulle donne e a favore della parità di genere ha vinto un importante premio per i diritti umani, il New Israel Fund Human Rights Award.

 

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Naa’m - Arab Women in the Center: https://www.facebook.com/NaamAWC/

Neve Shalom Wahat al Salam: https://www.wasns.org/

Giulia Ceccutti

Nata a Milano (1978), è laureata in Lettere moderne e lavora a Milano in ambito editoriale. Conosce profondamente l’opera letteraria di Lalla Romano e ha collaborato a lungo con l’Associazione Amici di Lalla Romano per la redazione di testi. Sensibile ai temi del dialogo e della gestione dei conflitti, segue dal 2004 la realtà israelopalestinese e delle associazioni che in quel contesto operano per la pace, collaborando con l’Associazione italiana che sostiene in Israele il Villaggio di Nevé Shalom – Wahaat as Salam, nel quale vivono insieme per scelta famiglie israeliane e palestinesi di cittadinanza israeliana.

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