Suzanne Valadon (Marie-Clémentine Valadon)

Bessines sur Gartempe, 1865 - Parigi, 1938
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Suzanne Valadon, donna, modella e pittrice è perlopiù ricordata per essere stata la madre del più noto artista Maurice Utrillo (Parigi 1883 – Dax 1955). Suzanne fu identificata come la donna amante e modella degli artisti più influenti dell’epoca, una ribelle dal temperamento particolarmente vivace, con un percorso artistico per nulla marginale.
Marie-Clémentine Valadon, nasce da padre ignoto e da una madre, spesso ubriaca, che all’età di nove anni la manda a lavorare in una sartoria. Per rendere intrigante la sua storia Suzanne racconterà di essere stata trovata ancora in fasce sui gradini della cattedrale di Limoges e di essere solo la figlia adottiva di colei che, in realtà, era la sua vera madre. Giovanissima svolge diversi lavori da cameriera e poi come fioraia. All’età di quindici anni, insieme alla madre e alla sorella maggiore, si trasferisce a Parigi. Qui trova un impiego certamente più consono alla sua personalità: diventa acrobata presso il circo di Mollier. Il suo esile corpo è agile, ginnico, attraente, ma una rovinosa caduta mette fine alla carriera circense. Restano però le doti della sua ammaliante bellezza, sfruttate per accedere in un ambiente prevalentemente maschile. E’ la musa ideale, i suoi capelli folti e le sopracciglia ne marcano lo sguardo intenso. La Valadon inizia a posare come modella per Auguste Renoir, per il veneziano Federico Zandomeneghi, per il simbolista Puvis de Chavannes, per Edgar Degas che le dà l’epiteto di “la terribile Maria”. Il soprannome più noto è quello di Suzanne, attribuitole dall’artista e amante Henri Toulouse-Lautrec, riferendosi all’episodio biblico di Susanna e i vecchioni, e all’attività di modella di pittori âgés. Possiamo, infatti, oggi ritrovare il suo viso incantevole nelle celebri opere di Auguste Renoir, come il Ballo a Bougival (1883, olio su tela, Museum of Fine Arts, Boston, USA) e il suo pendant Ballo in città (1883, olio su tela, Museo d’Orsay, Parigi, Francia), in cui vediamo un’elegante coppia impersonata dalla Valadon e da Paul Lhote, amico di Renoir.
Nel 1883 Suzanne scopre di essere in attesa di un figlio, il futuro tormentato pittore Maurice Utrillo, di cui non rivelerà mai la paternità, tutt’oggi incerta. In questi anni la modella frequenta il pittore e giornalista spagnolo Miguel Utrillo y Molins che, alla fine, decide di riconoscere legalmente Maurice come suo figlio. Presto Suzanne si avvicina alla pittura, prediligendo lo studio accademico del corpo. Senz’altro è vicina al movimento impressionista, ma è anche debitrice del più fervente espressionismo per via della vivace tavolozza e di quella linea brusca, acidula che contraddistingue molte opere (Il lancio della rete, 1914, olio su tela, Museo delle Belle Arti, Nancy, Francia; Nudi, 1919, olio su tela, Museo d’Arte di San Paolo, Brasile).
Nel 1894 Suzanne è la prima donna a venire ammessa alla Société nationale des beaux-arts.
Per concentrarsi sul proprio lavoro, affida il figlio alle cure della nonna materna Madeleine, indefessa bevitrice che, allo scopo di placare le frequenti crisi epilettiche del piccolo Maurice, gli somministra alcolici. La famiglia si stabilisce nel quartiere di Montmartre, vibrante centro di sperimentazione tra cabaret e locali notturni. Dal suo atelier si scorge la famosa locanda Le lapin agile, luogo di incontro dei bohémien del XX secolo, da Max Jacob a Pablo Picasso, da André Salmon ad Amedeo Modigliani. Suzanne Valadon sposa il ricco commerciante di tessuti Paul Mousis che garantisce alla famiglia una certa agiatezza. Nel 1910 la coppia si separa e Suzanne stringe un forte legame con il miglior amico di suo figlio, l’aspirante pittore André Utter, il cui atletico corpo farà da modello per diverse opere. I tre si trasferiscono al numero 12 di rue Cortot, nel celebre edificio che oggi ospita la sede del Museo di Montmartre. Nel quartiere il trio è definito la trinité maudite (il trio infernale). Utter è giovane, ha circa trentacinque anni, Suzanne quasi cinquanta e di lì a poco convoleranno a nozze. Di certo non mancano commenti sprezzanti sulla loro convivenza, ma tutto ciò non rappresenta un problema per la Valadon (La chambre bleue, 1923, olio su tela, Museo di Belle Arti, Limoges, Francia). Nel 1912 partecipa con successo al Salon des Indépendants e nel 1919 al Salon d’Automne. Incontra la potente mercante d’arte Berthe Weill, sostenitrice dell’Avanguardia parigina, amica e promotrice della sua figura artistica. Questi anni di successi sono in parte oscurati dai problemi di salute del figlio. I ripetuti atteggiamenti collerici e distruttori impongono a Maurice Utrillo un ricovero presso il reparto di psichiatria dell’ospedale Sainte-Anne di Parigi. Dopo l’uscita dalla clinica e sotto consiglio del neurologo il giovane viene avviato alla pittura, seguito ed influenzato dalla madre che tenta di recuperare gli anni dell’infanzia trascorsi separata da lui. La pittura diventa il rifugio di Utrillo e il rapporto madre-figlio si fa sempre più complesso. I due sono inseparabili, si proteggono a vicenda, Utrillo prova una vera e propria adorazione per la madre che fa di tutto pur di tenerlo lontano dai problemi di alcol. Arriva il momento in cui i quadri di Maurice si vendono meglio di quelli di Suzanne. Utrillo è una risorsa economica e lo intuisce presto anche la futura moglie, Lucie Valore, vedova di un banchiere belga. La donna, quarantanovenne e di sette anni più anziana del pittore, inizia ad occuparsi attivamente del coniuge. Per sposarsi in chiesa lo fa battezzare e cresimare, cerca di curare la sua dipendenza dall’alcol e, soprattutto, sarà lei ad occuparsi degli affari e delle vendite dei quadri. Per Utrillo inizia un periodo particolarmente felice, anche se la madre Suzanne e Utter si vedono estromessi da questa nuova realtà. Inoltre, nonostante Suzanne avesse incoraggiato questo matrimonio, vive la nuova vita del figlio come la fine di un rapporto totalizzante. Nel 1938, mentre dipinge, Suzanne è colpita da ictus. Ad onorare le sue esequie è presente tutta Montmartre, compresi Pablo Picasso e Georges Braque. Utrillo non partecipa al funerale, preferisce rimanere in preghiera a casa, nel suo oratorio. Solo la morte invertirà questo rapporto, poiché proprio con la celebrità di Utrillo si oscurerà il rilevante percorso artistico di una donna molto coraggiosa.
Principali esposizionia lei dedicate in Francia: nel 1967 (Suzanne Valadon, Parigi, Musée national d’art moderne),1996 (Suzanne Valadon, Martigny, Fondation Pierre Gianadda) nel 2009 (Valadon, Utrillo – Au tournant du siècle à Montmartre – de l’Impressionnisme à l’École de Paris, Pinacothèque de Paris)

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Karen Petersen, J.J Wilson, Donne artiste, Savelli 1978
L'arte delle donne, cat. mostra Federico Motta editore, Milano 2003
Maurice Utrillo, cat. mostra a cura di Jean Fabris (Roma, Palazzo delle Esposizioni, 10 luglio-15 settembre 1997), Marsilio, Venezia 1997
Simona Bartolena, Arte al femminile. Donne artiste dal Rinascimento al XXI secolo, Milano, Mondadori Electa 2003
Corrado Augias, I segreti di Parigi. Luoghi, storie e personaggi di una capitale, Milano, Oscar Mondadori 2009

Raffaella Cordisco

Raffaella Cordisco è una storica dell’arte specializzata all’Université Paris I Panthéon-Sorbonne (INHA). Lavora nei musei nell’ambito di progetti educativi per le scuole, per gli adulti e nell’ambito della curatela di mostre. Svolge attività di ricerca nel settore delle arti figurative tra l’Ottocento e il Novecento, partecipa alla redazione di cataloghi di mostre ed è autrice di saggi scientifici su riviste internazionali

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