Teodora, Imperatrice di Bisanzio

ca. 497 - 548
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Teodora è la moglie di Giustiniano (527- 565 a.d.), imperatore dell’impero romano d’ Oriente.
Giustiniano è colui che ordinò la raccolta delle leggi dei Romani nota come Corpus Iuris Civilis: impresa che gli ha assicurato l’immortalità. Si ritiene che, dopo la Bibbia, il Corpus Iuris sia il libro più conosciuto al mondo.
Teodora influì fortemente sull’operato del marito che alle antiche leggi aveva aggiunto quelle promulgate da lui stesso, riunite sotto il titolo di Novellae.
La legislazione di Giustiniano influenzò fortemente la condizione femminile. Furono mantenute le antiche leggi sul matrimonio, in particolare quelle che concernevano la dote (dos) e la funzione di questa come patrimonio della moglie in caso di divorzio o vedovanza. I doni del marito (donatio propter nuptias) mantennero la loro rilevanza e divennero uno dei modi più importanti per le donne per acquisire la proprietà. Alla donna rimasta vedova venne riconosciuta la quarta giustinianea, un diritto di proprietà sulla quarta parte del patrimonio del marito.
L’imperatore emanò leggi sul divorzio e sull’adulterio, affermò la santità del matrimonio e si preoccupò di legiferare per sostenere le attrici e le “donne perdute”.
L’evidente favore verso le donne, che in parte modificava la legislazione precedente, gli guadagnò l’appellativo di legislator uxoris. Il favore per le donne e i loro diritti fu, con ogni probabilità, ispirato dalla moglie.
Teodora manifestò forte carattere e indubbia intelligenza. Di umili origini si era conquistata una certa fama come attrice, dopo di che si era ritirata conducendo una vita modesta e discreta. Quando incontrò Giustiniano si manteneva lavorando al telaio. La loro fu una vera storia d’amore. Non c’è dubbio che l’imperatore avesse in mente la sua storia quando diede la definizione giuridica del matrimonio: “l’ amore reciproco è la base del matrimonio, la dote non è necessaria”.
Quando Giustiniano divenne imperatore portò Teodora sul trono come Augusta, il titolo delle mogli degli imperatori romani. Seguì speso i suoi suggerimenti e la descrisse come collaboratrice nella sue decisioni (Nov. 61, c. 3, 20) e come consigliera (Nov. 8, 1).
Lo storico Procopio di Cesarea scrive che “nella loro vita non fecero nulla che non fosse insieme”, e aggiunge che “l’imperatrice è sempre a favore delle donne sfortunate”.
L’ imperatrice esercitò per venti anni la sua influenza sulla politica come dimostrano anche i mosaici che raffigurano la coppia imperiale al centro del Senato. I mosaici di Ravenna ci mostrano Teodora al centro della sua corte.
Il parere comune degli storici attribuisce a Teodora il merito di aver salvato il trono al marito nel 532 all’epoca dell’insurrezione di Nika. Due gruppi di avversari, i Verdi e i Blu, si erano scontrati violentemente nell’ippodromo di Nika provocando danni, incendi e uccisioni. I disordini presero subito una dimensione politica e raggiunsero i palazzi imperiali: era la rivolta.
L’ imperatore, incapace di controllare la folla, decise di fuggire. In quella circostanza si vide quale era il carattere della moglie. Teodora invitò il marito a non lasciare il palazzo perché “è meglio morire da imperatore, che vivere come nessuno”, quindi affidò al capitano degli Illiri e al generale Belisario, che si trovava nella capitale con una forte scorta, il compito di reprimere la rivolta. L’Ippodromo fu espugnato: 30.000 ribelli furono massacrati, l’ordine ristabilito e Giustiniano rimase sul trono.
La coppia imperiale, rafforzata nel potere, si impegnò in un grandioso programma politico e a riedificare e ingrandire Costantinopoli. Furono costruiti acquedotti, ponti, e più di 25 chiese fra cui la più spettacolare Santa Sofia.
Nel 541 un altro complotto per uccidere l’imperatore venne scoperto e sventato da Teodora: sempre vigile e presente negli eventi più drammatici del regno.
La figura di Teodora è stata tuttavia tramandata alla storia con le tinte più fosche e i racconti più infamanti.
Responsabile delle sua cattiva reputazione è Procopio di Cesarea un personaggio importante della corte giustinianea, stretto collaboratore e storico di Giustiniano. Per qualche ragione, rimasta sconosciuta, entrò in conflitto con l’imperatore e si vendicò con la Storia arcana, un pamphlet (rimasto inedito all’epoca) che diede vita ad una serie di pruriginosi pettegolezzi sugli anni giovanili dell’imperatrice: sui suoi ‘osceni’ spettacoli sulle scene dell’Ippodromo e sulle sue perverse abitudini sessuali.
Procopio la descrive come “attrice di talento”, un complimento dubbio dato che la parola “attrice” aveva il significo di prostituta e la professione di attore era ritenuta infamante.
Lo scandaloso matrimonio è descritto in termini violentemente dispregiativi, con l’astio di un aristocratico legato della antica nobiltà che vedeva con estremo disappunto l’affermazione di quella coppia di parvenu all’apice del potere.
In realtà della giovinezza di Teodora si sa poco o nulla. Era la figlia di Acacio, un domatore di orsi nell’Ippodromo, e aveva lavorato come attrice e mima. In seguito si era unìta al governatore di Tyro ma poi, rimasta sola, si era diretta ad Alessandria dove si era convertita al cristianesimo. Con la conversione le era stato possibile liberarsi dalla professione di attrice. Sembra che il patriarca di Alessandria, Timoteo III, sia stato il suo padre spirituale.
Giustiniano aveva circa 40 anni quando la conobbe, intorno al 522; lei aveva poco più di venti anni. Fu amore a prima vista.
Per tutta la vita l’imperatrice si prodigò per le donne sfortunate, per le redenzione delle prostitute, e si adoperò per l’abolizione dei bordelli che proliferavano a Bisanzio. Dopo la sua morte, Giustiniano promulgò una legge che autorizzava una attrice, penitente, al matrimonio e anche ad essere ammessa nel patriziato.
Teodora morì di cancro e fu sepolta nella chiesa dei Santi Apostoli in un mausoleo costruito dall’imperatore per la sua imperatrice e per se stesso.
Teodora fu una strenua paladina della dignità e dei diritti delle donne, sfortunatamente la sua memoria è legata per sempre ai pettegolezzi di uno storico malevolo.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Beck, H. G., Kaiserin Theodora und Prokop, der Historiker und sein Opfer, Munchen, Piper, 1986
P. Cesaretti, Teodora. Ascesa di una imperatrice, Milano, Mondadori,  2001
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Guerra Medici, M. T., I diritti delle donne nella società altomedievale,  Jus Nostrum. Studi e testi pubblicati dall’ Istituto di Storia del Diritto Italiano dell’ Università di Roma.  Napoli, ESI, 1986
Guerra Medici, M. T. ”L’esclusione delle donne dalla successione legittima e la Constitutio super statutariis successionibus di Innnocenzo XI”, in Rivista di storia del diritto italiano 56 (1983) 261- 294
Guerra Medici, M. T., Donne di governo nell’Europa Moderna.  Jus Nostrum. Studi e Testi. Dipartimento di scienze giuridiche - Sezione di Storia del Diritto Italiano dell’Università di Roma La Sapienza. Roma, Viella, 2005
Procopio di Cesarea, Storia segreta, a c. di F. M. Pontani, Roma, Ed. Newton Compton, 1972
Procopio di Cesarea, De bello Gothico, ed. D. Comparetti, Fonti per la Storia d’Italia, Roma 1895
Stein, P., The Character and Influence of the Roman Civil Law: Historical Essays, London, 1988
Watson, A., The Spirit of Roman Law, Athens, The Univ. Press,1995

Maria Teresa Guerra Medici

Docente di Storia del diritto italiano presso l’Università di Roma La Sapienza è stata incaricata dalla facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Camerino per l'insegnamento della Storia delle istituzioni politiche e della Storia del diritto italiano. Durante l'anno accademico 1994/95 è stata Associated Visiting Professor presso la University of Chicago grazie ad una fellowship del Center for Comparative Legal History. Ha ricevuto una Mellon Fellowship for Advanced Research in Modern European History per l’anno 1999-2000, presso la Newberry Library di Chicago. È stata Professeur invité presso l’Institut d’Études Européennes dell’Université Paris dove ha tenuto lezioni su Le sources du droit en Europe. Ha partecipato al progetto MIUR Donne Potere e scrittura fra Medioevo ed Età moderna e al convegno che si è svolto a Milano il 30 gennaio 2009 sul tema con una relazione dal titolo Intrecci familiari, politici e letterari alla corte di Costanza d’Avalos.
Molte delle ricerche di Maria Teresa Guerra Medici hanno avuto per oggetto la condizione giuridica delle donne, tema sul quale ha pubblicato diversi saggi ed alcuni libri fra cui: I diritti delle donne nella società altomedievale, Esi, Napoli,1986; Ius Nostrum, Pubblicazioni dell'Istituto di storia del diritto italiano della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università La Sapienza di Roma; L'aria di città. Donne e diritti nel comune medievale, Napoli, ESI, 1996; Donne di governo nell’Europa Moderna, Ius nostrum, Studi e testi del dipartimento di scienze giuridiche dell’Università di Roma La Sapienza, Roma, Viella, 2005.

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