Vera Brittain*

Newcastel-under-Lyme 1893 - Londra 1970
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Tutto ciò che un pacifista può intraprendere (ma è un affare molto grande) è rifiutarsi di uccidere, ferire o altrimenti causare sofferenza a un’altra creatura umana, e instancabilmente ordinare la propria vita secondo la regola dell’amore, sebbene altri possano essere catturati dall’odio.

Questa affermazione tratta da Perché sono pacifista è una dichiarazione di intenti che ben sintetizza l’essenza del pensiero di Vera Brittain, leader del pacifismo europeo del Novecento.

Vera Mary Brittain nasce a Newcastle-under-Lyme il 29 Dicembre 1893. È l’unica figlia femmina di una famiglia che possiede delle industrie cartiere ad Hanley e a Cheddleton, e che si trasferirà prima a Macclesfield e più tardi (Vera ha undici anni) a Buxton, nello Derbyshire.

Sin da ragazza si dimostra fortemente portata per lo studio, la ricerca e le attività sociali. Dopo aver frequentato il collegio di Santa Monica a Kingswood nel Surrey, a tredici anni inizia a studiare al Somerville College di Oxford. Qui Vera incontra Ronald Leighton, amico del fratello Edward, che diventerà il suo fidanzato.

Scoppia la Prima Guerra Mondiale: Vera, nell’estate del 1915, lascia gli studi per arruolarsi come infermiera nella V.A.D. (Voluntary Aid Detachment), dove si trova ad affrontare situazioni di emergenza estrema, con turni di lavoro pesantissimi, affrontati con dedizione e alto senso del dovere civico. Parallelamente comincia ad appassionarsi alla tematica del voto femminile e al movimento delle suffragiste, di grande attualità per molte giovani della borghesia progressista del tempo.

Vera in questa guerra vive il doppio dramma del coinvolgimento di suo fratello Edward, il quale aveva ottenuto dal padre il sofferto permesso di arruolarsi proprio per l’insistenza patriottica di Vera e del suo fidanzato Ronald. Edward si arruola quindi come volontario al Reggimento Sherwood Foresters, mentre Ronald si arruola, sempre come volontario, al Reggimento Worcestershire. Poco dopo il suo fidanzamento ufficiale nel 1915, Ronald viene ucciso durante un pattugliamento notturno nel settore di Lovencourt, in Francia. Vera scriverà in merito:

Ma sebbene il tempo gentile possa rinnovare molte gioie, c‘è una gioia più grande che non conoscerò di nuovo, perché il mio cuore per la tua perdita è stato rotto, molto tempo fa.

Un filo della sua esistenza si è spezzato.

Vera continua a servire la Croce Rossa. Purtroppo nel 1918 anche il fratello Edward, inviato con un contingente sull’Altopiano di Asiago, perde la vita nelle trincee del saliente di San Sisto e molti altri suoi amici periscono in analoghe circostanze. È in questa fase della sua vita che Vera matura l’idea di affidare alla parola scritta i suoi ricordi e il suo pensiero. Inizia con la pubblicazione di alcuni suoi diari personali, interessanti per conoscere la testimonianza diretta di quel travagliato periodo storico, nonché del suo mondo affettivo. In proposito scrive:

Edward era sempre un buon ascoltatore, dal momento che la sua stessa forma di espressione di sé consisteva nel produrre suoni poco significativi e per me piuttosto insignificanti sul suo piccolo violino. Lo ricordo, a sette anni, come un ragazzino piuttosto solenne dagli occhi castani, con bellissime sopracciglia arcuate che ultimamente, con mia infinita soddisfazione, hanno cominciato a riprodursi, un paio di delicati punti interrogativi, al di sopra degli occhi di mio figlio di cinque anni. Anche nell’infanzia raramente litigavamo, e quando entrammo entrambi in collegio, lui era già diventato il più caro compagno di quei brevi anni di adolescenza non permessa alla nostra generazione condannata.

Distrutta dalla perdita del fidanzato, del fratello e degli amici Vera comprende il vero significato della guerra. Si unisce al movimento LNU (League of Nation Union) organizzazione sorta in Gran Bretagna per promuovere la pace.

Nel 1925 sposa il filosofo e politologo George Catlin con il quale avrà due figli.

Scrive una serie di romanzi tra cui The dark side (1923), Testament of Youth (1933), Testament of Friendship e Testament of Experience (1957). Tutti i suoi scritti si muovono su esperienze e persone reali, e in proposito l’autrice si domanda: “potrei scrivere un romanzo autobiografico, mi chiedo? Si può fare un libro dall’essenza di se stessi? Forse sì, se uno è stato lasciato spogliato di tutto ciò che valeva la pena di avere, e nient’altro è stato lasciato”. Sente forte la responsabilità dei sopravvissuti di ricordare e raccontare per imparare dalla storia e non ripetere gli stessi errori.

La cosa migliore che noi sopravvissuti potevamo fare era non dimenticare, e trasmettere ai nostri successori ciò che avevamo vissuto, nella speranza che, quando fosse arrivato il loro giorno, avrebbero avuto più potere di cambiare lo stato del mondo rispetto alla nostra generazione ormai fallita e distrutta.

Testament of Youth viene considerato uno dei suoi più grandi capolavori: in esso svela il dramma della Prima Guerra dalla prospettiva di quei tanti giovani che l’hanno vissuta. Descrive efficacemente quella generazione perduta alla quale la guerra ha sottratto vita e sogni.

Per tutto il resto della vita il suo impegno prioritario è stato la diffusione della cultura della pace attraverso gli scritti e interventi diretti in convegni e pubblici dibattiti. Proprio per recarsi ad una di queste conferenze cade per strada, riportando fratture che compromettono la sua salute e la conducono, nell’arco di pochi anni, alla morte. Si spegne il 29 marzo 1970 all’età di 76 anni, a Wimbledon.

La sua ultima volontà fu che le sue ceneri fossero disperse sulla tomba di suo fratello Edward sull’Altopiano di Asiago in Italia, a testimonianza di un legame così profondo: “Per quasi cinquant’anni buona parte del mio cuore è stato nel cimitero di quel piccolo villaggio italiano”.

Un monito valido per la società di oggi è ancora una volta contenuto nelle sue parole:

Se solo la grandiosità che noi abbiamo volto alla distruzione potesse spingere… verso la creazione, se il coraggio che abbiamo dedicato alla guerra potesse essere impiegato per cercare la pace, allora davvero il futuro potrebbe vedere la redenzione dell’uomo invece della sua ulteriore discesa nel caos.
(Tratto da Testament of Youth)

 

* Voce redatta dal gruppo della classe 5 MA del corso di Meccanica per il NOE (Nucleo Operativo Enciclopedia) dell’I.I.S. Galilei-Luxemburg di Milano, coordinato dalla Prof.ssa Beatrice Rossi.

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