Dopo

Dopo

di Licia PInelli

“I ricordi di quei mesi ormai lontani sono come un intreccio di corde aggrovigliate che si affacciano confusamente alla memoria. Mi appare una lunga strada: probabilmente è il viale che le mie bambine ed io abbiamo fatto molti anni fa nel cimitero di Musocco. Il primo giorno che siamo state sole. Le bambine volevano portare il loro dono di Natale al padre: un pacchetto delle sigarette Nazionali che lui fumava avvolto in carta stagnola. Sulla tomba trovammo una piccola pianta di Nontiscordardimé che ci commosse. Poi una pianta per me allora sconosciuta, una Stella di Natale. Più tardi seppi che l’avevano portata Elisabetta e Bruno.”

Così ha inizio il racconto di Licia Pinelli: la famiglia, il lavoro, le battaglie, gli amici.
La postfazione di Marino Livolsi contestualizza la vicenda di Pino e Licia Pinelli nel più ampio quadro politico e sociale della Milano (e dell’Italia) del dopoguerra.

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