La bella bimba dai capelli neri /è là sul prato e parla e gioca al sole.

Io so quei giochi e so quelle parole;/rido quel riso e penso quei pensieri.

Son io la bimba dai capelli neri./Ed anche io vedo una fanciulla bruna

gli occhi sognanti al ciel notturno fisi./Quante chimere e quanti paradisi

gli occhi suoi! Te li  rammenti, o Luna, / gli occhi febèi* della fanciulla bruna?

Ora è stanca; la penna ecco depose;/ e la man preme su le ciglia nere.

Di quanti sogni e quante primavere/ vide sfiorir le immacolate rose?

Ora è stanca; la penna ecco depose.

(Vittoria Aganoor Pompilj, La bella bimba dai capelli neri)

Una donna di cui si è persa memoria è, senza dubbio, la poetessa italiana Vittoria Aganoor Pompilj. Vittoria Aganoor Pompilj nasce a Padova il 26 maggio del 1855, figlia del conte di origini armene Edoardo Aganoor e di Giuseppina Pacini. Durante gli anni dell'infanzia, Vittoria si trasferisce a Venezia e insieme alle sue quattro sorelle cresce nella totale spensieratezza che solo una posizione sociale ed economica agiata può dare. Fin da subito comincia a studiare letteratura con i maestri Andrea Maffei e Giacomo Zanella, da cui riceve una formazione d'impronta classicista. Ma è soprattutto Zanella a seguirla nei suoi studi, tanto da indurla a pubblicare un saggio poetico contenente alcune liriche della sorella, Elena Aganoor.

Nel 1876 la famiglia si trasferisce a Napoli. Qui Vittoria conosce il letterato Enrico Nencioni che l'aiuta a mettere a fuoco le sue qualità e la indirizza verso la lettura di poesie moderne e di autori stranieri. Intanto la sua fama di poetessa comincia a crescere e molte delle sue liriche vengono pubblicate dalle più importanti riviste dell'epoca. Dopo la morte del padre, a cui Vittoria era particolarmente legata, nel 1890 si trasferisce a Venezia.

Per anni la sua vita scorre tranquilla mantenendo rapporti epistolari con i padri mechitaristi dell'Isola di San Lazzaro a cui suo padre era molto legato: il prezioso carteggio conferma la vivace attività intellettuale della poetessa. Tuttavia, Vittoria continua a dividersi tra l'amore per la poesia e l'amore per la sua famiglia occupandosi della madre malata.

Nel 1898 invia una propria lirica da pubblicare alla rivista diretta dal poeta Domenico Gnoli. Da questo momento i due cominciano una fitta corrispondenza e nell'agosto dello stesso anno decidono di incontrarsi a Venezia.  Vittoria  appare una donna garbata e piacevole, e per amore di sua madre nasconde per anni il suo carattere tormentato e depressivo. Le sue liriche sono l'unica via di fuga in cui racconta la morte e lascia trasparire un forte desiderio di libertà, una libertà senza le costrizioni sociali dell'epoca. Solo dopo la morte della madre, avvenuta nel 1899, Vittoria comincia a pensare realmente a come vivere la propria vita. Nel 1900 pubblica la sua prima raccolta dal titolo Leggenda eterna, accolta con entusiasmo dalla critica. Dopo un breve fidanzamento, il 28 novembre del 1901, sposa, a Napoli, il deputato Guido Pompilj. Con lui, a causa degli impegni in società, Vittoria si trasferisce a Perugia e alterna lunghi periodi a Magione nella villa di proprietà del marito, a Monte del Lago. L'amore verso Guido cambia profondamente l'animo della poetessa: dopo aver curato per gran parte della vita i suoi genitori e sua sorella, nel proprio sposo trova un conforto tale da farle cambiare atteggiamento verso il futuro. È a lui che dedica, infatti, il suo secondo libro di poesie dal titolo Nuove liriche, pubblicato nel 1908, che non ha nulla del dolore e della tensione, a tratti teatrale, dell'opera precedente.

Purtroppo però Vittoria si ammala a causa di un cancro, e viene ricoverata. La poetessa muore il 7 maggio del 1910 nella clinica "Villa Pampersi”, a Roma. A poche ore dalla morte di Vittoria, il marito si toglie la vita con un colpo di pistola. Un gesto che conferisce al loro amore, e alle opere della Aganoor, un'aura romantica che le procura una certa fama. Purtroppo, a causa della natura perfezionista della Aganoor, che era solita mostrare i suoi scritti solo a una cerchia ristrettissima di amici e conoscenti, restano inediti molti componimenti.

Ma in tutto ciò che ha scritto, anche nelle sue corrispondenze con Domenico Gnoli e i padri mechitaristi, Vittoria appare come una donna impeccabile che, sotto la superficie, desiderava solo essere una poetessa ribelle.

Fonti, risorse bibliografiche, siti su Vittoria Aganoor Pompilj

BIBLIOGRAFIA

Natalia Costa-Zalessow, Scrittrici italiane dal XII al XX secolo. Testi e critica, Ravenna, Longo 1982

Vittoria Aganoor Pompilj, Leggenda eterna, Milano, Treves 1900

Vittoria Aganoor Pompilj, Nuove liriche, Roma, Nuova Antologia 1908

Patrizia Zambon, Il filo del racconto. Studi di letteratura in prosa dell'Otto/Novecento, Alessandria, Edizioni dell'Orso 2004

Referenze iconografiche: ritratto fotografico di Vittoria Aganoor Pompillj. Fonte: Leggenda Eterna, 1903. Immagine in pubblico dominio.

Voce pubblicata nel: 2016

Ultimo aggiornamento: 2023