Anna Del Bo Boffino

Milano 1925 - 1997
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Anna Boffino è nata l’8 marzo 1925, una data che non poteva essere più significativa.
Durante il ventennio fascista la propaganda insiste sul “vero compito” delle donne moderne: essere spose e madri di molti figli, da allevare secondo il credo mussoliniano.
I Boffino sono una famiglia diversa: il padre lavora nelle ferrovie, la mamma alla Pirelli, e alla sera segue anche dei corsi di inglese e francese. Anna frequenta il ginnasio e il liceo classico al Parini, ma durante la Resistenza diventa una staffetta, e recapita messaggi e volantini ai partigiani nascosti. Finito il liceo, si iscrive alla Facoltà di Filosofia e si laurea nel 1948 con Antonio Banfi, professore che inciderà molto sulla sua personalità. L’anno successivo sposa Giuseppe Del Bo, dirigente editoriale della Feltrinelli e amico fraterno di Giangiacomo, decidendo da allora di firmarsi sempre anche col cognome del marito. Proprio per seguire lui, dal 1952 al 1954 Anna si trasferisce a Parigi, dove lo aiuta a cercare libri sul movimento operaio da inserire nella Biblioteca Feltrinelli. Anna, però, è una donna indipendente e comincia ad inviare corrispondenze alla pagina de «l’Unità» “riservata” alla questione femminile.
Quando torna in Italia, si occupa dell’ufficio stampa della Feltrinelli, poi entra nella redazione di «Abitare» e nella casa editrice Il Saggiatore, subendo una grande influenza dalla sinistra intellettuale che gravita attorno a Elio Vittorini. Nonostante le conoscenze con personaggi di spicco della cultura, Anna capisce che la sua strada è quella di affrontare con estrema serietà anche quei temi considerati superficiali, come i sentimenti e i rapporti personali. Nel ’68 entra nella redazione di «Due più. Noi due più i nostri figli» appena fondata dalla Mondadori. Il nuovo mensile raccoglie una tensione della società e si rivolge alla coppia e a tutte le sfaccettature della relazione, compresa quella della sfera intima e della sessualità; ai genitori che devono crescere dei figli diversi e più liberi. La psicanalisi diventa uno strumento fondamentale per vivere una sessualità libera da preconcetti culturali e religiosi; la contraccezione, inoltre, ha portato una ventata di entusiasmo eliminando la paura di gravidanze indesiderate. Anna utilizza la psicologia per fare educazione sessuale e, attraverso i suoi articoli, spiega ai genitori come rispondere alle domande dei bambini. Dialogare con i figli di sesso, secondo Anna, fa uscire anche la donna dalla spirale del silenzio e la incoraggia a confrontarsi con le altre: per questo scrive su argomenti fino ad allora top secret: sessualità e prevenzione. Aiuta le donne a scoprire come è fatto il loro corpo e spiega come adoperarlo per arrivare al piacere, perché le nuove donne non sono più mogli mute accanto al loro uomo.
Nel 1972 passa alla redazione del settimanale «Amica» della Rizzoli, su cui tiene la rubrica chiamata “Da donna a donna”, che diventa un punto di riferimento nel dibattito sulla condizione femminile in Italia. Sa di fare qualcosa di utile per informare i giovani e la coppia; i lettori apprezzano e la inondano di lettere in cui sfogano le loro frustrazioni. Capisce perfettamente i problemi delle nuove donne e prende posizione su temi come la libertà sessuale, la contraccezione, il divorzio e l’aborto, la parità nel lavoro, la condivisione dei ruoli in famiglia: il privato è politico, secondo un motto che sarà all’ordine del giorno negli anni immediatamente successivi.
Nel 1975 si presenta come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano alle elezioni comunali di Milano e viene eletta: non si farà problemi a sottolineare come i suoi colleghi uomini, ritenendola un essere inferiore, non ascoltino i suoi interventi, o li considerino con superficialità. Dal 1985 al 1990 diventa consigliere alla Provincia di Milano; dal ’91 è consigliera presso l’Unione Femminile Nazionale, dove si era impegnata anche insieme all’amica Luisa Mattioli e organizza incontri tra donne che possono scambiarsi idee, opinioni, esperienze; dal 1985 al 1997 presiede la Commissione consultiva sui temi della donna e svolge un ruolo fondamentale nell’apertura dei consultori pubblici. Intanto pubblica Pelle e cuore (1980), Figli di mamma (1981), Stavo malissimo (1983), Voi uomini (1985), Le domande e le risposte (1989) e, in collaborazione con Lella Ravasi, Un cerchio dopo l’altro (1994). Anna continua la sua collaborazione con «l’Unità» e con diversi periodici, tra cui «LiberEtà», del Sindacato nazionale Pensionati della CGIL. La Del Bo Boffino è stata insignita di varie onorificenze: nel 1986 diventa Commendatore dell’ordine “al merito della Repubblica Italiana”; nel 1996 la Provincia di Milano le conferisce la medaglia alla “Riconoscenza”. Grazie anche all’instancabile lavoro delle amiche della Boffino, come Ivana Brunato, Franca Bozzetti, Francesca Zayczk, Lella Ravasi, nel 2009 la Regione Lombardia, nell’ambito delle attribuzioni della “Rosa Camuna”, assegna ad Anna una speciale targa alla memoria. La Giunta di Palazzo Marino, su proposta della Camera del Lavoro di Milano, ha deciso di intitolarle un giardino adiacente a via Tolstoj, inaugurato il 6 giugno 2013.
«L’importante, sempre, è saper contare su se stesse, e aprirsi agli altri cercando di ridurre al minimo la dipendenza, sia che si tratti di un padre, fidanzato, o marito. È difficile conquistare e mantenere la fiducia in se stesse in un mondo che ti ributta ogni volta in faccia che sei inferiore, e che quindi ti fa partire svantaggiata. Ma i piccoli segni di cambiamento nei comportamenti, e gli inediti rifiuti delle giovani, che sempre più investono su se stesse e meno nella famiglia, mi dicono che qualcosa si muove; le ragazze cominciano a non dipendere più totalmente dal fatto che “lui” l’ami o non l’ami, che sia fedele o infedele. Questo significa che i nostri semi non sono stati sparsi invano».
Anna del Bo Boffino muore a Milano il 5 marzo 1997.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Dal sito della CGIL - Milano la sua biografia

Monica Lanfranco, Parole per giovani donne - 18 femministe parlano alle ragazze d'oggi, M. Solfanelli, 1993

Anna del Bo Boffino, Voi uomini, Mondadori, Milano 1985

Anna del Bo Boffino, Stavo malissimo, Rizzoli, Milano 1983

Anna del Bo Boffino, Pelle e cuore, Rizzoli, Milano 1979

Letizia Stefanucci

Neolaureata, vive in provincia di Pavia. Collabora con alcuni comuni della provincia di Pavia e di Milano per progetti di ricerca in ambito storico, e si occupa della stesura di testi che vengono usati all'interno di cicli di conferenze.
Ha una laurea triennale in Scienze Filosofiche conseguita presso l'Università di Pavia e una laurea magistrale in Scienze Storiche conseguita presso l'Università di Milano.

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