Audre Lorde

New York, 1934 – - Saint Croix, 1992
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Così come il diamante proviene da un nodo di fiamme
io sono Nera perché provengo dall’interno della terra
ora considera le mie parole come fossero gioielli in piena luce.
(da Coal, in Coal, 1976)

L’unicorno nero è senza pace
l’unicorno nero è implacabile
l’unicorno nero non è
libero.
(da The Black Unicorn, in The Black Unicorn, 1978)

Audre Lorde, poeta, militante e pensatrice, è una figura che segna la sua epoca e i decenni successivi, impronta l’azione politica di molte donne, suscita risvegli di coscienza, lascia una traccia profonda nel pensiero femminista e precorre una serie di tematiche oggi più che mai attuali.
Nasce il 18 febbraio 1934 ad Harlem, terza e ultima figlia di genitori originari di Grenada. Linda Belmar e Byron Lorde, emigrati negli Stati Uniti negli anni Venti, lavorano duramente per conquistarsi un posto nella società americana e trasmettono alle figlie l’etica del lavoro insieme a quell’intreccio di sentimenti contraddittori – ambizione, frustrazione, rabbia e diniego -, che nutrono la loro corazza di migranti in cerca di integrazione in una società razzista. Fin da piccola Audre manifesta una personalità forte e sensibile, e matura quella precoce coscienza di outsider che sarà una sua enorme risorsa nella vita. Al distacco dalla famiglia segue un travagliato periodo di sperimentazione sia a livello sociale e lavorativo sia affettivo e sessuale, in cui, tra l’altro, Lorde frequenta la scena lesbica di New York. A ventisette anni sposa Edwin Rollins, bianco laureato in legge e gay. Nascono da loro due figli, Elisabeth e Jonathan, senza per questo che Audre rinunci alla sua omosessualità, che sempre più le appare come la sua autentica scelta di vita. Gli anni 1968-70 vedono svolte fondamentali, con la pubblicazione del primo libro di poesie, la scoperta della vocazione di insegnante (insegnerà al City College e allo Hunter College di New York), la separazione dal marito e la scelta di convivere e crescere i suoi figli insieme a una donna, il precisarsi dell’impegno nei movimenti femminista e nero. Nel 1974 compie un viaggio in Africa alla ricerca di miti e leggende di dee e amazzoni nere, che da ora in poi diventeranno parte della sua scrittura e della sua immagine pubblica. L’uso consapevole, laico e creativo, che Lorde fa del patrimonio immaginario afro-caraibico non ha nulla di “sentimentale” o generico; è invece la fonte di una rivelazione intellettuale e poetica, che le consente di rappresentare quel femminile nero, potente, che riconosce dentro di sé e a cui intende dare voce nella sua poesia e nella sua politica. E si pone del resto in rapporto e contiguità con l’interpretazione e l’uso del mito che vanno facendo, in quel periodo, teoriche come Adrienne Rich (legata a Lorde da una lunga amicizia e scambio intellettuale), Monique Wittig e altre.
Nel 1977 comincia la battaglia di Lorde contro il cancro, che avrà termine con la sua morte nel 1992. La malattia si rivela un reagente di immensa forza per accelerare e coagulare il suo pensiero: tra il ’77 e l’87 vengono prodotti tutti i suoi scritti in prosa, contenuti nelle tre raccolte The Cancer Journals, Sister Outsider e A Burst of Light (interamente tradotti in italiano nel volume Sorella Outsider , 2014) e la narrativa autobiografica Zami. A New Spelling of My Name (ed. italiana Zami. Così riscrivo il mio nome, 2014).
E’ in questo periodo che la voce pubblica di Lorde raggiunge la sua massima diffusione, e lei stessa diventa figura amatissima, maieutica e quasi mitica nel movimento femminista e nero, grazie al suo impegno comunitario e ai suoi interventi in numerosi convegni e manifestazioni [1]. E’ del 1977 lo scritto La trasformazione del silenzio in linguaggio e azione[2],in cui Lorde parte dalla presa d’atto della mortalità per affermare la necessità di superare il silenzio dettato dalla paura, di prendere la parola e di agire nel sociale. Altro scritto molto noto è Usi dell’erotico: l’erotico come potere[3],in cui traccia un inedito e profondo collegamento tra eros, senso di sé, lavoro ed eccellenza, individuando nell’erotico un potere femminile represso e negato ma fondamentale.
Lorde vuole che le sue parole possano essere usate dal maggior numero possibile di persone, non solo le donne Nere, che restano le sue interlocutrici privilegiate, ma tutte e tutti quelli che fanno parte di una o più delle tante minoranze che compongono la stragrande maggioranza degli esseri umani, e sono quindi minacciati dalla de-umanizzazione attuata da un sistema orientato al profitto anziché alla soddisfazione dei bisogni umani.
Il suo pensiero si struttura attorno a concetti portanti, parole chiave che lei usa con rigore, e che contrappone dialetticamente in modo mai binaristico, come nel caso del binomio differenza/connessione: “Promuovere la mera tolleranza delle differenze tra donne è riformismo del più grossolano. E’ una negazione totale della funzione creativa della differenza nelle nostre vite. La differenza non deve essere solo tollerata, ma vista come una riserva di quelle necessarie polarità tra le quali la nostra creatività può fare scintille come una dialettica.” (Gli strumenti del padrone non smantelleranno mai la casa del padrone, 1979).
Con la sua consapevolezza e lotta politica, Lorde travalica non solo la linea di confine tra movimenti antirazziali, femministi e omosessuali, precedendo di decenni le tematiche intersezionali, ma con il suo sguardo attento e la sua pratica di vita precorre, con notevole anticipo sui tempi, anche un discorso ambientalista che, negli anni Ottanta, ha ancora uno spazio di risonanza circoscritto. E’ la sua storia personale a condurla a formulare una precisa interazione tra fattori ambientali e malattia, e tra lotta contro il cancro e lotta politica, in una visione in cui la scelta della cura non può essere che olistica, in armonia con la sua credenza che siamo più forti e più saggi dell’insieme dei nostri errori.
Lorde continua con vigore e intensità il lavoro poetico, che comprende una decina di raccolte e le vale ampi riconoscimenti, fino a ottenere il titolo di “Poeta dello Stato di New York” nel 1991. Scrive, viaggia, conduce conferenze, stringe rapporti internazionali (con la compagna Gloria Joseph fonda la SISA, Sisters in Support of Sisters of South Africa), riscopre le figure di riferimento del passato, da Sojourner Truth ad Angelina Weld Grimké, documenta l’invasione statunitense di Grenada, il piccolo stato insulare da cui origina la sua famiglia.
Il mondo di Audre Lorde è vasto e variegato, abbraccia tutto il globo: come delegata culturale e femminista è stata in Russia nel 1976, poi in Nigeria, a Cuba, in Nuova Zelanda e Australia, ovviamente più volte nei Caraibi e a Berlino; comprende gli I Ching e l’antroposofia, Bob Marley, la psicanalisi e le dee africane, New York e il sole dei Caraibi, il ballo, le belle donne e la buona cucina – e, sempre, la poesia. E’ un mondo permeato dal messaggio positivo della sua immensa vitalità.
Gli ultimi anni li trascorre per la maggior parte del tempo nell’isola di St. Croix, nei Caraibi, insieme a Gloria Joseph. Da ricordare anche, in questo ultimo periodo, i suoi soggiorni berlinesi; invitata nella capitale tedesca per tenere corsi e lezioni, la sua presenza carismatica e ispiratrice presiede alla nascita del movimento Afro-tedesco.

1. Second Sex Conference, New York 1979, Malcom X Weekend, Harvard 1982, marcia su Washington del 1983, in qualità di rappresentante della National Coalition of Black Lesbians and Gay Men, e numerosi altri; è tra le fondatrici della Kitchen Table: Women of Color Press, 1980; nel 1985 viene inaugurato l’Audre Lorde Poetry Center presso lo Hunter College.
2. Intervento al convegno della Modern Language Association.
3. Intervento alla quarta Berkshire Conference sulla storia delle donne, 1978.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Lorde, Audre, Sorella Outsider. Gli scritti politici di Audre Lorde, trad. Margherita Giacobino e Marta Gianello Guida, ed. Il Dito e La Luna 2014, raccoglie tutti gli scritti in prosa di Lorde inclusi in The Audre Lorde Compendium, i quali a loro volta comprendono tutti i brani citati in questo articolo.
Lorde, Audre Zami. Così riscrivo il mio nome, trad. Grazia di Canio, ETS 2014
De Veaux, Alexis, Warrior Poet: A Biography of Audre Lorde, New York 2004
Un’antologia poetica di Audre Lorde, tradotta dal collettivo WIT, è in uscita in Italia nel 2018 per l’editore Le Lettere.
Per una più esaustiva biografia su Lorde, rimando a quella contenuta in Zami. Così riscrivo il mio nome.
Ricordo inoltre, tra i documentari su Lorde:
The Edge of Each Other Battles. The Vision of Audre Lorde, di Jennifer Abod, USA 2002
Audre Lorde. The Berlin Years 1984 to 1992, di Dagmar Schultz, DE 2013 http://www.audrelorde-theberlinyears.com/

Margherita Giacobino

Scrittrice, saggista e traduttrice, vive a Torino, ha pubblicato vari romanzi tra cui Un’americana a Parigi (1993, 2018), L’uovo fuori dal cavagno (2010), Ritratto di famiglia con bambina grassa (2015), Il prezzo del sogno (romanzo biografico su Patricia Highsmith, 2017). È autrice di saggi e racconti. Ha tradotto e curato testi dall’inglese e dal francese. Ha curato il volume Sorella Outsider. Gli scritti politici di Audre Lorde (2014) per Il Dito e La Luna. Collabora con "Aspirina, rivista acetilsatirica" online.

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