Elsa Haertter

Rottweil 1908 - Milano 1995
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Lei era una donna colta, quindi non si limitava a fare delle fotografie. Lei cercava sempre di vedere attraverso quello che i vestiti dimostravano. Cercava di dare sempre un’anima ai suoi vestiti, ai vestiti che lei fotografava… [Beppe Modenese]

Elsa Haertter fu una fotografa tedesca, naturalizzata italiana, considerata tra le maggiori fotografe di moda degli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento.

Else Auguste Haertter nacque a Rottweil, in Germania, nel 1908. Quando aveva soltanto quattro anni la sua famiglia si trasferì a Stoccarda per seguire il lavoro del padre, notaio. Studiò presso l’Accademia di Belle Arti di Stoccarda, frequentò i corsi di grafica con il pittore tedesco Willy Baumeister, seguace del movimento Bauhaus e si specializzò nel disegno di moda.

A soli diciotto anni disegnò, quasi per gioco, dei costumi da bagno in linea con lo stile Bauhaus che spedì all’azienda americana Jantzen. Due anni dopo si trasferì a Parigi dove visse inviando schizzi e disegni alla moda a riviste tedesche finché divenne corrispondente di «Die Elegante Welt».

Nel 1940, con l’inizio della seconda guerra mondiale, si trasferì in Italia, il paese dove aveva sempre sognato di vivere e che amava profondamente. Elsa non si avvicinò mai all’ideologia nazista, anzi riuscì a sopravvivere alle distruzioni e ai pericoli che la guerra aveva provocato soltanto con l’aiuto e la protezione dei suoi amici italiani. Fu in questo periodo che iniziò a lavorare per il settimanale «Grazia» firmando i suoi articoli con lo pseudonimo Erti. Alla fine del conflitto, rimase in Italia dove decise di semplificare il suo nome semplicemente in Elsa.

Nell’immediato dopoguerra le collaborazioni con la rivista «Grazia» divennero sempre più fitte: assunse infatti in poco tempo un ruolo chiave nella redazione dove non solo si occupava della regia dei servizi di moda, ma scattava personalmente le fotografie. I suoi scatti infatti furono pubblicati in testate di moda sia italiane che tedesche, come «Linea Italiana», «Bellezza», «Epoca», «Burda Moden», ma fu la sua collaborazione con «Grazia» a decretarne il successo internazionale.

Tra gli anni Cinquanta e Sessanta realizzò cataloghi pubblicitari per le case di moda Luisa Spagnoli, Roberta di Camerino, Triumph e Rhodiatoce, con cui già collaborava come fotografa free-lance. L’elemento peculiare delle fotografie di Haertter, al di là della loro ambientazione, fu lo scopo che si prefiggevano ossia “far leggere l’abito”. Elsa Haertter fu infatti la prima fotografa di moda ad ambientare i suoi servizi fotografici in luoghi esotici e particolari.

Tra il 1959 e il 1968 avvenne quello che fu definito il “salto più interessante” della sua carriera: iniziò a realizzare le sue avventure fotografiche per «I Viaggi di Grazia», ossia numeri speciali della rivista dedicati a luoghi inusuali e a paesi lontani come il Brasile, l’Indocina e il Circolo Polare Artico. L’iniziativa, promossa dall’allora direttore di «Grazia» Renato Olivieri, aveva un duplice scopo: fornire un contributo alla comprensione del paese ospitante e farne conoscere la moda. I numeri speciali di «Grazia» erano caratterizzati non solo dall’abbinamento dei capi Made in Italy indossati dalle modelle con i costumi tipici dei paesi che ospitavano le riprese, ma anche da rubriche e approfondimenti sulla cucina e sui costumi dei popoli lontani. La stessa Haertter si espresse in questo modo riguardo ai «Viaggi di Grazia»:

I vestiti erano scelti per esaltare l’atmosfera del paese da visitare se non disegnati apposta per l’occasione: i colori, i disegni dovevano uniformarsi ai motivi architettonici e fondersi armoniosamente con l’ambiente.

Elsa Haertter fu scopritrice di talenti legati alla moda come Roberta di Camerino, Luisa Spagnoli e Krizia (Marinuccia Mandelli) che nel tempo divenne la sua miglior amica. Per tutta la vita nutrì una smisurata passione per i gatti. I suoi amatissimi felini con cui la si vede spesso ritratta nelle foto furono Napoli, Napoleone e Chico. A quest’ultimo dedicò anche un libro. Dopo la morte di Chico, non volle più tenere gatti con sé a causa dell’enorme sofferenza che le provocava vederli mancare. Tuttavia continuò a collezionarli come oggetti, che amava comprare e tenere nella sua casa come ricordi dei suoi numerosi viaggi. Tutte le sue passioni (la fotografia in primis, i gatti, la degustazione della buona cucina e i viaggi) furono documentate in modo meticoloso nei diari che tenne dal 1950 al 1986.

Verso la fine degli anni Sessanta Elsa Haertter fu sempre più attratta dalle religioni e dalle filosofie orientali. A partire dal 1969 iniziò a trascorrere diversi mesi dell’anno in India, a Pondicherry presso la comunità del filosofo indiano Sri Aurobindo (del quale curò personalmente, nel 1972, l’edizione italiana degli scritti intitolata La scelta: dagli scritti di Sri Aurobindo). Probabilmente in quegli anni si sentì tremendamente delusa dal mondo della moda, che era arrivata a considerare sempre più effimero e venne attratta dalla meditazione interiore e dalla pratica dello yoga.

All’India Elsa Haertter dedicò due pubblicazioni: Incontro con la saggezza pubblicato nel 1977, in cui il suo corredo fotografico svolse un ruolo fondamentale per la comprensione della spiritualità indiana e infine Viaggio in India: cento fotografie di Elsa Haertter, ossia il catalogo della mostra che si tenne a Milano presso Palazzo Reale nel 1979. Di ritorno dall’India la Haertter fece progressivamente in modo di ridurre i suoi impegni lavorativi nel campo della fotografia e della moda fino alla sua scomparsa avvenuta a Milano nel 1995.

Qualche anno dopo la morte della fotografa, il suo archivio personale fu donato da Beppe Modenese, amico al quale Haertter era molto legata, all’Associazione MODAContents|Tremelloni ospitato dalla Facoltà di Design del Politecnico di Milano. Dall’agosto 2012 il fondo archivistico è conservato, in deposito, presso Archivi Storici del Politecnico di Milano. Il fondo, ad oggi in corso di trattamento inventariale, è diviso in due grandi sezioni: la prima comprendente i diari personali (81 tra quaderni e agende con illustrazioni e collages); la seconda comprende gli album, ossia un’immensa raccolta fotografica composta da circa 21500 negativi, 13500 stampe fotografiche prevalentemente in bianco e nero, 5000 diapositive, 24 polaroid, 300 prove di stampa).

Nel caso di Elsa Haertter si può affermare che l’archivio da lei prodotto nel corso della sua vita rifletta perfettamente la sua personalità e sia lo “specchio della sua vita”. Si tratta infatti di una cospicua mole di documenti personali, densi di informazioni, immagini e commenti che permette a chi li consulta di “calarsi in un epoca”. All’osservatore più attento non sfuggirà come l’archivio contenga tutte le informazioni sulla vita della fotografa: dagli appuntamenti di lavoro ai nomi delle persone che incontrava, ai ritagli di tutto ciò che potesse ricordarle i suoi viaggi, alle riflessioni personali.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Elsa Haertter, India: incontro con la saggezza, Milano, Mondadori 1977

Viaggio in India: 100 fotografie di Elsa Haertter, Palazzo Reale, 26 marzo-30 aprile 1979, Milano, A. Cordani, 1979 (Catalogo della mostra)

Elsa Haertter, Il mio gatto Chico, Milano, La Tartaruga 1988

Fiammetta Roditi Berardinelli, Viaggiare con la moda: i racconti itineranti di Elsa, Mestrino (UD), Walking Fashion, 2008. Catalogo della mostra tenutasi a Milano nel 2008

Bertocchi Barbara, Who is Elsa? Strategie culturali per valorizzare un passato prossimo attraverso un processo creativo, Milano, Politecnico di Milano, a.a. 2011-2012. http://hdl.handle.net/10589/80707. Consultazione effettuata grazie alla gentile concessione dell’autrice

Mostre su Elsa Haertter

Lo sguardo italiano: fotografie di moda dal 1951 ad oggi, presso Milano Rotonda della Besana dal 25 febbraio al 20 marzo 2005, organizzata da Fondazione Pitti Immagine Discovery con DARC - Direzione Generale per l’Architettura e l’arte Contemporanea.

Viaggiare con la moda: i racconti itineranti di Elsa Haertter tenuta presso la Triennale di Milano dal 22 settembre fino al 14 ottobre 2008, organizzata da Armando Honegger insieme a Politecnico di Milano, Dipartimento INDACO MODAcontents|Tremelloni

La donna allo specchio, fotografia di moda negli anni Cinquanta e Sessanta, Mondadori Portfolio in collaborazione con Alidem, Milano, Showroom Alidem, 16-30 settembre 2016

Luciana Gunetti

Luciana Gunetti, architetto. Specializzata in Disegno Industriale presso la S.S.D.I della Federico II di Napoli e PhD in Disegno Industriale e Comunicazione Multimediale presso il Politecnico di Milano. Lavora e ricerca nell’area della teoria e della storia del design della comunicazione dal 2000. Dal 2007 si occupa della valorizzazione dell’Archivio Albe e Lica Steiner e, dal 2013, di ricerca e gestione di archivi del progetto presso gli Archivi Storici del Politecnico di Milano. Insegna Storia delle Comunicazioni Visive alla Scuola del Design del Politecnico di Milano e al CFP Bauer dal 2011. Socia di AIS/Design (Associazione italiana degli storici del Design), è membro del comitato direttivo e del comitato di redazione della rivista «AIS/Design. Storia e ricerche» e «QuAD». Suoi saggi e articoli sono apparsi in libri, riviste e proceeding nazionali e internazionali. Collabora con il collegio dei revisori delle riviste «AIS/Design. Storia e ricerche», «MD Journal», «QuAD».

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Roberta Moro

Archivista, ha lavorato presso gli Archivi Storici del Politecnico di Milano dal 2013 al 2018. Lavora in ambito bibliotecario dal 2000, si occupa di catalogazione libraria e di gestione di servizi al pubblico. Iscritta all’Albo dei Bibliotecari Italiani (Associazione Italiana Biblioteche), socio dell’Associazione nazionale Archivistica Italiana, collabora con le riviste Biblioteche oggi e Il Mondo degli archivi.

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