Hanna Sheehy-Skeffington

Kanturk, Co. Cork 1877 - Dublino, 1946
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“Alcune volte è più doloroso vivere per una causa che morire per lei.”

Hanna Sheehy-Skeffington è stata una delle donne più importanti della politica irlandese del suo tempo. Attivista instancabile e dedita alla causa, si fece portavoce della lotta suffragista, di quella nazionale e di quella operaia.
Nata nel 1877 a Kanturk, vicino Cork, crebbe in una famiglia agiata con forti legami con la causa repubblicana. Infatti il padre di Hanna, David, era un parlamentare nazionalista che in gioventù aveva fatto parte dell’Irish Republican Brotherhood e lo zio, Fr. Eugene Sheehy, nonostante i voti da sacerdote, era un importante attivista per i diritti civili.

Hanna, fin da piccola, dimostrò una grande predisposizione per le lingue, tanto da laurearsi nel 1899 e conseguire il master alla UC Dublin nel 1902, in un periodo in cui alle donne non era permesso frequentare le stesse lezioni degli uomini, ma solo sostenere gli stessi esami. Fu in questi anni che Hanna incontrò il suo futuro marito, Francis Skeffington. Uomo magnetico, carismatico e fuori dagli schemi, era già all’epoca una figura focale della Dublino bohemien e libertina (era un grande amico di James Joyce) e di quella femminista e pacifista. L’influenza di Frank fu centrale nella formazione politica di Hanna. Fu lui a iniziarla al pacifismo e al femminismo e a introdurla in quegli ambienti. I due si sposarono nel 1903 e, come simbolo della loro uguaglianza, presero i cognomi l’uno dell’altro. Il loro unico figlio, Owen, nacque nel 1908.

Con la fine dell’università e il matrimonio con Frank, per Hanna iniziò un’eclettica vita politica. Delusi dalle tattiche non violente degli altri gruppi suffragisti, nel 1908, Hanna e Frank, insieme a Margaret e James Cousins, fondarono la Irish Women’s Franchise League, con l’obiettivo di “aiutare le donne a esprimersi autonomamente attraverso il servizio […] per la prima volta nella storia, non per una causa maschile, ma per la propria”1. La IWFL, favorevole, dunque, alle tattiche violente, in quattro anni divenne la più grande associazione suffragista in Irlanda. Inoltre, era la prima ad essere indipendente da quelle nate al di là del Canale di San Giorgio, e proponeva un programma nazionalisticamente connotato “aderente alla differente situazione politica dell’Irlanda, cioè una nazione assoggettata che cerca la libertà dall’Inghilterra”2.

Il 1912 è fondamentale nella carriera di Hanna. In maggio apparve il primo numero di «The Irish Citizen», il giornale “femminista” fondato da lei, da Margaret e dai rispettivi consorti. Ma è anche l’anno della sua prima incarcerazione, dovuta al lancio di sassi contro i palazzi del governo, in protesta contro il rifiuto del partito parlamentare, dopo anni di pressioni, di appoggiare l’introduzione del suffragio femminile in Irlanda (tra i contrari c’era pure suo padre). La distruzione delle finestre doveva rappresentare la tanto aspirata “distruzione del patriarcato”, per cui stavano lottando.

Come accadde a molti altri attivisti, la loro lotta li avvicinò a James Connolly, il capo dei socialisti irlandesi. Parteciparono con gli attivisti del suo sindacato al Lockout di Dublino del 1913, Hanna fu una delle fondatrici dell’Irish Women’s Workers Union (la sezione femminile del sindacato stesso), e Frank fondò, con lei e Constance Markievicz, l’Irish Neutrality League contro la guerra. Inoltre Hanna, nel 1915, fu scelta come delegata irlandese alla Conferenza Internazionale di Pace delle Donne di Le Havre (anche se non potette partecipare a causa del sabotaggio inglese).

Con la Rivolta di Pasqua, la vita di Hanna cambiò per sempre. L’omicidio di Frank (mentre organizzava le bande anti-saccheggio) per mano del capitano inglese J.C. Bowen-Colthurst e il successivo insabbiamento inglese, la visione dell’estremo sacrificio di molti valorosi amici (tra cui lo stesso Connolly) e il progressismo della Proclamazione d’Indipendenza (che realizzava la lotta della sua vita per la parità dei sessi), la spinse ad abbandonare le vesti di suffragetta pacifista per assumere quelle di determinata militante feniana. Rifiutate tutte le offerte di risarcimento per l’omicidio di Frank, Hanna andò negli USA, e, determinata a dimostrare la brutalità inglese tenne, tra l’ottobre 1916 e l’agosto 1918, oltre duecentocinquanta comizi, esponendo alle varie anime della Left e della diaspora la situazione d’oltreoceano. Da queste conferenze Hanna, poi, estrapolò un famosissimo pamphlet, British Militarism As I Know It, pubblicato nel 1917.

Tornata in Irlanda in modo rocambolesco, scalò le gerarchie interne al Sinn Fein, venendo candidata alle elezioni di Dublino ed eletta al ruolo di direttrice dell’organizzazione del partito. Poi, come la stragrande delle militanti feniane, si oppose al trattato anglo-irlandese e nel 1922–3 intraprese un secondo viaggio negli USA per raccogliere fondi a favore delle famiglie dei soldati repubblicani incarcerati. Infine, in agosto, venne mandata a Parigi da Éamon de Valera nel delicatissimo compito (fallito) di impedire l’adesione dell’Irish Free State alla Lega delle Nazioni; e venne eletta membro e vicepresidente della Lega internazionale delle donne per la pace e la libertà.

Come le sue compagne di lotta, dopo la sconfitta della Guerra Civile, anche Hanna visse in un profondo stato d’indigenza, fatto di soprusi, povertà, scarsa salute e frequenti periodi di prigionia. Ma non si perse d’animo e, cercando di unire le necessità pratiche con la lotta politica, re-intraprese la carriera giornalistica, scrivendo per «Irish Worker», «Irish Citizen», «An Phoblacht» e «Republican Files» e praticando l’attività di oratrice e conferenziera.

Ma la sua carriera da militante non era finita. Nel 1926, fu una delle quattro donne (insieme a Markievicz) nominate all’esecutivo del nuovo partito di De Valera, Fianna Fáil, ma quando questo decise di sedere nel Dail abbandonò il partito (forse per il disagio crescente dovuto alla sua altrettanto crescente misoginia); e guidò le proteste contro la messa in scena de L’aratro e le stelle di Sean O’Casey che, per lei, derideva gli “eroi del 1916”, in particolare Connolly, presentato come un illuso antieroe contrapposto proprio a Frank visto come il vero eroe e martire della Rivolta. Per Hanna, invece, “non importa[va] chi fosse un eroe socialista e chi nazionalista: entrambi morirono per i loro ideali… uno per la pace e uno per la libertà e nessuno di loro cercò fama o allori, in vita e in morte”3.

Negli anni Trenta, Hanna si spinse su posizioni ancor più radicali: legò con O’Donnell e Ryan (capi dei comunisti isolani); fece parte della delegazione degli Amici della Russia sovietica mandata in URSS per studiare il sistema sovietico; e sfidò la Partition e il governo inglese, violando il divieto di ingresso in Ulster per tenere un discorso a Newry (e venne arrestata). Ma la sua ultima grande lotta fu quella contro la costituzione “sinistra e retrogressiva”4 di De Valera del 1937, che definì:
“un modello fascista in cui le donne sarebbero state relegate all’inferiorità permanente, le loro occupazioni e le loro scelte occupazionali limitate a causa di un implicito ‘invalidismo’ in quanto sesso debole”5.

Hanna, prima, animò la campagna referendaria; poi, insieme ad altre compagne, fondò la Women’s Social and Progressive League, un partito “delle donne”, repubblicano e socialista, che proponeva la repubblica dei lavoratori, la parità di genere e la fine della partizione. Infine, si candidò alle elezioni del 1943 ma, in parte per la cattiva stella dei repubblicani, in parte per la montante misoginia, perse. Spossata e delusa, nel 1945 cominciò a dare segni di cedimento e il 20 aprile 1946 morì. Venne sepolta accanto a Frank nel cimitero di Glasnevin a Dublino.

  1. H. Sheehy-Skeffington, Reminiscences, p. 14.  ^
  2. J. Cousins, M. Cousins, We Two Together, Madras, 1950, p. 28.  ^
  3. M. Ward, Hanna and Frank Sheehy-Skeffington, in E. Biagini, D. Mulhall (eds.), The Shaping of Modern Ireland, A Centenary Assessment, Irish Academic Press, 8 Chapel Lane, Sallins, Co. Kildare, 2016, p. 231.  ^
  4. Irish Times, 11 Mag, 1937, in M. Luddy, A ‘Sinister and Retrogressive’ Proposal: Irish Women’s Opposition to the 1937 Draft Costitution, «Transaction of the Royal Historical Society», 2005, Vol. 15 (2005), Cambridge University Press, cit., p. 181.  ^
  5. Irish Independent, 11 Mag. 1937, in Luddy, A ‘Sinister and Retrogressive’ Proposal, cit., p. 180.  ^

Fonti, risorse bibliografiche, siti

https://dib.cambridge.org/viewReadPage.do?articleId=a8106&searchClicked=clicked&quickadvsearch=yes

Margaret Ward, Hanna Sheehy Skeffington: Suffragette and Sinn Feiner - Her Memoirs and Political Writing, in E. Biagini, D. Mulhall (eds.), The Shaping of Modern Ireland, A Centenary Assessment, Irish Academic Press, 8 Chapel Lane, Sallins, Co. Kildare, 2016

Margaret Ward, Hanna Sheehy-Skeffington, A life

Filippo Barsi

Nato a Lucca nel 1998. Laureatosi in storia contemporanea con un lavoro sul costituzionalismo nell'Irlanda indipendente (con un'enfasi particolare sulla situazione della donna nel nuovo stato), si interessa della storia del repubblicanesimo e del femminismo militante irlandese e di socialismo gaelico.
Amante della storia e della sua città in maniera viscerale, sogna di poterne fare l'oggetto della sua vita e di poterne narrare le storie, le bellezze e le potenzialità a tutto il mondo.
Ha collaborato in vari ruoli con piccoli progetti editoriali scolastici e no di ambito locale, come articolista in una testata sportiva online e si sta interessando al mondo del podcasting come nuovo mezzo di narrazione di storia e di storie.

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