Marinella Fiume

Noto 1950 - vivente
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Nel suo Aforismi per le donne toste emerge una ben precisa tipologia di donna, quella forte, decisa. Toste sono

“le donne che non hanno paura di essere sfrontate, ironiche, talvolta buffe, ma sanno essere coraggiose e responsabili … le migliaia di donne decise a opporre una resistenza intelligente al bombardamento di chi le vuole in ogni momento perfette, toniche e produttive, ma anche sottomesse e non troppo aggressive. Quelle che intendono sentirsi femminili anche con un paio di chili in più, che vogliono godere della gioia del sesso, del tempo libero, degli amici, di una buona cena. Quelle che sanno prendersi quello che vogliono, mandare al diavolo regole stupide ed inutili per accalappiare un marito e imparare quelle ben più importanti per accalappiare la vita …”

E sicuramente Sebastiana – detta Marinella – Fiume rientra tra le donne toste. Nasce a Noto l’8 Febbraio del 1950. Si laurea in lettere classiche all’Università di Catania e consegue un dottorato di ricerca in Scienze letterarie e linguistiche. Insegna per 34 anni negli Istituti di Istruzione Secondaria. Racconta la sua prima esperienza di docente in Feudo del mare: la stagione delle donne quando negli anni Settanta riceve l’incarico in un istituto professionale femminile per sarte e stiliste di moda, a Gagliano Castelferrato in provincia di Enna, il paese dove si trovò il metano e dove Enrico Mattei aveva pronunciato il suo ultimo discorso prima dell’incidente aereo in cui perse la vita. In quel piccolo paese era nata la fabbrica Lebole Sud dove avevano trovato lavoro circa 450 donne.
Erano i tempi di quella Sicilia in cui i maschi adulti giocavano a carte con la coppola nera in testa nei tavolini dei bar della piazza principale del paese.

“Dopo il primo sentimento di diffidenza verso questa cittadina conciata strana, che fumava come una di quelle … una professoressa arrivata a scuola, il primo giorno, nientemeno che a bordo di un trattore … un’intrusa insomma …, si strinse un sentimento di solidarietà e complicità molto forte con le ragazze e le loro madri. In orario extrascolastico, si organizzarono diversi collettivi e assemblee e si cominciò a sferrare una critica serrata alla storica divisione dei ruoli che costringeva le donne a lavorare in fabbrica e a casa, mentre i maschi se la spassavano serviti, riverirti e nullafacenti.”

Fu un trionfo quando, dopo qualche mese, alcune ragazze le comunicarono che ora, a casa, i piatti li lavavano alternandosi con i fratelli e alcune donne le riferirono che spesso, la sera, i loro mariti stendevano i panni ad asciugare anche se cercavano di non essere osservati da altri. La nuova professoressa era riuscita a sovvertire un ordine sociale imperante da sempre.

Marinella Fiume è stata sindaca di Fiumefreddo, in provincia di Catania, per ben due legislature: dal 1993 al 2002. Riesce in quel periodo a recidere il fitto nodo di intrecci tra la mafia e la politica nel suo territorio, subendo spesso minacce che comunque non la intimoriscono e anzi la spronano ad amministrare pretendendo il rispetto assoluto delle regole. Gli anziani e le donne di Fiumefreddo soprattutto la sostengono e le danno conforto

“nei momenti non infrequenti in cui pensavo di gettare la fascia tricolore alle ortiche perché impossibilitata a dare le risposte ai bisogni più diffusi e ai diritti più sacrosanti … mi hanno sostenuta quelle donne che hanno votato per me e non per i loro mariti candidati nelle liste di opposizione …”

Quelle donne alle quali la nuova sindaca aveva reso servizi elementari prima negati, dagli asili ai consultori, quelle donne incoraggiate dal suo esempio a pretendere un ruolo paritario da mariti, padri e fratelli.

Marinella Fiume ha curato il dizionario biografico Siciliane un’opera importantissima per la conoscenza delle donne siciliane che hanno fatto la storia e che sono state ignorate o dimenticate dalla cultura ufficiale. Sono 333 profili del “versatile talento femminile” dal Medioevo ai nostri giorni e, la scrittrice ha così squarciato una sorta di deserto biografico dove erano sparite scrittrici, poetesse, pittrici, filantrope, scienziate, imprenditrici, fondatrici di ordini, sindacaliste, mercantesse, viaggiatrici … che avevano contribuito in modo determinante alla costruzione della storia della Sicilia e spesso anche dell’Italia. Quest’opera imponente è diventata un prezioso documento per le ricerche successive sulle figure femminili siciliane.

Le sue pubblicazioni sono quasi tutte dedicate a studiare e divulgare i saperi delle donne come in Sibilla arcana – Mariannina Coffa, Sicilia Esoterica, Di madre in figlia.
In Celeste Aida racconta la storia vera di una brutale uccisione di una bambina di cinque anni negli anni del dominio fascista. Raccoglie documenti, atti giudiziari, “i cunti” dei cantastorie per regalarci la narrazione di un dramma che mette in evidenza la politica familiare del fascismo per la quale il reato di adulterio e quello di procurato aborto erano considerati reati contro lo Stato.

Nell’intervista che ci ha gentilmente rilasciato ha dichiarato che per tutta la sua vita ha “battagliato” per ottenere la felicità. E la sua felicità è anche raccontare nelle sue opere la sua bellissima terra arsa dal sole e dalle brutture mafiose. Marinella ha studiato la storia della sua gente, ne ha raccolto le tradizioni, le miserie ma anche la nobiltà d’animo e l’orgoglio, ha sempre raccontato le bellissime storie delle sue donne, paladine della lotta per l’emancipazione femminile.
Così conclude il nostro incontro: “Nella mia vita ho fatto tante battaglie, pensavo di cambiare il mondo … ora ho capito che la vera rivoluzione consiste nel cambiare noi stessi”.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

OPERE

Sibilla arcana-Mariannina Coffa, Ed. Luxografica 2000

Voglio il mio cielo. Lettere di Mariannina Coffa, Edizione Bonanno 2015

Di madre in figlia, Ed. Le Farfalle 2014

Sicilia esoterica, Newton Compton Editori 2013

Siciliane, dizionario biografico (a cura di),   Emanuele Romeo Editore 2006

Celeste Aida, Ed. Rubettino 2008

Feudo del mare, Ed Rubettino 2010

Aforismi per le donne toste, Ed. Arianna 2012

La felicità era, forse, il male minore,  A&B 2016

Ester Rizzo

Nata a Licata l’8-6-1963 ed ivi residente, è laureata in Giurisprudenza. Ha un Diploma di specializzazione dell’Istituto Superiore di Giornalismo di Palermo.

È attualmente coreferente per la Sicilia dell’Associazione Toponomastica femminile e docente del corso di Letteratura al Femminile al CUSCA (Centro Universitario Socio-Culturale Adulti) di Licata.

Collabora con numerose testate giornalistiche regionali e nazionali on line.

È autrice del libro Camicette Bianche, Navarra Editore 2014 e ha curato Le Mille. I primati delle donne, Navarra Editore 2016.

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