Romeyne Robert

Morristow, New Jersey (USA) 1878 - Perugia 1951
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Rappresenta molto bene un modello femminile che si afferma tra Ottocento e Novecento: quello della donna benestante in grado di conciliare egregiamente le mansioni e i ruoli legati alla famiglia e quelli derivati dall’impegno sociale, culturale ed economico nella vita pubblica. Fu moglie e madre di tre figli – nati dal 1903 al 1911: Giannantonio, Uguccione e Lodovico – ma anche imprenditrice di successo per trent’anni[1]. Testimone preziosa della sua vita e del suo temperamento fu Nathalie Smith Dana, determinata e discreta pianista, che a ben 85 anni scrisse un libro sulla sua giovinezza a New York e sui suoi numerosi viaggi in Europa, compiuti alla ricerca di sé stessa e della sua vera strada[2]. La loro amicizia, nata a Northeast Harbor nel Maine, dove i Robert passavano l’estate, durò tutta la vita, forse anche grazie alla comune passione per la natura, l’arte e la letteratura: ma la loro consuetudine di una vita in comune tutta al femminile descritta minuziosamente e con tanta nostalgia dalla Smith, durò solo alcuni anni, poiché Romeyne, che conosceva quattro lingue e adorava viaggiare, partì per l’Europa e non tornò più negli Stati Uniti, se non a settant’anni, già vedova.
Romeyne in una lettera del 1901 racconta all’amica del cuore l’incontro con il futuro marito al Teatro Argentina e come il marchese Ruggero Ranieri di Sorbello, si fosse poco dopo recato dal padre di lei, secondo l’usanza italiana, per chiedere la sua mano. Pare che quella fatale sera a teatro fosse rimasto affascinato dal fatto che la giovane rideva per le stesse battute che divertivano lui: sta di fatto che Ruggero, spirito acuto e bizzarro, piccolo di statura, magro, biondo e con un importante naso aquilino, fu fatalmente attratto dalla giovane americana alta, grande, chiara anch’ella e anch’ella di forte temperamento, se pur timida e alla quale fu fedele e devotissimo per tutta la vita. Pare che la richiesta di Ruggero all’inizio avesse sgomentato Romeyne che, però, nel giro di un anno, imparato l’italiano e convertitasi al cattolicesimo, lo sposò il 7 aprile 1902.
E proprio con l’aiuto dell’amica newyorkese, Romeyne non solo ebbe gran parte nelle migliorie apportate sia al palazzo Sorbello di Perugia che all’avito castello Sorbello e alla villa del Pischiello presso Passignano, dove nel 1907 fondò una scuola montessoriana, riconosciuta come scuola pubblica dallo stato italiano solo negli anni Trenta e dove studiarono anche i suoi figli[3], ma realizzò, tra 1902 e 1903, un’indagine sul campo alla ricerca delle lavorazioni tessili tradizionali che ripropose nella Scuola di Ricami Ranieri di Sorbello, da lei fondata nel 1904 nella bella villa del Settecento affacciata sul Lago Trasimeno: la direzione artistica fu affidata a Carolina Amari, ruolo dopo pochi anni ricoperto dalla stessa Romeyne che acquistava le tele per la gran parte al laboratorio dell’amica Alice Hallgarten Franchetti – con la quale ci fu un rapporto speciale, cementato dall’opera comune in favore dell’emancipazione sociale e culturale delle donne – e le faceva ricamare con disegni tradizionali in parte rinnovati. Imprenditrice moderna, Romeyne faceva tenere la contabilità col “sistema americano moderno”, sia nella scuola che nel negozio “Arti Decorative Italiane” aperto dopo pochi anni nel centro di Perugia nel quale venivano venduti i prodotti di almeno 24 scuole analoghe; ogni lavorante aveva un libretto con la sua storia e quella del suo lavoro (per cui si richiedevano precisione, capacità e operosità) e un libretto bancario o postale, in ottemperanza a criteri di risparmio e previdenza possibili per operaie che venivano pagate da 500 a 1000 lire ogni tre mesi: e ciò fino alla chiusura della scuola nel 1934[4].
Durante la seconda guerra mondiale nascose per dieci giorni nel castello degli ufficiali inglesi e ottenne che la voce non si spargesse nella vallata, facendo intendere al personale che sarebbe stata l’immediata fucilazione per tutti; nel 1944 riuscì a far rilasciare il marito, quasi ottantenne e malato, arrestato dai fascisti repubblichini su ordine del Prefetto che cercò di fargli confessare (invano) dove si trovassero i suoi tre figli. Morì nella sua amata Perugia il 22 gennaio 1951[5].

NOTE

1. Per eventuale approfondimento della vita e dell’opera di Romeyne, cfr. Buseghin 1996.
2. Dana 1963/ cap.10. Adventures in Italy, pp. 171-184.
3. Da un colloquio con la nuora Marchesa Maria Maddalena de Vecchi Ranieri di Sorbello (1921-2013), svoltosi a Perugia l’1 aprile 200; Buseghin 2002, pp. 268-269 e p.295, p.353 e p.374.
4. Da un dépliant pubblicitario della Scuola del 1910 stampato in più lingue in occasione della partecipazione alla “L’Esposizione Internazionale delle Industrie e del Lavoro” di Torino del 1911. Cfr. La Scuola… 2011, pp.4-7 Nel negozio “Arti Decorative Italiane”, si vendevano i prodotti di molte scuole-laboratori, localizzate sia in Umbria che in altre regioni italiane, descritte in un opuscolo che la stessa Romeyne scrisse e fece stampare nel 1921 in inglese per i clienti statunitensi, riedito in La Scuola… a cura di De Vecchi e Costantini nel 2011. Cfr. anche Buseghin 1996; 2002, pp. 507-508; 2005, pp. 155-158; 2013, p.32, pp.77-82, pp.86-88. Per i rapporti tra Romeyne e Alice cfr. Buseghin 2002, p.423, pp.426-427, p. 433, pp.438-439;
5. G.M., Un grande Cuore si è spento un grande spirito rimane, «Il Mattino», Firenze, 27 gennaio 1951; de Vecchi, Costantini 2011,
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Fonti, risorse bibliografiche, siti

Il Sito delle Arti Decorative Italiane

Buseghin Maria Luciana, L'opera e la figura di Romeyne Robert Ranieri di Sorbello, pp.27-47 in Tortorelli Gianfranco (cur.), Ricami della Bell'Epoca. La scuola di Romeyne Robert Ranieri di Sorbello 1904-1934, Foligno, Editoriale Umbra, 1996

Buseghin Maria Luciana, Cara Marietta…Lettere di Alice Hallgarten Franchetti (1901-1911), Tela Umbra, Città di Castello, 2002

Buseghin Maria Luciana, Alice Hallgarten Franchetti, un modello di donna e di imprenditrice nell’Italia tra ‘800 e ‘900, Pliniana Editrice, Selci Lama, 2013

Dana Nathalie, Young in New York. A memoir of a victorian girlhood, Garden City, Danbleday Company Inc., New York, 1963

De Vecchi Marilena e Costantini Valentina (curr.), La Scuola di Ricami di Romeyne Robert Ranieri di Sorbello: Storia e fortuna di un laboratorio femminile in Umbria (1904-1934), Uguccione Ranieri di Sorbello Foundation, Perugia

Palomba Ivana, L'arte ricamata. Uno strumento di emancipazione femminile nell'opera di Carolina Amari, Associazione Le Arti Tessili, Maniago (PN), (2010)

Maria Luciana Buseghin

Antropologa culturale e scrittrice, si occupa di arti applicate, soprattutto tessili, svolge attività scientifica e didattica in diversi ambiti: dall’artigianato artistico, alla moda e costume, alla gastronomia. Collabora ad associazioni e riviste, ha al suo attivo oltre 60 pubblicazioni tra cui Cara Marietta…Lettere di Alice Hallgarten Franchetti (1901-1911), Tela Umbra, Città di Castello, 2002; Le ricette degli Angeli Nieri Mongalli. Cucina e stile di vita in una famiglia signorile nell’Italia del ‘900, La Rocca Marsciano, 2008 (edito anche in inglese) e L’ultima Sibilla. Antiche divinazioni, viaggiatori curiosi e memorie folcloriche nell’appennino umbro-marchigiano, CARSA, Pescara, 2012 (in stampa). Ha collaborato e diretto la progettazione e realizzazione di mostre e di raccolte pubbliche e private, tra cui la Collezione Arnaldo Caprai (Foligno) tra 1984 e 1987 e il museo bottega di “Tela Umbra. Lini tessuti a mano dal 1908” (Città di Castello), tra il 1991 e il 1998.

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