Teresa Agnesi

1720 - 1795
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Sorella minore di Maria Gaetana, famosa scienziata e filantropa, Teresa Maria Gaetana Agnesi nacque a Milano il 17 ottobre 1720, terzogenita di Pietro Agnesi Mariani e Anna Fortunata Brivio.
Il padre poteva contare su un notevole patrimonio, accumulato dalla famiglia con il commercio di tessuti; si sposò tre volte ed ebbe ventitré figli; Anna Fortunata Brivio era la prima moglie. Con inconsueta larghezza di vedute Pietro Agnesi dispose una educazione ampia e approfondita anche per le figlie femmine. Il suo atteggiamento progressista fu premiato dal successo delle due figlie maggiori. Il resto della prole seguì strade più usuali: celibato, matrimonio e monacazione. Solo una delle femmine, Anna, ebbe un figlio; nella generazione successiva la famiglia Agnesi si estinse.
Teresa mostrò una particolare propensione alla poesia e alla musica, e si affermò fin da giovanissima come clavicembalista e compositrice. Nel 1735 aveva già composto vari brani strumentali e lavorava ad un oratorio.
Teresa brillò a fianco della sorella maggiore nelle accademie organizzate nella casa paterna, che suscitavano l’ammirazione degli intellettuali oltre che di illustri viaggiatori, fra cui Charles de Brosses, che in una sua lettera racconta:
«Mi hanno fatto entrare in un salone grande e bello dove c’erano trenta persone di tutte le nazioni d’Europa disposte in circolo, e la signorina Agnesi seduta da sola con la sorella minore su un canapé […] Dopo la conversazione la sorellina suonò al clavicembalo, quasi fosse lo stesso Rameau, brani di Rameau e altri composti da lei stessa, e cantò accompagnandosi da sé».
Agli anni fra il 1747 e il 1752 risalgono la cantata Il ristoro d’Arcadia, dedicata al ministro Gian Luca Pallavicini (la musica è andata perduta); le opere Sofonisba – offerta all’imperatore Francesco I per l’onomastico della consorte Maria Teresa d’Austria – e Ciro in Armenia, dedicata a Federico Augusto di Sassonia, re di Polonia. Alla corte di Dresda la musicista offrì anche una serie di Arie da camera, dedicandole alla principessa Maria Antonia Walpurgis.
Nel 1752 aveva composto un altro melodramma, Nitocri. Quell’anno segnò un punto di svolta nella sua vita: in marzo morì improvvisamente il padre (che nel 1740 era divenuto feudatario di Montevecchia) e, dopo soli tre mesi, la compositrice si maritò con Pietro Antonio Pinottini (Milano 1723-1792); in vari manoscritti musicali dell’epoca la compositrice è indicata come Agnesi Pinottini.
Il 1753 vide il riconoscimento ufficiale della musicista nel giudizio di Gianmaria Mazzuchelli (Gli scrittori d’Italia […], Brescia 1753): «… Maria Teresa si distingue in modo particolare nella cognizione della musica, nella quale è la meraviglia de’ più rinomati Professori di tal arte ch’ella non abbia pari in Europa, ma compone essa con tale idea, gusto, intelligenza, ed espressione di parole, con tale novità di stile, e con tali motivi, per parlare co’ nomi dell’Arte, da sorprenderne chicchessia…». Nel 1755/56 Agnesi scrisse il Re Pastore adattando il famoso libretto di Metastasio. Negli anni successivi, alla ricca produzione musicale corrispose l’alta considerazione da parte del mondo intellettuale: nel 1756 Pietro Domenico Soresi, appartenente come lei e Gaetana alla milanese Accademia dei Trasformati, le dedicò cinque Cantate per musica in versi.
Il 9 maggio 1766, nell’ambito delle cerimonie milanesi per il fidanzamento di Maria Ricciarda Beatrice d’Este con Ferdinando d’Austria venne rappresentata L’Insubria consolata composta per l’occasione da Teresa; due anni dopo, la sua serenata Ulisse in Campania, celebrativa del matrimonio di Ferdinando IV di Borbone con Maria Carolina d’Asburgo, fu messa in scena a Napoli. Nello stesso anno un suo breve Minuetto per cembalo conobbe l’onore della stampa, inserito nella raccolta Hamburger Unterhaltungen.
Presenza costante alla corte del conte Firmian, Teresa Agnesi partecipò come invitata alla serata del 7 febbraio 1770 in onore del quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart insieme ad altri protagonisti della Milano teatrale e musicale.
Questa occasione rappresentò il suo canto del cigno. Iniziò per lei un periodo difficile, irto di ristrettezze economiche e vicissitudini di carattere legale; non le mancò il sostegno dei pochi familiari ancora in vita: alla sorella più giovane, Paola, sono indirizzate le ultime lettere piene di gratitudine. Vedova dal 1792, Teresa morì povera; le dignitose esequie, pagate dal fratello Giuseppe, vennero celebrate nella parrocchia di San Babila a Milano.
Teresa Agnesi è dilettante per ruolo sociale, ma padroneggia con maestria professionale le forme e i procedimenti della composizione; dispone di un lessico tecnico completo, dal quale trae di volta in volta gli elementi più adatti allo stile prescelto. Oltre alle citate opere teatrali e da camera, ha lasciato un cospicuo corpus di composizioni destinate alla tastiera, compresi alcuni concerti con accompagnamento di archi.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Giuliana Fantoni, Alla riscoperta del Settecento milanese: Maria Teresa Agnesi musicista, in «La Rivista Illustrata del Museo Teatrale Alla Scala», IV-n.11/1991, pp. 100-107

Carolyn Britton – Robert L. Kendrick, Maria Teresa Agnesi in Women composers. Music through the Ages, edited by Martha Furman Schleiffer and Sylvia Glickman, New York, G. K. Hall, 1996-98, vol. III, pp. 1-4, vol. IV, pp. 7-11

Maria Teresa Agnesi, Composizioni per tastiera, edizione critica a cura di Pinuccia Carrer & Barbara Petrucci, Parma, L’Oca del Cairo, 2003-2007, 3 voll.

Pinuccia Carrer - Barbara Petrucci, Donna Teresa Agnesi compositrice illustre (1720-1795), Genova, edizioni San Marco dei Giustiniani 2010. Disponibile sul sito dell'editore.

Discografia

Teresa Agnesi, Note femminili, Compositrici lombarde dal XVII al XIX secolo, Provincia di Milano, Stradivarius – Italia, STR 33584 (2002)

Maria Teresa Agnesi, Concerto per il cembalo col violino primo, violino secondo et Basso [Allegro, Andante, Tempo di Minuetto], Barbara Petrucci, clavicembalo

Da Ciro in Armenia, atto III, sc. VII: Se per sì dolce amore [Recitativo e aria di Palmide], Elisa Franzetti, soprano Il Quartettone – Orchestra Classica, concertatore Carlo De Martini

Teresa Agnesi, Musiche per tastiera, CD allegato al volume Donna Teresa Agnesi compositrice illustre (1720-1795), Edizioni San Marco dei Giustiniani, Genova 2010 Barbara Petrucci, clavicembalo e fortepiano; Luisella Ginanni, organo e clavicembalo

Pinuccia Carrer e Barbara Petrucci

Pinuccia Carrer è docente di Storia della musica al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. La sua attività di ricerca, iniziata con Francesco Degrada e Emilia Fadini, si rivolge in particolare alla ricostruzione del repertorio e alla produzione delle donne musiciste, cui ha dedicato articoli, saggi, conferenze, concerti; ha ideato la base dati Presenze femminili nel Fondo Noseda della Biblioteca del Conservatorio di Milano e collabora con la Fondazione Adkins-Chiti: donne in musica. Coordina il gruppo italiano del RILM-Répertoire International de Littérature Musicale.

Barbara Petrucci è docente di Clavicembalo e Tastiere storiche al conservatorio Niccolò Paganini di Genova. I suoi maestri sono stati Delia Pizzardi, Emilia Fadini, Claudio Gallico, Gordon Murray. La sua più che trentennale attività di solista e continuista si lega ad una continua ricerca sulle fonti e la prassi esecutiva d'epoca. Dal 1982 studia il contributo femminile alla musica del XVII e XVIII secolo. Ha inciso vari cd dedicati al Settecento francese e italiano. Tiene seminari e corsi di perfezionamento sul repertorio pre-classico solistico e da camera.

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