Jane Seymour

1508 ca. - 1537
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Jane Seymour, terza moglie di Enrico VIII re d’Inghilterra e signore d’Irlanda, muore di febbre puerperale dopo aver dato alla luce l’erede maschio tanto desiderato. Per due anni Enrico sarà inconsolabile, poi si risposerà ancora tre volte.

Jane nasce a Wolf Hall, Savernake, Wiltshire. Il padre è Sir John Seymour, discendente di Edoardo III Plantageneto (1312–1377); la famiglia è antica e autorevole, i fratelli Thomas ed Edward raggiungeranno cariche altissime prima di essere entrambi accusati di alto tradimento e decapitati durante il breve regno di Edoardo VI, del quale sono zii per parte di madre.

Jane è una fanciulla mite, gentile. Sa appena scrivere il proprio nome: in famiglia solo i maschi hanno un precettore. Ma quando entra alla corte di Londra come damigella della prima sposa di Enrico VIII, Caterina d’Aragona, la buona regina la fa studiare insieme con la figlia Mary. E quando, nel 1533, il sovrano s’innamora di Anna Bolena, allontana la moglie e sposa Anna, Jane è costretta dai fratelli a passare al servizio della nuova regina.

È in quelle vesti che il sovrano comincia a notarla: per quanto Anna è briosa e spesso aggressiva, Jane è dolce e sottomessa. Enrico se ne innamora, e per liberarsi della seconda moglie architetta contro di lei accuse infamanti, adulterio e incesto: la pena è la morte.
L’innocente Anna Bolena sale al patibolo il 19 maggio 1536. Non si è ancora asciugata la spada che l’ha decapitata, il suo corpo con la testa mozzata è in una cesta di vimini nella cappella della Torre in attesa della sepoltura, ed Enrico si reca a Wolf Hall e si fidanza con Jane. Il 30 maggio la sposa.

Diventata regina – il suo motto sarà “bound to obey and serve”, destinata a obbedire e servire – Jane cerca di mettere pace tra Enrico e le sue figlie: infatti il sovrano ha diseredato Mary, figlia di Caterina (d’Aragona), e dichiarato bastarda Elizabeth, figlia di Anna (Bolena). E ci riesce: Mary torna a corte, Elizabeth è confermata terza nella successione.

Nel febbraio del 1537 Jane aspetta un figlio. Il sovrano la ricopre di attenzioni, ordina che si preghi per lei in tutte le chiese del regno. L’autunno si avvicina, le cornacchie scacciano le rondini, e a Hampton Court le nebbie cominciano a salire dal fiume. Il bambino nasce, bellissimo, il 12 ottobre: ha gli occhi chiari del padre e i capelli biondi della madre. Lo chiameranno Edward.
Lei è sfinita, dopo tre giorni di doglie. Supplica che la lascino riposare.

Il cancelliere del regno, Thomas Cromwell, riferisce al sovrano che nel regno ci sono nuovi indizi di un’epidemia di peste. Così solo quattrocento persone, delle più di duemila che ne avrebbero il diritto, sono ammesse alla cerimonia del battesimo. Il rito ha luogo a mezzanotte, nella splendida cappella reale dal soffitto azzurro cielo. Accanto al bambino la piccola Elizabeth, tenuta per mano dalla sorella Mary. Poi i quattrocento invitati tornano nelle stanze di Jane per il commiato.

Il 15 ottobre Jane ha una forte emorragia, una febbre altissima, non ha più la forza di parlare. La sua vita si spegne il mattino del 24 ottobre. Il piccolo Edward dorme sereno nella culla, mentre in tutto il regno lo festeggiano. Lei non ha potuto averlo tra le braccia che per pochi attimi.

Enrico è disperato, le fa dono di un magnifico funerale, tutta l’aristocrazia d’Inghilterra vi prende parte, ventinove dame – ventinove come i suoi anni – vestite di nero e con scialli bianchi sul capo a significare che Jane è morta di parto, seguono la bara fino alla Cappella di San Giorgio, a Windsor. Nella stessa cappella sarà sepolto anche Enrico, insieme con quella che lui definirà “la sua sposa ideale”. E forse lo fu: gli diede quel figlio tanto desiderato, e se ne andò prima che lui si stancasse di lei.

Una leggenda narra che a ogni anniversario della scomparsa di Jane Seymour, una figura diafana di giovane donna salga la scala grande di Hampton Court e cammini per le stanze che furono sue.

Mariella Moretti

Dopo aver compiuto i propri studi in Italia e in Inghilterra e aver insegnato per molti anni, ha lasciato l'insegnamento e si dedica a studi di linguistica applicata. Ha lavorato per l'editoria scolastica e attualmente sta seguendo un progetto di scrittura (fiction con background storico) con conseguente studio e lavoro di ricerca.

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