L'errore delle mie sorelle e tuo è di credere che io sia trascinata dal buon cuore o dalla pietà ad aiutare, senza sapere il rischio. È invece un proposito fermo che risponde a tutto il mio modo di vivere: io non posso fare diversamente perché ho un cervello che ragiona così, un cuore che sente così.

Fernanda Wittgens, Lettera dal carcere di San Vittore alla madre, Milano, 13 settembre 1944 1

Fernanda Wittgens è stata insegnante, funzionaria, critica d'arte e storica dell’arte. È ricordata per essere stata la prima donna direttrice della Pinacoteca di Brera (1940), oltre che la prima donna, in Italia, a ricoprire il ruolo direttorio di un importante museo o galleria. Il suo impegno professionale non si è mai separato da un forte impegno civile, per il quale si è esposta in prima persona, in una concezione della cultura che non si disgiunge mai da un’idea di comunione e umana solidarietà.

Fernanda Wittgens nasce nel 1903 a Milano da Margherita Righini e da Adolfo Wittgens. Adolfo Wittgens, professore di lettere al Liceo Parini di Milano, ha una grossa influenza sulla sua carriera e, portandola ogni domenica a visitare musei, infonderà in lei l’amore per l’arte. Fernanda si laurea in storia dell’arte a ventidue anni con una tesi sui libri d’arte dei pittori italiani dell’Ottocento.

È Mario Salmi, allora ispettore a Brera, a presentare nel 1928 la giovane ad Ettore Modigliani, importante esperto d’arte – in quel periodo direttore dell’Accademia di Brera – che trova in Fernanda l'assistente ideale, tecnicamente e scientificamente preparata.

Quando nel 1935 Modigliani è allontanato dall'amministrazione delle Belle Arti con l’accusa di antifascismo, Fernanda continua il lavoro da lui intrapreso, informando costantemente il maestro che le affida un’opera da lui scritta intitolata Mentore e che lei pubblicherà.

Il suo prestigio e le amicizie su cui può contare le permetteranno, fin dallo scoppio della guerra, di aiutare famigliari, amici, ed ebrei a espatriare in altri paesi per scappare dalla persecuzione nazista. In questo periodo Fernanda dà inizio ad una rivoluzionaria attività all’interno di Brera, in particolare a sostegno della valorizzazione dell’arte lombarda.

Il 14 luglio 1944, a causa della delazione di un giovane ebreo tedesco a cui aveva organizzato l’espatrio, viene arrestata. Subisce quello che verrà chiamato il “Processo delle Dame”, insieme cioè alla “dama di san Vincenzo” Adele Cappelli, e alle sorelle Tresoldi. Giudicata nemica del nazismo, viene condannata a quattro anni di prigione. Viene trasferita prima a Como e poi a San Vittore, a Milano. Affronta la prigione con coraggio definendola “tappa di perfezionamento” della sua crescita esistenziale. Dopo sette mesi di detenzione, con un falso certificato medico per tisi, i familiari, preoccupati per la sua incolumità, riescono a farla trasferire in ospedale. Fino a poche ore prima dell’arresto, Fernanda si era adoperata per proteggere l’intero patrimonio artistico di Milano al fine di sottrarlo alla razzia nazista e ai bombardamenti attraverso complicati trasferimenti: si occupa delle opere di Brera, del Poldi Pezzoli, della Quadreria dell'Ospedale Maggiore, per citare solo le principali raccolte.

“Con l'organico ridotto a poche persone, con mezzi di fortuna recuperati tra enormi difficoltà, sotto i bombardamenti nemici, Wittgens trasloca le opere in una nuova località sicura” 2. Molte delle più note raccolte ambrosiane sono salve grazie al suo impegno; e in questo senso va ricordato un impegno analogo sempre nel palazzo di Brera di Maria Schellembrid che provvide a portare in salvo i libri della Biblioteca Braidense e della “collega” romana Palma Bucarelli, anch’ella impegnata in prima persona per la salvaguardia di opere d’arte. La Pinacoteca di Brera subisce la distruzione di ventiquattro sale su trentasei a causa dei bombardamenti. Il 24 Aprile 1945 è libera e continua il suo operato per la salvaguardia delle opere e concentra i suoi sforzi per convincere le autorità ad assumersi l'impegno per una totale ricostruzione.

Il 12 Febbraio 1946 Ettore Modigliani viene rilasciato e continua ad aiutare Fernanda. Il loro obiettivo era quello di costruire la “grande Brera”, collegando la Pinacoteca ad altre istituzioni culturali come l’Accademia di Belle Arti, l’Osservatorio di Astronomia e l’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere. Dopo la morte di Modigliani, il 12 giugno 1947, le viene affidata la sovrintendenza della Pinacoteca. A Wittgens si deve anche la comprensione della possibilità di salvare il Cenacolo di Leonardo, e l’intuizione di un restauro possibile che sarà iniziato soltanto decenni dopo. La ricostruzione di Brera viene portata a termine nel giugno 1950. Nel 1951 Fernanda dà inizio a una innovativa attività all'interno di Brera ricostruito. La Pinacoteca è infatti rivitalizzata da una serie di eventi didattici e divulgativi che mirano a fare del Museo cittadino un polo di vita dei cittadini: vengono organizzate visite guidate da personale specializzato, spesso anche da lei stessa, per varie categorie di persone, come i bambini, i disabili e i pensionati. Non va dimenticato, inoltre, il suo impegno personale per far acquistare dal Comune di Milano la Pietà di Michelangelo Buonarroti, anche promuovendo una raccolta fondi popolare.

Fernanda Wittgens muore prematuramente l’11 luglio del 1957. La camera ardente viene allestita davanti all'ingresso della Pinacoteca e vi partecipano migliaia di persone in segno di riconoscimento del suo operato per la cultura, per Milano e per i suoi concittadini.

Dal 2014 è annoverata tra I Giusti delle Nazioni per il suo aiuto agli ebrei perseguitati.

 

* Voce redatta dai ragazzi e dalle ragazze della 2B del corso di Grafici per il Noe (Nucleo Operativo Enciclopedia) dell'I.I.S. Galilei-Luxemburg di Milano.

 

Note


1 La lettera è riportata sia nel prezioso recente volume di Giovanna Ginex, Sono Fernanda Wittgens. Una vita per Brera (Skira, Collana Biblioteca d'Arte Skira, 2018) che nel testo di Francesco Flora Omaggio a Fernanda Wittgens (disponibile on line).
2 https://pinacotecabrera.org/brera-stories/fernanda-wittgens/

Fonti, risorse bibliografiche, siti su Fernanda Wittgens*

Alla Wittgens è dedicato lo spettacolo Il miracolo della cena con Sonia Bergamasco, regia di Marco Rampoldi, collaborazione drammaturgica Paola Ornati, produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa (2018).

Referenze iconografiche:

Prima immagine: Fernanda Wittgens, 1950. Fonte: Pinacoteca di Brera. Immagine in pubblico dominio,

Seconda immagine: Emilio Sommariva, Ritratto di Fernanda Wittgens, 1936.Fonte: Biblioteca Nazionale Braidense Fondo Emilio Sommariva.

 

Voce pubblicata nel: 2019

Ultimo aggiornamento: 2023