Emma di Normandia

circa 985 - 1052
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Emma di Normandia nacque probabilmente nei primi anni ‘80 del X secolo da Riccardo, conte di Rouen, e dalla sua seconda moglie Gunnor. Durante la quaresima dell’anno 1002 giunse in Inghilterra per sposare il molto più anziano e già vedovo re Æthelred II: probabilmente il matrimonio rientrava in una serie di accordi tra Inglesi e Normanni per evitare che gli Scandinavi che erano soliti attaccare l’Inghilterra usassero come basi i porti della Normandia. Al suo arrivo in Inghilterra, Emma assunse il nome inglese di Ælfgifu, forse per sottolineare l’inclusione in una famiglia di rango superiore. Si trattava comunque di un nome assai popolare presso la famiglia reale inglese, portato anche dalla nonna paterna di Æthelred, venerata come santa proprio a partire dalla fine del X secolo. Emma ebbe tre figli da Æthelred: il futuro Edoardo il Confessore (dopo il 1002-giorni precedenti l’Epifania del 1066), Ælfred (dopo il 1002-1036/1037) e Godgifu/Gode (dopo il 1002-anni ‘40 o ‘50 dell’XI secolo), moglie di Drogo di Mantes e successivamente del conte Eustachio di Boulogne. 

 

Durante l’invasione danese del 1013-14, Emma e i suoi figli trovarono ospitalità in Normandia. Secondo la Cronaca Anglosassone, Emma ritornò in Inghilterra alla morte di Sveinn di Danimarca; Æthelred morì nell’aprile 1016, seguito nel mese di novembre dal suo successore Eadmund, nato dal suo primo matrimonio, che morendo lasciò l’intero regno inglese nelle mani di Cnut di Danimarca. Cnut “ordinò che gli fosse portata” la vedova di Æthelred e la sposò alla fine di luglio del 1017, per garantire la continuità del suo governo con quello della dinastia precedente. Cnut ed Emma ebbero due figli, Harthacnut, futuro re di Danimarca e Inghilterra (c. 1018-8 giugno 1042) e Gunnhild, futura regina dei Romani (c. 1020-18 luglio 1038). Durante il Regno di Cnut Emma assunse un importante ruolo politico e di rappresentanza, comparendo anche come tramite della famiglia reale nei rapporti con la Chiesa.

 

Alla morte di Cnut (12 novembre 1035) Emma gestì i possedimenti inglesi del figlio Harthacnut, che si trovava in Danimarca. Nel 1036 i figli Edoardo ed Ælfred tornarono in Inghilterra, forse sollecitati dalla stessa madre, poiché Harold, unico figlio sopravvissuto del primo matrimonio di Cnut con Ælfgifu di Northampton, minacciava di prendere il potere in Inghilterra, e non si poteva contare sulla presenza di Harthacnut;  tuttavia quest’avventura si concluse con il rientro di Edoardo in Normandia e la cattura e l’accecamento di Ælfred da parte di Godwine del Wessex. Ælfred morì poco tempo dopo presso l’abbazia di Ely a causa delle ferite inflittegli. Nel 1037 Emma, a cui Harold aveva già tolto le proprietà di Cnut che “ella non poteva tenere”, fu cacciata dall’Inghilterra; Harold aveva ormai ricevuto il consenso dei magnati inglesi a regnare da solo. La regina vedova si rifugiò a Bruges, sotto la protezione personale del conte Baldovino V di Fiandra.

 

Nel 1039 fu raggiunta da Harthacnut, che stava preparando un’invasione dell’Inghilterra via mare contro il fratellastro, ma nel marzo 1040 la morte prematura di Harold giocò ancora una volta a favore del partito di Emma, che tornò in Inghilterra come regina madre e fu strumentale nel convincere Harthacnut ad associare il fratellastro Edoardo al trono. Nel frattempo, aveva incaricato un monaco dell’abbazia di Saint-Omer, rimasto anonimo, di redigere un racconto delle vicende della famiglia reale anglo-danese nel periodo 1017-1040, in cui in realtà si riscrivevano i fatti in una prospettiva favorevole ad Emma e al diritto dei suoi figli ad occupare il trono inglese (Encomium Emmae reginae, noto anche come Gesta Cnutonis regis). Alla morte di Harthacnut nel 1042 Edoardo divenne re e nel novembre 1043 sequestrò alla madre tutti i beni che ella possedeva nella zona di Winchester, pur permettendole di “continuare a dimorare lì”.

Quest’azione ha dato luogo a una serie di speculazioni: la Cronaca Anglosassone, che è una testimonianza storica pressoché coeva, sostiene che Edoardo abbia agito in questo modo perché la madre “era stata troppo dura con lui” e “aveva fatto per lui meno di quanto egli desiderasse”, sia prima che dopo la sua ascesa al trono. Negli annali del monastero di Winchester, s.a. 1043, si racconta molto dettagliatamente che Emma era stata accusata di avere rapporti illeciti col vescovo Ælfwine e imprigionata, ed era riuscita a scagionarsi sostenendo l’ordalia di camminare su vomeri arroventati grazie al soccorso di San Swithun. Guglielmo di Malmesbury, del resto, sottolinea come la regina non avesse avuto un buon rapporto col primo marito e avesse sempre preferito Cnut (quindi, implicitamente, anche i figli avuti da lui). Non è escluso che vi fossero tra i due questioni irrisolte riguardo agli sfortunati eventi del 1036 che avevano portato alla morte di Ælfred.

Emma morì il 6 marzo 1052 (ii nonas Martii, Cronaca anglosassone, MS D) e fu sepolta presso l’Old Minster di Winchester, accanto a Cnut.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Adamo da Brema, Magister Adam Bremensis Gesta Hammaburgensis ecclesiae pontificum. Adam von Bremen. Hamburgische Kirchengeschichte, 3. Auflage, ed. B. Schmeidler, Hamburg und Leipzig, 1917.

 

Anglo-Saxon Chronicle. A Collaborative edition, voll. 1-8, curatori vari, MSS C-F, Cambridge, 1996-2004.

 

Annales monasterii de Wintonia, in Annales monastici, vol. 2, ed. H. R. Luard, London, 1864, pp. 1-129.

 

Anonimo, Encomium Emmae reginae, ed. and transl. A. Campbell, London, 1949; repr. with introduction by S. Keynes, London, 1998.

 

Guglielmo di Malmesbury, Willelmi Malmesbiriensis monachi gesta regum Anglorum, voll. I-II, ed. T. D. Hardy, 1855.

 

Henry di Huntingdon, Historia Anglorum, ed. D. E. Greenway, vol. 2, 1996.

 

Keynes, Emma [Ælfgifu] (d. 1052), Oxford Dictionary of National Biography online, 2004, <www.oxforddnb.com> (ultima consultazione 27.12.2021).

 

PASE (Prosopography of Anglo-Saxon England), www.pase.ac.uk, s.v. Emma 2 (ultima consultazione 28.12.2021).

 

Stafford, Queen Emma and Queen Edith: Queenship and Women’s Power in Eleventh-Century England, Oxford, 1997.

 

The Gesta Normannorum ducum of William of Jumièges, Orderic Vitalis and Robert of Torigni, 2 voll., ed. and transl. E. van Houts, Oxford, 1992-95.

 

Emma riceve il testo dell’Encomium dall’autore dell’opera; sullo sfondo i figli Harthacnut ed Edoardo. Londra, British Library, MS Add 33241, f. 1v (ultima consultazione 27.12.2021).

 

Cnut ed Emma collocano una croce sull’altare del New Minster. Londra, British Library, MS Stowe 944, f. 6r (Liber vitae del New Minster)  (ultima consultazione 27.12.2021).

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Valeria Di Clemente

Valeria Di Clemente insegna filologia germanica presso l’università di Catania, sede di Ragusa. Si occupa di lingua e letteratura medica nel Medioevo germanico, antroponimia, presenza dell’elemento linguistico e culturale germanico nella Scozia medievale, women’s studies (Europa settentrionale e Scandinavia nel Medioevo), ricezione del mito e della letteratura germanica nella produzione culturale contemporanea, Early Scots e letteratura scozzese medievale. Il suo profilo pubblico è consultabile al link http://www.sdslingue.unict.it/docenti/valeria.diclemente/.

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