Enella Benedict

Illinois 1858 - Virginia 1942
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Gli studi su questa pittrice sono rari e di contenuto piuttosto ridotto. Eppure Enella Benedict, oltre ad esprimere un rilevante talento artistico, ha svolto una serie di attività di grande valore per la politica delle donne e la società nel suo complesso.

 

Per una donna, agli inizi del secolo scorso, riuscire a frequentare scuole d’arte era ancora un’impresa; tanto più se apparteneva ad una severa famiglia presbiteriana come quella di Enella Benedict, che si avvicinava ai trent’anni quando poté approfondire gli studi artistici prima a Chicago e poi a New York. Determinata a coltivare le proprie attitudini, nel 1889 Enella andò a Parigi dove l’Académie Julian era stata aperta, nel 1880, anche alle donne; l’istituzione disponeva di docenti di rilievo (Constant e Lefebvre) e artisti valenti, ospitava una realtà multietnica e prometteva apertura culturale e apprendimento collegiale. Benedict vi si iscrisse piena di aspettative, ma dovette fare i conti con una persistente disparità di trattamento: nonostante stesse pagando una retta maggiorata rispetto agli studenti maschi, veniva spesso isolata da loro e si trovava a ricevere una istruzione meno puntuale solo perché donna. Anche la pittrice Maria Bashkirtseff, coetanea di Enella, scriveva indignata di come l’affidamento degli studenti ai tutors venisse assicurato in modo differente: mentre uno studente poteva contare sull’assistenza di tre docenti specialisti, una studentessa era seguita da un solo insegnante generico. 

 

Enella Benedict coniugava la passione per l’arte con l’impegno per l’emancipazione femminile, che vedeva nascere nei paesi anglosassoni numerose iniziative rivolte al cambiamento sociale. A cavallo tra ‘800 e ‘900, infatti, numerose comunità di donne indipendenti stavano dando vita al movimento della New Woman, impegnato a dimostrare le capacità femminili e a scardinare il dominio maschile all’interno della società. Anche stando in Europa l’artista aveva mantenuto diversi contatti con queste donne; rientrata negli USA dopo l’esperienza francese, concentrò il proprio impegno nel settore dell’istruzione e si unì al cosiddetto Movimento per gli insediamenti, che progettava aree residenziali di nuova concezione: per combattere discriminazioni e miseria, il Movimento eliminava la segregazione abitativa basata sulla condizione sociale e costruiva quartieri interclassisti dotati di servizi come asili nido, istruzione e assistenza sanitaria.

 

Dal 1892-93 Enella collaborò con Ellen Gates e Jane Addams alla fondazione della Art School di Hull House, a Chicago, realizzata anche grazie alla filantropia di Mary Rozet Smith e Louise De Koven Bowen; per potersi garantire un’entrata economica, l’artista insegnava anche nell’Accademia di Chicago che l’aveva avuta come allieva. Presso la Hull House, economicamente accessibile a tutti e concepita secondo le nuove idee, Benedict visse e insegnò disegno, pittura, modellato e incisione, mantenendone la direzione per cinquant’anni. Inoltre collaborava per le scenografie anche con le classi di teatro, musica e danza di Eleanor Smith e Edith de Nancrede, dando vita con loro ad un clima estremamente vivace dal punto di vista culturale e relazionale. 

Nella mentalità comune di quel periodo prevaleva ancora la distinzione tra “arte di alta concezione”, cioè pittura e scultura di ispirazione classica, e “arti applicate”, viste in funzione essenzialmente decorativa: era il caso della ceramica, della tessitura, della lavorazione dei metalli e del vetro, comunemente affidate ad operai anonimi, spesso donne. All’opposto, l’Art School di Benedict organizzava corsi attenti agli sbocchi lavorativi e alle tradizioni locali (soprattutto nel settore tessile); inoltre si distingueva per offrire ai suoi artisti, in termini di opportunità espositive, assai più di quanto facevano le altre scuole. 

 

Enella non solo incoraggiava la produzione artistica degli studenti, ma si interessava anche della promozione e vendita dei loro manufatti, organizzava mostre e tour dei musei, coinvolgendo docenti esterni e ex allievi. I suoi impegni ed interessi erano molteplici: si prese cura della biblioteca e del miglioramento del lessico degli allievi, tenne conferenze, lavorò come impiegata della Banca di Risparmio per il piano previdenziale dei bambini, monitorò l’andamento della palestra, si occupò dei servizi di accettazione e accoglienza nei confronti del vicinato e dei visitatori. 

Nel frattempo trovava spazio per la propria arte, di cui curava anche la commercializzazione. Enella Benedict era disegnatrice di talento e dipingeva ritratti ad olio e acquarello, figure, paesaggi marini o rurali e scene urbane. Purtroppo non si rintracciano che pochissime opere della sua produzione. Dalle scarse testimonianze si può rilevare un notevole divario stilistico tra i quadri del primo periodo, con ritratti e vedute di gusto tardo romantico, e le opere successive più aggiornate; in queste i paesaggi sentono maggiormente l’influsso impressionista (come si nota dalle pennellate mosse e interrotte), mentre i ritratti restano fedeli al naturalismo. Per quanto considerasse con rispetto i movimenti più all’avanguardia del periodo, Enella amava riprodurre i volti reali; essendo un’attenta viaggiatrice ritraeva soprattutto le persone che incontrava, e ogni anno esponeva il risultato dei suoi studi. Tuttavia il suo realismo si discosta da quello di Courbet, che pareva più interessato alla descrizione di ambienti e oggetti piuttosto che alle emozioni umane: la pittrice americana dimostra una partecipazione più affine allo stile empatico di Mary Cassatt, utilizzando anche gli studi della collega sulla luce per alcuni ritratti carichi di suggestione, come quello dell’amica Jane Addams dipinto intorno al 1900.

 

Quando a Chicago si tenne la Fiera Mondiale Colombiana, inaugurata nel 1893 per celebrare i 400 anni dalla scoperta dell’America, Enella Benedict espose tre dipinti nella sezione dedicata alla pittura delle donne. 

Sempre pronta a mettersi alla prova, nel 1917 progettò perfino il cottage che sarebbe diventato il suo ritiro estivo per circa 25 anni; un muratore ne eseguì la realizzazione sotto la sua guida.

La disposizione magistrale contraddistinse tutta la vita di questa artista. Oggi alcune ricostruzioni tendono a descrivere l’esperienza nella Hull House come un generico esempio di riformismo progressista, senza coglierne la ricaduta di potenziamento per le donne, che in queste attività hanno dimostrato di raggiungere carriere professionali avanzate, hanno dato vita al sindacalismo femminile, hanno ottenuto riconoscimenti di altissimo livello, come il premio Nobel per la Pace assegnato a Jane Addams nel 1931. E fu proprio nella conduzione creativa della Hull-House che la personalità di Enella trovò rinforzo e riconoscimento. 

Lidia Piras

Ha fatto parte di diverse associazioni di donne fin dagli anni universitari e si è laureata a Cagliari con una tesi sul lavoro femminile. Insegna Storia dell’Arte nei licei da circa vent’anni; contemporaneamente svolge una specifica ricerca sulle artiste del passato, confrontandosi con la prospettiva pedagogica della differenza. Negli ultimi anni ha tenuto una serie di lezioni pubbliche su temi come: La corporeità difficile: testimonianza di alcune artiste sulla violenza, Il punto di vista di genere nell’architettura di Grete Schϋtte–Lihotzky, Charlotte Salomon: un percorso di rinascita interrotto ad Auschwitz.

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