Vera Gobbi Belcredi

1903 - 1999
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Vera Gobbi Belcredi nasce a Roma il 21 settembre del 1903, in un ambiente pregno di stimoli culturali, essendo figlia di Giacomo Gobbi Belcredi, uno dei più importanti protagonisti del giornalismo italiano a cavallo tra fine Ottocento e inizi Novecento1. Iniziato lo studio del pianoforte da giovanissima, Vera si diploma privatamente alla Reale Accademia di Santa Cecilia, con il massimo dei voti e la lode, a soli sedici anni, sotto la guida di Ines Galamini. Continua la sua formazione, prima con la sua insegnante e, dopo qualche anno, con Marco Enrico Bossi, allora direttore del Liceo musicale di Roma, il futuro Conservatorio “Santa Cecilia”. Consolida, così, il suo repertorio di studio, specie quello classico del pianismo otto-novecentesco: in questo periodo, Vera studia, tra gli altri, i clavicembalisti italiani, Bach, Beethoven, Chopin, Schumann e Brahms e non manca di compiere qualche incursione nel repertorio di  Debussy, Albeniz e Rachmaninov. 

Contemporaneamente intraprende la carriera concertistica nei salotti privati romani, dove in quegli anni passa il fior fiore del mondo artistico e letterario, ed anche nelle stagioni di istituzioni pubbliche, dove si esibisce sia come solista, sia in formazioni cameristiche. Il 26 marzo del 1920 all’Accademia Filarmonica Romana, in duo con la violoncellista Anna Negri, Vera esegue la Sonata n. 6 di Boccherini e la Sonata op. 69 di Beethoven; nello stesso concerto, come solista, affronta lo Studio op.10 n.5 di Chopin, lo Studio in mi bemolle maggiore di Paganini-Liszt, Perpetuum Mobile di Webern e Triana di Albeniz. Il 19 maggio del 1922 Vera suona al Lyceum Club Internazionale di Firenze, primo circolo culturale femminile del capoluogo toscano.2

La vera svolta nella vita artistica della Belcredi arriva in occasione dell’incontro con Alfredo Casella, dal 1931 titolare del neonato corso di perfezionamento di pianoforte dell’Accademia di Santa Cecilia. Vera è tra i primi allievi di Casella e si diploma nel 1935, con un autorevole riconoscimento: una borsa di studio di consistente entità erogata del Ministero Nazionale dell’Educazione.

L’incontro con Casella determina la svolta modernista della pianista che inizia lo studio di composizioni di Ravel, Villa-Lobos, Albeniz, Castelnuovo-Tedesco, Stravinskij, Richard Strauss e dello stesso Casella, del quale diventa l’allieva prediletta. Nel 1925 inizia la collaborazione di Vera con la radio: nel concerto trasmesso lunedì 2 febbraio 1925 da Radio Roma, la Belcredi esegue la Sonata in sol maggiore di Domenico Scarlatti, tre preludi di Chopin e In Montagna di Grieg. Dopo tanti altri concerti, quella della Gobbi Belcredi alla radio diventa una vera e propria attività di divulgazione della musica negli anni in cui il suo repertorio vira verso la musica moderna: il 24 novembre 1931 porta in radio, in prima esecuzione assoluta in Italia, la Rhapsody In Blue di Gershwin, replicandola il 1 gennaio 1932. Con una nuova esecuzione, il 18 aprile dello stesso anno, alla Filarmonica Romana, la pianista sdogana l’esecuzione di musica moderna nelle sale da concerto, dove, fino ad allora, difficilmente veniva eseguita per timore della reazione del pubblico dei tradizionalisti. L’anno successivo, il 2 marzo, è la volta, sotto la direzione di Casella, del Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra di Ravel, dei Tre movimenti da Petrushka di Stravinskij e di Burleske per pianoforte e orchestra in re minore di Richard Strauss, tutti in prima esecuzione in Italia. Nella sua carriera, Vera Belcredi suona diverse volte per la Società Dante Alighieri, come nel concerto del 14 marzo 1935, nel quale spazia dagli antichi ai contemporanei interpretando, “con raro senso musicale e con perfetta tecnica”, Galuppi, Clementi, Bach, Beethoven, Casella, Ravel e Stravinskij.3 I resoconti dell’epoca, per un altro concerto tenuto dalla Belcredi per la Società Dante Alighieri a Norimberga, nel salone del “Musikhistorisches Museum”, ci raccontano che: «ha tenuto un applauditissimo concerto svolgendo uno scelto programma di musica italiana e tedesca. La signora Belcredi ha avuto un grande successo ed ha dovuto ripeter parecchie interpretazioni”».4  Il 18 ottobre 1935, la pianista tiene alla radio un concerto dedicato alle donne professioniste e artiste. Nello stesso periodo, la sua attività concertistica si svolge in alcune delle più importanti sale da concerto dell’epoca, spesso nell’ambito di prestigiose rassegne: nel 1935 suona alla III Rassegna Nazionale di Musica Contemporanea e nel ’36, dopo essersi esibita per la Camerata Napoletana e l’Accademia di Santa Cecilia, in dicembre suona in un recital per l’Accademia dei concerti di Cagliari. Nel ’37, sempre nell’ambito della Rassegna Nazionale di Musica Contemporanea (la IV), con Maria Forst, nella Sala Santa Cecilia a Roma esegue la Sonate n. 1 in Do minore e la Sonata breve in Do n. 3 di Franco Margora, entrambe per violoncello e pianoforte. Il ’37 è anche l’anno in cui la pianista è festeggiata al Teatro Civico di Sassari. Nel ’39, all’Istituto Italo-Germanico di Roma, si distingue particolarmente per l’esecuzione delle Variazioni Goldberg di Bach. Per la stagione sinfonica 1940-1941, al Teatro Adriano di Roma, sotto la direzione di Franco Ferrara, il 1 gennaio 1941 Vera si esibisce nel concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in fa minore di Chopin.

La sua carriera pianistica si dipana per oltre un trentennio e registra, tra le altre, l’esecuzione delle Variations sur une Chaconne di Casella op. 3 e della Toccata in si bemolle op.11 di Clementi. Il 18 dicembre 1947 ritorna a suonare le Variazioni Goldberg all’Accademia Filarmonica Romana. Il 13 marzo 1951, nella Sala Martucci del Conservatorio di Napoli, suona il Secondo Concerto in Sol minore n. 2, op. 22 di Saint Saëns. L’ultimo concerto risale al 13 dicembre 1952 quando, all’Auditorium del Foro Italico, la pianista suona, con Armando Renzi e sotto la bacchetta di Herbert von Karajan, il Concerto per due pianoforti e orchestra H 292 di Bohuslav Martinů, in prima esecuzione in Italia.

Dal 1953 non suona più in pubblico, dedicandosi esclusivamente all’attività didattica, iniziata anni prima presso il Conservatorio di Napoli, quale vincitrice, nel 1935, del concorso alla cattedra di pianoforte. A Napoli era rimasta fino al 1950, quando aveva ottenuto il trasferimento presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma, con prima assegnazione alla sede distaccata del Collegio del Foro Italico. È stato messo in luce come la sua metodologia didattica si distinguesse, principalmente, per la particolare attenzione prestata alla resa della scrittura polifonica e per la qualità del suono, per la quale curava in maniera puntuale il tocco dell’allievo. Il suo magistero si caratterizzò anche per la capacità di creare un rapporto con i propri alunni fecondo di risultati: tra questi, il direttore d’orchestra Marcello Panni e i pianisti Paolo Bordoni, Giuseppe Scotese e Annibale Rebaudengo.

Per Vera, l’accoglienza del pubblico fu sempre calorosa ed ella riportò costantemente critiche lusinghiere, tra le quali possiamo ricordare “Concerti Vari. Alla Sala Sgambati, ha suonato tra grandi applausi la pianista Vera Gobbi-Belcredi” e “Vera Gobbi Belcredi a Torino. Chiamata dalla sezione musicale della Società Pro-Cultura femminile, la giovane pianista romana Vera Gobbi Belcredi ha saputo conquistare il fine, colto ma severo pubblico torinese. Programma vasto e vario”.5 Vera Gobbi Belcredi si è spenta a Roma nel 1999. Non risultano, ad oggi, documenti sonori della sua arte.

  1. Giacomo Gobbi Belcredi, corrispondente per l’estero del quotidiano La Tribuna, è stato la prima figura di inviato speciale del giornalismo italiano. Le sue inchieste all’estero interessarono, oltre che le campagne d’Africa, i fatti di cronaca più scottanti di quegli anni, come, ad esempio, il processo Dreyfus e la strage di Aigues-Mortes, per i quali firmò taglienti resoconti giornalistici. Svolse la sua attività di cronista e direttore di quotidiani, oltre che in Italia (La Tribuna e Il Messaggero), anche in Sud America.  ^
  2. Il Lyceum Club Internazionale di Firenze venne fondato nel 1908 su iniziativa di un Comitato promotore composto dalle esponenti dell’aristocrazia e dell’alta borghesia cittadine di quegli anni. La fondazione del Club fu accompagnata dalla redazione di uno Statuto il cui primo articolo recitava: «È costituito in Firenze un Circolo Femminile Italiano intitolato “Lyceum” coll’intento di incoraggiare la Donna agli studi o alle opere letterarie, artistiche, scientifiche e umanitarie, coltivando e favorendo l’attività femminile in ciascuno di questi campi intellettuali».  ^
  3. “Pagine della Dante”, Marzo-Aprile 1935, ANNO XLV-N 2, p. 42  ^
  4. “Pagine della Dante”, Novembre-Dicembre 1935, ANNO XLV-N 6, p.33  ^
  5. La prima citazione è tratta da La nuova Italia musicale, 1932, p. 19. La seconda da Maglione, Strini, La donna moderna, rivista mensile di lettere, scienze, arti, 1933, p. 121.  ^

Fonti, risorse bibliografiche, siti

«Bollettino di segnalazioni. Elenco delle opere teatrali approvate», n.1, Ministero per la stampa e la propaganda.«Ispettorato del teatro,  Roma, marzo 1936-XVI, pp. 45, 48, 49

«Bollettino di segnalazioni. Elenco delle opere teatrali approvate», n.1, Ministero per la stampa e la propaganda. Ispettorato del teatro,  Roma, marzo 1937-XVII, p. 437

«Bollettino di segnalazioni. Elenco delle opere teatrali approvate», n.1, Ministero per la stampa e la propaganda. Ispettorato del teatro,  Roma, marzo 1938-XVIII, p. 413

«Pagine della Dante», Marzo-Aprile 1935, ANNO XLV-N 2, p. 42 

«Pagine della Dante», Novembre-Dicembre 1935, ANNO XLV-N 6, p.33

«Pagine della Dante», Novembre-Dicembre 1937, ANNO XLVII-N 1, pp. 17, 19

Maglione, Strini, La donna italiana rivista mensile di lettere, scienze, arti e movimento sociale femminile, 1933, p. 121

Riscica Daniele, Vera Gobbi Belcredi. Il turbine della perfezione, Polistampa, 2017

Tosi Silvia, Franco Ferrara. Una vita nella musica,  Le lettere, 2005, pp. 28, 201

https://www.ilmuseodellouvre.com/2016/04/11/archivio-gobbi-belcredi/ - ultima consultazione  3 dicembre 2021

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Maria Adele Ambrosio

Pianista, musicologa, conferenziere al Festival Internazionale di Mezza Estate di Tagliacozzo, catalogatrice di fondi della Biblioteca del Conservatorio Santa Cecilia, ha redatto note di sala e 50 voci biografiche pubblicate con il patrocinio della Regione Lazio, ha curato la realizzazione di eventi musicali, la traduzione, revisione e ampliamento di alcune lettere di un dizionario musicale inglese e la trascrizione filologica di libretti della commedeja pe museca. Ha studiato Storia della musica per danza. Collabora con riviste musicali. È laureanda in Giurisprudenza con tesi sulle Fondazioni liriche e impegnata nel completamento degli studi di composizione.

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