Rebecca Clarke*
Londra 1886 - New York 1979
Rebecca Clarke è stata una delle figure più originali e tecnicamente dotate del panorama musicale del Novecento, capace di imporsi come violista di fama mondiale e compositrice di rara profondità. Nata a Harrow, in Inghilterra, da madre tedesca e padre americano, crebbe in un ambiente che incoraggiava lo studio della musica, ma che si rivelò presto segnato da una rigida disciplina paterna. Il suo percorso formativo fu interrotto più volte. Nel 1903 entrò alla Royal Academy of Music per studiare violino, ma venne costretta dal padre a ritirarsi bruscamente quando il suo insegnante di armonia, Percy Miles, le propose il matrimonio.
Successivamente, fu la prima donna ammessa alla classe di composizione di Sir Charles Stanford al Royal College of Music. Fu proprio Stanford a suggerirle di passare dal violino alla viola, con un'intuizione che segnò la carriera e che Rebecca comprese appieno: «Sei proprio nel mezzo dei suoni e puoi capire come tutto viene realizzato». Tuttavia, anche questo percorso si interruppe quando il padre la allontanò di casa, forse perché aveva una relazione con un uomo sposato, costringendola a mantenersi autonomamente con la sola attività di violista.
Nel 1912 divenne una delle prime donne a suonare in un'orchestra professionale, la Queen’s Hall Orchestra di Henry Wood. La sua affermazione come compositrice arrivò nel 1919 con la Sonata per viola e pianoforte, presentata anonimamente al prestigioso concorso Coolidge. L'opera arrivò seconda, a pari merito con quella di Ernest Bloch; quando si scoprì che l'autrice era una donna, lo stupore dei giudici fu tale che la stampa ipotizzò che "Rebecca Clarke" fosse lo pseudonimo di un uomo.
Elizabeth Sprague Coolidge, la grande mecenate del concorso, divenne per lei una figura di riferimento, l'unica donna a offrirle il suo costante sostegno.
Se il rapporto con il padre fu difficile, Clarke costruì legami profondi con colleghe come la violoncellista May Mukle, con cui intraprese lunghi tour mondiali e fondò l’English Ensemble. Caratterialmente, Rebecca era nota per il suo umorismo sferzante, la lucidità mentale e un’energia che conservò fino alla fine dei suoi giorni.
Tuttavia, il suo talento dovette affrontare lunghi silenzi. Negli anni Trenta la sua produzione calò drasticamente. Durante la Seconda Guerra Mondiale, rimasta bloccata negli Stati Uniti, fu classificata come "bocca improduttiva da sfamare" dalle autorità britanniche e, impossibilitata a tornare in patria, fu costretta a lavorare come governante per mantenersi.
La stabilità arrivò nel 1944 grazie al matrimonio con James Friskin, un vecchio amico degli anni di studio. Sebbene la sua attività creativa non tornò mai ai ritmi della giovinezza, Clarke visse una «piccola rinascita» negli anni Settanta, quando la critica riscoprì i suoi capolavori come il Piano Trio (1921) e l’evocativa lirica The Seal Man (1922). È morta a New York a 93 anni, lasciando un'eredità di opere che, pur numericamente contenute, sono oggi considerate pietre miliari della musica da camera del XX secolo.
*Biografia a cura di Andrei Ungureanu. Sono nato in Moldavia nel 2006 e sto studiando presso il Liceo Musicale e Coreutico “F.A. Bonporti” di Trento dove mi sto preparando ad affrontare l’esame di maturità. Spinto dal desiderio di comprendere le dinamiche della mente e del comportamento umano, ho scelto di proseguire il mio percorso accademico alla facoltà di Scienze cognitive di Rovereto. Partecipo al gruppo SCRIBUNT: gruppo di Ricerca e Scrittura di Biografie – Università di Trento (referenti: Lucia Rodler, Maria Barbone, Susanna Pedrotti).
Fonti, risorse bibliografiche, siti su Rebecca Clarke*
Liane Curtis, Article on Rebecca Clarke from The New Grove Dictionary of Music and Musicians, London, Macmillan, 2001.
Michael Ponder, Rebecca Clarke, in «British Music Society Journal», vol. 5, 1983.
Rachel Howe, Rebecca Clarke. Forgotten Voices Biography, Oxford International Song Festival, 2022, in www.oxfordsong.org
Rebecca Clarke Society, Her Life, in www.rebeccaclarke.org.
Voce pubblicata nel: 2026