di Marja Aljokhina traduzione dall’inglese di Dafne Calgaro

Riot Days

Una prigionia politica nella Russia di Putin

Nel febbraio 2012, dopo aver introdotto di nascosto una chitarra elettrica nella cattedrale di Mosca, Marja Aljokhina e altre componenti del collettivo radicale Pussy Riot cantano una provocatoria Preghiera punk, sfidando la Chiesa ortodossa e il suo sostegno al regime autoritario di Vladimir Putin. Per questo vengono accusate di «disturbo della quiete pubblica motivato da odio e avversione per la religione, e di comportamento ostile collettivo» e processate, rinchiuse in una prigione di sicurezza, sorvegliate da rottweiler. Le Pussy Riot diventano un caso internazionale e una delle proteste più note contro il regime di Putin. Durante i suoi due anni di reclusione, Marja Aljokhina ha perseguito una propria battaglia contro il sistema carcerario russo rifiutando ogni giorno, ostinatamente, di essere privata della sua dignità, ottenendo condizioni più umane per ogni detenuta e detenuto. Riot Days è il racconto di questi due anni: dei suoi pensieri, della retorica con cui il potere reprime la dignità, della relazione con le compagne. Tagliente, divertente, drammatico, ma anche lirico, il racconto di Marja Aljokhina è un testo per nulla convenzionale, costellato di canzoni, brani di interrogatori, estratti dal suo diario di prigionia e memorie della poesia russa: una giovane donna che ha affrontato la tirannia e ne è uscita con la prova che anche una persona sola può fare la differenza.
Riot Days è stato pubblicato nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Australia, in Germania, in Francia, in Giappone, in Brasile, nella Repubblica Ceca, in Ungheria e ora, finalmente, in Italia. Da questo libro, lo spettacolo Riot Days, che nasce nel dicembre 2016 dalla collaborazione fra Marja Aljokhina e il produttore musicale Alexander Cheparukhin, che ha portato sui palchi di tutta Europa (anche in Italia, al Teatro Arcimboldi) l’energia e la protesta delle Pussy Riot contro Vladimir Putin e contro ogni tirannia.


Marja Aljokhina è un’attivista politica, artista e membro del collettivo Pussy Riot. In seguito alla performance Punk Prayer nella cattedrale di Mosca il 21 febbraio 2012 è stata ritenuta colpevole di «vandalismo motivato da odio religioso», condannata a due anni di reclusione e trasferita in una colonia penale negli Urali. Da prigioniera politica in uno dei sistemi carcerari più duri del mondo si è impegnata per migliorare la vita dei suoi compagni di prigionia prima di continuare la sua opera come attivista e artista all’esterno. È co-fondatrice della testata indipendente russa MediaZona e attrice con il Teatro libero di Bielorussia.

I nostri libri sono distribuiti nelle librerie di tutta Italia da Messaggerie Libri.
La promozione è curata da PEA Italia.

Ufficio stampa:
IDN Media Relations di Isabella Di Nolfo
Milano, t. 02 70104488
idn@idnmediarelations.it

Per esigenze particolari, dubbi o informazioni di qualsiasi genere scrivete a redazione@enciclopediadelledonne.it. Saremo felici di sentirvi, aiutarvi, rispondervi.