Ida Vitale

1923 - vivente
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Ida Ofelia Vitale Povigna, raffinata figura intellettuale femminile, insegnante, poeta, saggista, traduttrice e critica letteraria è nata a San Felipe y Santiago de Montevideo (Montevideo), capitale dell’Uruguay, il 2 novembre del 1923. È la più longeva esponente del movimento artistico Generación del ‘45 di cui facevano parte altri grandi scrittori uruguaiani di origine italiana come Juan Carlos Onetti, Carlos Maggi o Idea Vilariño.

La sua scrittura è caratterizzata da un’attenzione per il mondo naturale e da un simbolismo volto all’indagine delle “alchimie del linguaggio”, la sua poesia è essenzialista, ovvero mira più alla concretezza delle parole che alla loro funzione accessoria. La combinazione di queste peculiarità consente di collocarla nella tradizione delle avanguardie storiche latinoamericane.

 

Figlia unica di Publio Decio e Ortensia, è parte della quarta generazione di emigrati dalla Sicilia, prevalentemente dalla provincia di Palermo. Cresciuta in una famiglia colta, ricorda che nella sua giovinezza “arrivavano ogni giorno a casa 4 giornali con pagine dedicate alla cultura, dove spesso si potevano pubblicare poesie”. L’infanzia di Ida fu segnata da questa eredità e ricchezza culturale: disponeva di una grande biblioteca che lei stessa aiutava a spolverare diligentemente, ogni sabato mattina.

 

Iniziò la sua educazione a casa, aiutata da una zia, Débora Vitale D’Amico, la quale fondò la sezione femminile della scuola nazionale José Pedro Varela e poi una seconda scuola femminile con lo stesso nome. Si comprendono le solide premesse per le quali Ida Vitale avrebbe deciso di studiare Lettere all’Università dell’Uruguay, dove in seguito divenne anche docente.

Altre figure letterarie consolidarono il suo orientamento letterario: José Bergamín, insegnante a Montevideo e lo spagnolo Juan Ramón Jiménez (1881 – 1958 insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel ’56).

Ha cooperato con varie riviste o giornali tra i quali vanno ricordati El País (storico quotidiano fondato a Montevideo nel 1918), Marcha (settimanale fondato da Carlos Quijano nel 1939) Época (fu direttrice tra il 1962 e il 1964), Maldoror e Jaque. In altri paesi ha collaborato per riviste letterarie e culturali come Clinamen (1947-1948) Asir (pubblicata dal 1948 al 1959), Crisis (di Buenos Aires, rivista politico-culturale edita fra il 1973 e il 1976), Eco (rivista colombiana di Bogotá), Vuelta (rivista messicana fondata nel 1976), col quotidiano Unomásuno (tabloid messicano fondato nel 1977) e con El Pez y La Serpiente (influente rivista del sud America di cui fu direttore Pablo Antonio Cuadra).

 

Fin dalla più giovane età, aveva scoperto l’incantesimo dei romanzi: per un lungo periodo continuò a leggere più prosa che poesia e forte era l’ammirazione che nutriva per Cervantes. Ida è sempre stata anche una diligente e perseverante studiosa di figure e opere storiche, tra cui va citata almeno Gabriela Mistral (Lucila Godoy Alcayaga 1889 – 1957) e le poetesse uruguaiane Delmira Agustini (1886 – 1914) e María Eugenia Vaz Ferreira (1875 – 1924), che le trasmisero la passione per la poesia lirica.

Quando scrive, preferisce rinunciare alla completa perfezione formale in cambio di un certo enigma, un punto di stimolo e di mistero. Con maestria spoglia i suoi scritti di ogni elemento ritenuto superfluo, continua a “potare il testo” finché non rimane che l’essenza.

Arrivata al “punto di saturazione”, abbandona lo scritto in un cassetto fino a quando non l’ha quasi dimenticato. Infine, quando ormai potrebbe sembrare l’opera di un’altra persona, lo rilegge ancora e finalmente lo giudica.

 

Le sue prime opere rilevanti furono “La luz de esta memoria“del 1949, cui seguirono “Palabra dada” (1953), “Cada uno su noche” (1960) e “Paso a paso” (1963).

Nella sua lunga vita, Ida Vitale ricoprì importanti ruoli anche nell’ambito della critica letteraria e fu eccellente traduttrice e saggista (ha tradotto autori come Simone de Beauvoir, Benjamin Péret, Gaston Bachelard, Jacques Lafaye, Jules Supervielle, Jean Lacouture, Mario Praz, Luigi Pirandello).

 

Tra i molti riconoscimenti vanno segnalati il IX Premio Internacional Octavio Paz per la Poesia e la Saggistica (2009), il Premio Internacional Adolfo Reyes (2014), il Premio Reina Sofía della poesia Ibero-americana (2015), il Premio Internacional de Poesia Federico García Lorca (2016), il Premio Max Jacob (2017) e il Premio Cervantes (2018), dove nella motivazione viene evidenziato che “il suo linguaggio è uno dei più conosciuti nella poesia spagnola contemporanea: esso è al contempo intellettuale e popolare, universale e personale, superficiale e profondo”.

Ida è sempre stata una persona umile, semplice e marcatamente divertente: in un’intervista alla fiera del libro (Feira Internacional do libro de Guadalaxara) disse: “El humor es esencial para sobrevivir”.

Nel discorso di accettazione del premio Cervantes, ha ricordato le sue origini italiane che la stimolarono alle “letture per adulti”, ovvero relative alle opere di poeti italiani come Ariosto e Dante Alighieri. Ricorda volentieri anche la nonna paterna e lo zio Pericle che le leggeva, in italiano, testi della commedia dell’arte.

Ha scritto molto, praticamente per tutta la vita. Altri suoi libri relativamente recenti sono: “Mínimas de aguanieve” (2016) e la compilation “Poesía reunida” (2017).

Nel 1950 sposò il compagno della Generación del 45, Angel Rama (1926 – 1983) scrittore, accademico e critico letterario, con il quale ha avuto due figli, Amparo (1951) e Claudio (1954). Dopo la separazione si risposò con Enrique Fierro (Enrique Héctor Fierro Podestá, 1941 – 2016), discepolo di Angel Rama, anche lui poeta.

Fu una dura oppositrice della dittatura militare dell’Uruguay (1973-1985) e nel 1974 dovette fuggire in Messico. Visse con Enrique l’esilio e lì fece la conoscenza di Octavio Paz (Octavio Irineo Paz Lozano 1914 – 1998) poeta e scrittore messicano divenuto premio Nobel nel 1990 ed entrando a far parte dello staff editoriale della rivista Vuelta.

 

Rientrata in Uruguay, dopo circa due anni decise di emigrare nuovamente, questa volta verso gli Stati Uniti. Si stabilì ad Austin (Texas) dove rimase per trent’anni, ovvero fino al 2016. A seguito della scomparsa del secondo marito fece ritorno a Montevideo, dove tutt’oggi, novantottenne, risiede. 

Massimo Kofler

È uno dei soci della Società Italiana di Statistica, dell’Unione Matematica Italiana e di altre associazioni scientifiche.

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