Fanny Edelman (nata Fanny Jabcovsky) è stata una politica, attivista e dirigente comunista argentina, tra le più significative figure dell’antifascismo e del movimento femminile internazionale del Novecento. Per oltre settant’anni partecipò alle principali campagne di solidarietà internazionale promosse dal Partito comunista argentino, distinguendosi per il sostegno alla Repubblica spagnola durante la guerra civile, per l’impegno contro il fascismo e la difesa dei diritti delle donne. Dal 1989 fino alla morte ricoprì la carica di presidente del Partito comunista argentino.

Figlia di immigrati ebrei originari dell’Europa orientale – il padre proveniente dall’impero russo e la madre dalla Romania – nacque in Argentina nella città di San Francisco, nella provincia di Córdoba. La famiglia, di modeste condizioni economiche, si trasferì dapprima a General Belgrano e successivamente a Buenos Aires. Il padre lavorò come telegrafista e commerciante, mentre la madre contribuiva al sostentamento familiare svolgendo il mestiere della sarta.

Fin dall’infanzia Fanny crebbe in un ambiente sensibile alle questioni sociali e politiche: i genitori parteciparono alle campagne di solidarietà a favore delle popolazioni colpite dalla carestia del Volga nei primi anni Venti e la introdussero alle manifestazioni del movimento operaio e democratico argentino.

A Buenos Aires Fanny frequentò il Conservatorio nazionale di Musica, approfondendo gli studi musicali e interessandosi al folklore argentino. La sua formazione culturale fu alimentata anche dalla lettura dei classici della letteratura e dei testi del pensiero socialista e marxista, presenti nella biblioteca della famiglia. Le difficoltà economiche le impedirono tuttavia il proseguimento degli studi universitari, poiché le limitate risorse della famiglia furono destinate ai fratelli maschi, secondo una prassi ancora diffusa nella società dell’epoca.

Giovanissima iniziò quindi a lavorare, dapprima in un laboratorio tessile e successivamente come insegnante di musica, senza interrompere il proprio crescente interesse per l’impegno politico. Il colpo di Stato del generale José Félix Uriburu nel 1930 rappresentò una svolta nella sua formazione civile.

Inseritasi negli ambienti artistici e intellettuali della sinistra argentina, frequentò il gruppo riunito attorno al pittore e incisore Guillermo Facio Hebequer, dove conobbe, tra gli altri, Leónidas Barletta e Álvaro Yunque. Qui incontrò anche Bernardo Edelman, che sarebbe divenuto suo marito e con il quale condivise l’impegno politico. Fu proprio grazie a lui che nel 1934 aderì al Partito comunista argentino, iniziando immediatamente l’attività nel Soccorso Rosso Internazionale, organizzazione impegnata nell’assistenza ai detenuti politici e alle vittime della repressione.

L’inizio della guerra civile spagnola nel luglio del 1936 rafforzò ulteriormente il suo impegno internazionalista. Partecipò alle campagne di solidarietà promosse in Argentina a sostegno della Repubblica, collaborando con il Patronato Español de Ayuda a las Víctimas Antifascistas (PEAVA), la Federación de Organizaciones de Ayuda a la República Española (FOARE) e il Comité Pro Huérfanos de España, una vasta rete di assistenza destinata agli orfani e alle famiglie colpite dalla guerra.

Nel settembre del 1937 Fanny e Bernardo Edelman raggiunsero la Spagna repubblicana. Mentre il marito svolgeva attività giornalistica collaborando con la stampa antifascista, Fanny fu assegnata ai servizi logistici del Soccorso Rosso nelle retrovie del fronte.

Durante la permanenza in Spagna Fanny entrò in contatto con alcune delle principali personalità della cultura e della resistenza repubblicana, tra cui Rafael Alberti, Antonio Machado, Miguel Hernández, Tina Modotti e Matilde Landa, oltre ai comandanti Enrique Líster, Juan Modesto e Valentín González, detto “El campesino”.

L’esperienza della guerra civile lasciò un’impronta profonda nella sua formazione politica e umana e costituì il punto di riferimento costante del suo successivo impegno antifascista. Costretta a rientrare in Argentina nella primavera del 1938, proseguì senza interruzioni l’attività di sostegno alla causa repubblicana, coordinando per molte ore al giorno il lavoro delle organizzazioni di solidarietà impegnate nell’assistenza ai profughi e alle vittime della guerra, anche dopo la caduta della Repubblica nel 1939.

Nel secondo dopoguerra estese il proprio impegno internazionale sostenendo le campagne di solidarietà con l’Unione Sovietica, la Cina, il Vietnam, il Portogallo, il Nicaragua e il Cile di Salvador Allende.

Parallelamente, assunse un ruolo sempre più rilevante nel movimento femminile, operando dapprima nell’Unión de Mujeres Argentinas e successivamente nella Federazione Democratica Internazionale delle Donne (Women’s International Democratic Federation), della quale fu anche segretaria generale e, in seguito, presidente. Attraverso tali organismi promosse la pace, l’emancipazione femminile, la difesa dei diritti sociali e la cooperazione internazionale fra le organizzazioni delle donne.

Dopo la morte di Athos Fava, nel 1989 fu eletta presidente del Partito comunista argentino, incarico che mantenne fino alla sua morte. Pur assistendo alla crisi del movimento comunista internazionale dopo il crollo dell’Unione Sovietica, continuò a rappresentare una delle figure simboliche della sinistra argentina, partecipando a conferenze, incontri pubblici e iniziative dedicate alla memoria della guerra civile spagnola e della Resistenza antifascista.

Nel corso della sua lunga vita ricevette numerosi riconoscimenti in Argentina e all’estero: nel 2011, in occasione del suo centesimo compleanno, istituzioni culturali e organizzazioni sociali le dedicarono celebrazioni pubbliche, riconoscendole il ruolo di protagonista della solidarietà internazionalista del Novecento.

Morì a Buenos Aires a cento anni. La sua vicenda rappresenta una delle testimonianze più significative dell’antifascismo internazionale e della partecipazione femminile ai movimenti politici del XX secolo.

Fonti, risorse bibliografiche, siti su Fanny Edelman

Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna, Fanny Edelman è morta a 101 anni, 10 novembre 2011.
Hasta siempre, compañera Fanny!, 3 novembre 2011.
Isidoro Gilbert, Murió Fanny Edelman, una histórica del PC, in Clarín, 2 novembre 2011.
Alejandro Rebossio, Fanny Edelman, el corazón del Partido Comunista argentino, in El País, 3 novembre 2011.




Voce pubblicata nel: 2026

Ultimo aggiornamento: 2026