Maria Pia Carnevali
Bologna 1917 - 1996
Essere sorella soltanto per parte di padre del poeta in lingua inglese Emanuel Carnevali (1897-1942) – conosciuto peraltro solo una sera al ritorno di questi dall’America nel 1922 e che non potè frequentare, dal momento che lo scrittore, gravemente malato, si trasferì subito a Bazzano, in provincia di Bologna – fu una circostanza che segnò e condizionò tutta l’esistenza di Maria Pia.
Maria spiega nella prefazione a Il primo dio, un romanzo autobiografico di Emanuel, la scelta di pubblicare il titolo molti anni dopo la morte del fratello e, soprattutto, cosa la spinse a intraprendere i complessi lavori di raccolta e traduzione di tutti i suoi scritti, che la impegnarono a lungo negli anni successivi. Afferma qui di aver trovato la ragione di tale corposo lavoro nella «consapevolezza che un autore, il quale ebbe una notevole risonanza negli Stati Uniti, non deve rimanere più a lungo ignorato nella sua terra d’origine»: Emanuel, capace in pochissimi anni di farsi conoscere e apprezzare in America, risultava ancora sconosciuto in Italia, dove per tanto tempo lo sarebbe stato ancora, senza l’operato di Maria Pia.
Un lavoro, quello della sorella dello scrittore, intrapreso inizialmente con una certa diffidenza, poi invece via via stimolato e motivato sempre più dalla «sua [di Emanuel] straordinaria personalità, dal suo amore profondo, quasi sofferto, per la natura e, soprattutto, da quel grido di disperazione che prorompe da tutta la sua opera, ma specialmente dalle sue poesie […]».
Nata a Bologna nel 1917, terzogenita di Tullio Carnevali e della sua seconda moglie, Valeria Grossi, con il fratello ebbe solo un breve rapporto epistolare, costituito da sette lettere in inglese, prive di data, che lui le mandò da Bazzano, dove aveva preso residenza, in quanto il padre era commissario prefettizio del locale Comune. In tali lettere Emanuel si rivolgeva alla sorella, domandandole di intercedere presso il genitore, affinché gli corrispondesse aiuti economici, mettendola al corrente circa il suo stato di salute, chiedendole di poter continuare a corrispondere con lei, cosa che invece non avvenne mai più.
Laureatasi in Lettere classiche, Maria Pia dedicò tutta la sua vita all’insegnamento di materie letterarie presso un istituto bolognese. Fu solo nel 1971 che ebbe modo di avviare una conoscenza più approfondita del fratello. L’occasione fu l’incontro con l’americano David Stivender (1933-1990), maestro dei cori del Metropolitan Opera di New York, esperto di letteratura americana e massimo studioso dell’opera di Emanuel Carnevali, venuto in Italia alla ricerca di scritti del poeta. Da quel momento Maria Pia rimase in contatto epistolare con Stivender per parecchi anni, ricevendo da questi le poesie e le prose di Emanuel, attraverso le quali potè avvicinarsi al fratello, di cui lei aveva, fino ad allora, letto ben poco e in traduzioni incomplete.
Mossa dall’intento di far conoscere anche ai propri familiari le straordinarie doti poetiche del fratello, cominciò a tradurre gli scritti, che via via riceveva dall’amico americano. Tra questi anche il testo originale del romanzo autobiografico e incompiuto di Carnevali, The First God, così come ricostruito da David Stivender, attraverso l’espunzione di tutte le interpolazioni che la scrittrice americana Kay Boyle vi aveva sovrapposto per dar vita all’opera da lei curata, The Autobiography of Emmanuel Carnevali. Nel 1978, incoraggiata dall’approvazione di Stivender, Maria Pia si decise – non senza incertezze e perplessità, dovute ai difficili rapporti tra Emanuel e suo padre, che trasparivano dalle pagine dell’autobiografia – a dare alle stampe la sua traduzione del romanzo Il primo dio, di cui s’è detto. A questa aggiunse poesie, racconti e saggi critici del fratello, nonché alcune testimonianze su di lui, che in quegli anni era andata traducendo. L’opera, dalla quale traspare la straordinaria personalità di Carnevali e ciò che egli rappresentò negli anni Venti del Novecento per la letteratura nord-americana, ebbe successo, contribuendo a far conoscere lo scrittore in Italia, dove, fino a quel momento, era pressoché sconosciuto.
Maria Pia Carnevali ha dunque dedicato l’ultima parte della sua vita alla cernita delle opere del fratello e alla loro traduzione in italiano. Molti degli scritti di Emanuel Carnevali, siano essi lettere o componimenti, sono stati pubblicati nella traduzione in italiano da lei curata. Ed è grazie al lavoro di Maria Pia che i suoi eredi nel 2004 hanno potuto cedere al Comune di Bazzano (BO) la documentazione prodotta e ricevuta dal poeta, che, riordinata e inventariata analiticamente da chi scrive, costituisce oggi uno dei fondi aggregati al locale Archivio storico comunale, dove è spesso oggetto di tesi di laurea e di dottorato da parte di studiosi italiani e stranieri.
Fonti, risorse bibliografiche, siti su Maria Pia Carnevali
FONTI ARCHIVISTICHE:
ARCHIVIO STORICO COMUNALE DI BAZZANO, Archivio Maria Pia Carnevali, Raccolta di scritti di e su Emanuel Carnevali, 1903-2002.
FONTI BIBLIOGRAFICHE:
The Autobiography of Emmanuel Carnevali, compiled and prefaced by K. Boyle, New York, Horizon Press, [1967].
EMANUEL CARNEVALI, Il primo dio, a cura di Maria Pia Carnevali, con un saggio di L. Ballerini, Milano, Adelphi, 1978.
ID., Voglio disturbare l’America. Lettere a Benedetto Croce, Giovanni Papini, Carlo Linati ed altro, a cura di G. Cacho Millet, Firenze-Milano, La Casa Usher, 1980.
ID., Saggi e recensioni, a cura di G. Cacho Millet, in «Quaderni della Rocca», 3, Bazzano 1994.
ID., Diario Bazzanese e altre pagine, a cura di G. Cacho Millet, in «Quaderni della Rocca», 4, Bazzano 1994.
ID., Racconti di un uomo che ha fretta e altri scritti, a cura di G. Cacho Millet, Roma, Fazi, 2005.
Voce pubblicata nel: 2026
Ultimo aggiornamento: 2026